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Politica

CIMINIERE, Alessandro Campisi e la politica che si assume il peso delle responsabilità

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In una stagione pubblica spesso segnata da proclami, fughe in avanti e gestione emotiva delle emergenze, c’è chi sceglie una strada più difficile ma infinitamente più seria: quella della responsabilità, della competenza e del lavoro silenzioso. È su questo terreno che si colloca l’azione di Alessandro Campisi, consigliere comunale di Catania e assessore della Città Metropolitana con delega alle Ciminiere.

Dopo il grave incendio dell’11 novembre, che ha colpito uno dei complessi simbolo della città, Campisi non ha scelto la scorciatoia della polemica né la comfort zone del rinvio. Ha scelto di fare ciò che oggi appare quasi rivoluzionario, mettere in moto la macchina amministrativa e assumersi la responsabilità di guidarne il percorso.

La pubblicazione del bando per la progettazione della riqualificazione del padiglione C1, un investimento da 1,2 milioni di euro, non è un atto formale, ma un segnale politico chiaro, le Ciminiere non sono un problema da gestire, ma un patrimonio da rilanciare. Il fatto che il bando resti aperto fino al 10 febbraio e che successivamente venga istituito un tavolo tecnico per valutare con rigore le proposte dimostra una cosa precisa, la qualità viene prima della fretta, e la visione viene prima dell’annuncio.

Ma c’è un altro elemento che qualifica l’azione di Campisi, la capacità di costruire relazioni istituzionali solide, senza subalternità e senza personalismi. Il dialogo avviato con la deputazione a tutti i livelli e con il Presidente della Regione Renato Schifani, che ha riconosciuto nel complesso delle Ciminiere un fiore all’occhiello per l’intera area metropolitana, non è un dettaglio. È la dimostrazione che quando la politica locale si presenta con dossier seri e obiettivi chiari, le risposte arrivano.

Determinante è anche il raccordo stretto con il sindaco Enrico Trantino, segno di una concezione matura del ruolo istituzionale, niente protagonismi, ma un percorso amministrativo solido, trasparente e coerente. È così che si governa un processo complesso, non a colpi di slogan ma con strategia.

La riqualificazione del padiglione C1 non viene pensata come una semplice ricostruzione, ma come un salto di qualità: innovazione tecnologica, sicurezza, sostenibilità e qualità architettonica. In altre parole, una visione contemporanea che restituisca alle Ciminiere il ruolo centrale che hanno sempre avuto per Catania e per l’intera area metropolitana.

Il ringraziamento pubblico a figure tecniche come il dott. Lorenzo Mari e l’ing. Francesco Nicosia non è un atto di cortesia, ma il riconoscimento di un principio fondamentale, la buona politica valorizza le competenze, non le usa come scudo né le sacrifica sull’altare della propaganda.

In un tempo in cui molti amministratori si limitano a commentare i problemi, Alessandro Campisi sceglie di affrontarli. E lo fa con una cifra che oggi appare rara: serietà, visione e rispetto per le istituzioni.
La riqualificazione delle Ciminiere non è solo un intervento infrastrutturale: è una prova di credibilità della politica. E, ad oggi, Campisi questa prova sta dimostrando di volerla superare sul campo.

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