Una intervista di livello politico e identitario, senza ambiguità, quella rilasciata a “Il Sicilia” da Raffaele Lombardo:
Lombardo ha toccato i nodi politici decisivi, le strategie in vista delle prossime amministrative, il ruolo dell’Mpa nello scacchiere del centrodestra, il rapporto con il presidente della Regione Renato Schifani e la possibilità di rafforzare la presenza del movimento nell’esecutivo regionale con un secondo assessore. Ma, soprattutto, ha riaffermato una visione che va oltre la contingenza, quella di una Sicilia che rivendica la propria autonomia come fatto politico e storico, figlia di un indipendentismo mai rinnegato. Un’autonomia non decorativa. In un tempo in cui l’autonomia viene spesso svuotata e ridotta a formula burocratica, Lombardo rivendica invece la sua origine autentica, quella che affonda le radici nell’indipendentismo siciliano, nella storia di un popolo che non ha mai accettato di essere periferia dell’Impero. Un’autonomia viva, conflittuale se necessario, che non chiede permessi e non si inginocchia. Non una concessione di Roma, ma un diritto conquistato. Una linea politica che mira a rompere la subalternità per riportare al centro la Sicilia come soggetto politico, non come territorio da amministrare.