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Politica

Catania paralizzata, la circonvallazione diventa un inferno di lamiere

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Catania ostaggio del traffico. La foto scattata lungo la circonvallazione racconta meglio di qualsiasi parola l’ennesima giornata di caos viario: chilometri di auto incolonnate, clacson continui e automobilisti esasperati, bloccati per decine di minuti senza sapere perché.

L’ingorgo si è formato nel tratto compreso tra Ognina e Cibali, in direzione Misterbianco, uno degli assi più trafficati della città. Nessun incidente grave segnalato, nessun animale vagante sulla carreggiata, nessun cantiere visibile: eppure la circonvallazione è completamente intasata, come se un ostacolo invisibile ne avesse spezzato il flusso.

Dalla polizia municipale fanno sapere di non essere ancora riusciti a individuare la causa del blocco. «Abbiamo inviato una pattuglia», riferiscono dalla centrale, mentre il traffico continua a rimanere fermo o a procedere a passo d’uomo.

Intanto cresce la rabbia di chi è rimasto intrappolato nel serpentone di lamiere: pendolari, lavoratori, genitori diretti a scuola o a casa, costretti a subire l’ennesima dimostrazione di fragilità del sistema viario cittadino. Basta poco,  un rallentamento, un’auto in doppia fila, un nodo mai risolto,  per mandare in tilt un’intera area metropolitana.

La foto non racconta un’emergenza, ma una condizione permanente, figlia diretta di scelte politiche irresponsabili. Il caos che paralizza ogni giorno la circonvallazione ha un’origine precisa e un responsabile politico ben noto, Enzo Bianco e l’abbattimento del ponte Gioieni, un atto ideologico spacciato per progresso e rivelatosi un disastro annunciato. Senza un’alternativa viaria credibile, senza una visione complessiva, quella demolizione ha strangolato uno degli snodi più delicati della città, condannando Catania a un collasso quotidiano. Altro che rigenerazione urbana: è stato un atto di miopia amministrativa, di cui oggi pagano il conto migliaia di cittadini, intrappolati nel traffico come danni collaterali di una scelta sbagliata, mai ammessa e mai corretta.

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