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Politica

IRAN: DIRITTI A GEOMETRIA VARIABILE. Coerenza o convenienza?

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Per Gaza la sinistra ha mobilitato le piazze, occupato università. Per l’Iran no. La domanda di Isabella Tovaglieri scuote il Parlamento europeo, la solidarietà è universale o selettiva?

L’intervento di Isabella Tovaglieri al Parlamento europeo non è una provocazione ideologica. È una domanda scomoda per sinistri e flottiglie. E proprio per questo necessaria.

Dove sono i movimenti pro-Gaza quando in Iran migliaia di cittadini vengono repressi, incarcerati, condannati, uccisi per aver chiesto libertà? Dove sono le piazze oceaniche quando le donne iraniane vengono private dei diritti fondamentali da una delle più rigide dittature teocratiche contemporanee, quella degli ayatollah?

Non si tratta di mettere in competizione tragedie. Non si tratta di negare il dramma di Gaza. I diritti umani non sono una classifica. Ma proprio perché non lo sono, non possono essere difesi a intermittenza. In Iran le donne vengono perseguitate per un velo indossato “male”, per una ciocca di capelli scoperta, per aver rivendicato la libertà di scegliere. Giovani studenti vengono arrestati per aver manifestato. Dissidenti vengono silenziati con la forza. Non è una narrazione politica, è un sistema repressivo consolidato.

Se i diritti sono universali, devono esserlo sempre. Se la libertà è un principio, non può diventare selettiva. Se la solidarietà è autentica, non può dipendere dall’agenda ideologica del momento.

La questione posta da Tovaglieri è una questione di coerenza morale prima ancora che politica. Un’Europa che si proclama faro dei diritti umani non può permettersi di avere indignazioni a geometria variabile. Non può mobilitarsi solo quando il conflitto rientra in uno schema ideologico comodo, e tacere quando le vittime non si inseriscono nella narrativa dominante.

La credibilità dell’Occidente si misura qui, nella capacità di difendere la libertà delle donne iraniane con la stessa energia con cui si difendono altri popoli in difficoltà. Senza doppi standard. Senza silenzi strategici. Perché quando i diritti diventano selettivi, smettono di essere diritti. E diventano strumenti di propaganda politica. E questa è una deriva che l’Europa non può permettersi.

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