
Abbiamo incontrato Veronica Musumeci, candidata sindaco di Mascali, in un colloquio del tutto informale. “Mascali è casa”, ci dice, “e questo non è soltanto uno slogan, è una dichiarazione identitaria, un tentativo di radicare una leadership che proviene dal basso, dal lavoro. Una scelta chiara, la mia, quasi obbligata in una stagione politica in cui la distanza tra istituzioni e cittadini è percepita come abissale. Le campagne elettorali spesso sono affollate da slogan e promesse, dove la differenza reale la fanno i percorsi amministrativi concreti, la storia personale, fatti verificabili, misurati sul campo, come le “best practices”. Sotto questo profilo, la candidatura di Veronica Musumeci a sindaco di Mascali non si presenta come una semplice opzione.
Questa candidatura contrasta con altre finora proposte finora. Infatti c’è anche chi straparla: “Non posso restare a guardare il degrado, l’immobilismo, la deludente gestione di chi ci ha amministrato fino ad ora”. È quanto afferma in un post sui social Salvo Gullotta (vicino a Luca Sammartino), con video allegato, dove presenta la propria candidatura a sindaco per assumere il comando (ma de che? ma di chi?), dimenticando però che nella scorsa elezione si era candidato nella lista a sostegno del sindaco attuale e che tra quelli che hanno recentemente amministrato Mascali c’era proprio sua moglie Virginia Silvestro che ricopriva la carica di vice sindaco, del sindaco uscente, che adesso contesta. Propaganda, solo propaganda, della quale il cittadino ne ha piene le tasche.
È proprio qui che emerge la differenza sostanziale tra i due candidati che sono usciti finora. Veronica Musumeci non è una candidatura costruita su ambizioni personali o su improvvise accelerazioni politiche, ma il naturale approdo di un percorso coerente, maturato dentro le dinamiche amministrative del Comune e testato nella gestione concreta delle criticità del territorio. Ha già dimostrato, nei fatti, di conoscere la macchina comunale, i suoi limiti, le sue potenzialità e, soprattutto, le priorità reali della comunità.
In un contesto in cui spesso tutta la politica locale, non solo di Mascali, soffre di improvvisazione o di leadership inventate e deboli, la sua esperienza rappresenta un elemento di stabilità e di affidabilità. Non è la candidata delle promesse facili, ma quella delle responsabilità già assunte. Non è la candidata dell’immagine, ma quella del lavoro quotidiano, spesso silenzioso, ma incisivo.
Per questo, al di là delle legittime competizioni elettorali, la sua figura appare oggi come una in grado di coniugare conoscenza amministrativa, presenza sul territorio e visione istituzionale e freschezza politica. Non per investitura esogena, ma per meriti maturati sul campo. Mascali cerca un sindaco capace di passare dalle parole ai fatti, dalle dichiarazioni all’azione, di avere una visione, allora la qualità politico-amministrativo va verificato con puntuale rigore.
Una leadership non si può improvvisare, ma si costruisce giorno dopo giorno, assumendosi responsabilità vere, anche quando significa esporsi in prima persona per difendere la buona amministrazione e l’interesse della comunità.
Vedremo se finisce qui la partecipazione a questa competizione, ovvero se vi sono altre proposte, così come si sussurra, che verranno valutate.