
Nel mezzo della devastazione causata dal ciclone Harry, che ha colpito pesantemente soprattutto le coste ioniche siciliane, la politica regionale è chiamata non solo a gestire risorse e interventi, ma anche a comunicare con chiarezza e responsabilità. La comunicazione dell’On. Giuseppe Zitelli (FdI) si è contraddistinta, in questo contesto, per alcuni tratti ben definiti.
Zitelli ha scelto la visibilità diretta, non limitandosi a dichiarazioni generiche, ha effettuato sopralluoghi nelle aree più danneggiate, sottolineando che “nessuno sarà lasciato solo”. Questa frase, ricorrente nei suoi commenti, va interpretata come un tentativo di costruire un legame emotivo con le comunità ferite e di rassicurare cittadini e operatori economici colpiti dall’evento. Comunicando responsabilità senza allarmismi.
In un contesto in cui l’Assemblea Regionale Siciliana, su iniziativa del Presidente Gaetano Galvagno, ha approvato una legge che mobilita circa 40,836 milioni di euro per interventi urgenti, con prime risorse destinate a protezione civile, pesca, agricoltura, esenzioni per i balneari e pedaggi autostradali, la comunicazione politica è stata quella di rafforzare la percezione di efficacia dell’azione pubblica e la vicinanza reale ai territori.
Zitelli ha bilanciato la distanza istituzionale del ruolo con la vicinanza emotiva alle popolazioni colpite, non solo ha espresso impegno per attivare un sostegno concreto, ma ha anche descritto gli scenari drammatici riscontrati “sopralluogo dopo sopralluogo”. Questo linguaggio assume un significato politico preciso, la responsabilità non è solo tecnica, ma sociale. La scelta di parole come “tempestività” e “sostegno concreto” posiziona la politica come alleata dei cittadini in difficoltà, rafforzando la narrativa di un’autorità presente e reattiva.
Tuttavia, un punto di riflessione urgente bisogna pur sottolinearlo, l’equilibrio tra empatia politica e realismo istituzionale, dichiarare che “nessuno sarà lasciato solo” è rassicurante, ma le aspettative create dalla comunicazione devono essere supportate da tempistiche certe e da piani di ricostruzione chiari, non solo dalle misure economiche adottate dall’Ars.
In un momento di fragilità collettiva, questo tipo di narrazione rafforza la fiducia istituzionale e dà un volto alle misure approvate, smorzando la distanza tra Palazzo dei Normanni e i cittadini di Messina, Catania e Siracusa. Allo stesso tempo, resta fondamentale che la concretezza delle parole trovi riscontro nei fatti e nelle risorse effettivamente operative nei prossimi mesi. Adesso la palla passa al Governo.