Ed ecco “i tre tenori”. Nel panorama dell’informazione locale, esistono momenti in cui una comunità si specchia nella voce dei suoi narratori. La puntata n.5 di “Che si dice?!” su Radio Paternò, con protagonisti Orazio Caruso, Mary Sottile e Vincenzo Anicito, rappresenta esattamente questo, un confronto tra tre giornalisti notissimi a Paternò che diventa racconto corale del territorio, della sua identità e delle sue contraddizioni.
Tre firme, tre stili, una sola radice, il territorio.Quando tre giornalisti che conoscono profondamente la città si siedono allo stesso tavolo, non nasce solo un talk, nasce un pezzo di memoria collettiva, di informazione vera.
Caruso, Sottile e Anicito portano approcci diversi ma complementari, l’analisi, la cronaca vissuta, il racconto diretto delle dinamiche locali. Ne viene fuori un confronto autentico, privo di retorica e lontano dalle liturgie stanche dell’informazione nazionale.
Il valore aggiunto della puntata sta proprio qui, la credibilità costruita negli anni sul campo. Non opinionisti improvvisati, ma cronisti che hanno visto l’evoluzione e il disastro della città, le sue amministrazioni, le tensioni sociali e le speranze civiche.
L’informazione locale come presidio democratico. Il dialogo mette in luce una verità spesso sottovalutata, la stampa locale resta il primo presidio di democrazia reale. A differenza dei grandi media, il giornalismo di prossimità non può permettersi distanza o superficialità, ogni parola pesa, perché chi ascolta conosce luoghi, protagonisti e vicende.
Ed è proprio questa prossimità a rendere questo confronto vivace ma concreto. Nessuna narrazione ideologica, ma riflessioni ancorate ai fatti, alla vita quotidiana dei cittadini, alle sfide amministrative e sociali che definiscono l’identità di Paternò.
Una puntata che restituisce centralità al dibattito civile. Il merito di questo episodio è aver riportato al centro il dibattito civile, quello vero, non lo scontro sterile, ma il confronto tra visioni. È qui che il programma compie il salto di qualità, diventa spazio pubblico, luogo di riflessione, quasi una piazza virtuale in cui l’informazione dialoga con la città e non semplicemente su di essa, pur avendo messo in risalto i disastri della passata amministrazione poi sciolta per mafia.
Il segnale: Paternò ha ancora voci autorevoli. Questa puntata lancia un messaggio chiaro, Paternò dispone ancora di firme autorevoli capaci di analizzare la realtà senza filtri e senza conformismi. Ed è proprio questa autonomia di giudizio, a tratti scomoda, a rendere credibile il confronto e utile per i cittadini. Questo il compito in chiave moderna, la missione del talk di Radio Paternò. Si percepisce, quindi, una comune consapevolezza l’informazione locale non deve solo raccontare, ma contribuire a formare coscienza critica nella comunità.
In tempi in cui l’informazione rischia di diventare eco di posizioni precostituite, vedere i tre giornalisti confrontarsi, anche con i conduttori, con libertà e competenza rappresenta un segnale importante, il giornalismo locale, quando è radicato e indipendente, non è un semplice racconto di fatti, ma diventa servizio pubblico.
“Che si dice?!” dimostra che la vera forza dell’informazione territoriale sta nelle persone che la fanno. La presenza di Caruso, Sottile e Anicito non è stato solo un valore giornalistico, ma un patrimonio civile per la città. Perché quando l’informazione dialoga con il territorio e non lo osserva dall’alto, allora diventa coscienza collettiva, memoria viva e soprattutto responsabilità condivisa. C’è un momento, nella vita di un’emittente locale, in cui il microfono smette di essere solo uno strumento e diventa responsabilità. Per Radio Paternò quel momento è arrivato. Dopo aver conquistato tanta attenzione e credibilità, oggi apre una fase più impegnativa,il salto di qualità, rendere visibile il racconto della città con uno stile proprio, riconoscibile, innovativo.