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Niscemi frana, il mare sfonda la costa: il ciclone, i danni e il confronto tecnico-politico sul campo

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Le immagini del filmato raccontano con chiarezza quanto accaduto a Niscemi durante il ciclone che ha colpito il territorio e la costiera ionica della Sicilia orientale. Il mare in tempesta supera le barriere, invade il litorale e distrugge strutture e recinzioni, trascinando con sé legname, detriti e materiali. Onde violente si infrangono senza sosta sulla costa, mostrando tutta la fragilità di un tratto di territorio esposto e vulnerabile. Un ciclone che per la sua violenza ha provocato danni collaterali, un agente naturale che ha facilitato distruzione di Niscemi città costruita sulla sabbia.

Il giorno dopo, lo scenario è quello di una città duramente colpita da una frana che rischia di fare scomparire Niscemi.  Strade costiere invase dai resti delle strutture divelte, stabilimenti compromessi, un paesaggio segnato dalla forza dell’acqua. Le immagini restituiscono un quadro netto dei danni subiti e della pericolosità di un fronte mare che, ancora una volta, si dimostra privo di adeguate protezioni.

Nel filmato trovano spazio anche gli interventi delle istituzioni. Oltre alle dichiarazioni del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, si registra l’intervento tecnico di Francesco Finocchiaro, che richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare l’emergenza di Niscemi con interventi concreti e strutturali, superando la logica delle risposte occasionali e dell’emergenza continua.

In una nota L’Archeoclub Nazionale scrive tra l’altro che secondo Francesco Finocchiaro, direttore del Dipartimento Architettura e Paesaggio di ArcheoClub d’Italia, la frana di Niscemi non è una sorpresa, la città nacque nel 1626 in area sopraelevata e stabile, mentre le recenti espansioni verso suoli più fragili hanno compromesso l’equilibrio del territorio. Occorre avere il coraggio di interventi radicali, rinaturalizzare le aree compromesse, tutelare il patrimonio culturale e garantire soluzioni abitative sicure alle famiglie colpite. ArcheoClub chiede una mappatura delle emergenze urbane e monumentali, un piano di tutela speciale e una pianificazione urbanistica fondata sulla conoscenza dei suoli. Centrale il ruolo della Regione, anche con norme straordinarie e l’apertura di un tavolo nazionale con Protezione civile e Ministero.

A intervenire è anche Nello Musumeci, ministro della Protezione Civile e del Mare, che nel video sottolinea come eventi di questa portata non possano più essere considerati episodi isolati. Il riferimento è a una fragilità ormai cronica del territorio costiero (e non solo), aggravata dal cambiamento climatico e da anni di ritardi nella pianificazione e nella difesa del suolo.

Il filmato alterna così le immagini della devastazione del litorale ionico e di Niscemi alle parole delle istituzioni, mettendo in evidenza un nodo centrale, la distanza tra la consapevolezza del problema e la sua soluzione. Il mare che sfonda la costa diventa il simbolo di un’emergenza che si ripresenta ciclicamente, lasciando dietro di sé danni e interrogativi. E Niscemi resta una città ferita e con una domanda che le immagini rendono inevitabile, quanto ancora il territorio, la Sicilia, dovrà subire prima che la messa in sicurezza e l’attenzione verso questa terra diventi una priorità reale?

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