
di avv. Pietro Ivan Maravigna –
Il Governo ha varato una misura decisiva per le sorti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel Mezzogiorno. Con l’approvazione dell’ultimo decreto legge, viene autorizzata l’assunzione a tempo indeterminato di 380 unità di personale tecnico e amministrativo, finora impiegate con contratti a termine, da destinare prioritariamente agli uffici del Sud Italia. Il provvedimento nasce dalla necessità di non disperdere le competenze tecniche maturate in questi anni di progettazione e di garantire che la “messa a terra” degli interventi non subisca battute d’arresto proprio nella fase cruciale della rendicontazione.
Per la Sicilia, la norma rappresenta una boccata d’ossigeno in un panorama amministrativo segnato da una crisi d’organico strutturale. Con una percentuale di dipendenti pubblici part-time che in molte aree dell’isola sfiora il 70%, la stabilizzazione di queste figure professionali non è solo una risposta occupazionale, ma una strategia di sopravvivenza burocratica. Gli enti locali siciliani, spesso gravati da situazioni di dissesto o pre-dissesto finanziario, si sono trovati finora nell’impossibilità di programmare il rafforzamento dei propri uffici tecnici. Il decreto interviene su questo stallo, permettendo di trattenere ingegneri, architetti ed esperti di rendicontazione che hanno già acquisito familiarità con le procedure europee.
L’urgenza del provvedimento è dettata dal calendario: molti dei progetti legati al PNRR in Sicilia, dalla gestione delle risorse idriche alla riqualificazione delle periferie, richiedono un monitoraggio costante che solo personale stabilizzato può garantire. Il rischio, senza questa deroga alle ordinarie facoltà assunzionali, sarebbe stato quello di una paralisi dei cantieri, con la conseguente perdita dei finanziamenti per l’incapacità di rispettare le stringenti scadenze imposte da Bruxelles.
Sul fronte della tenuta dei conti, l’operazione si inserisce in un quadro di profondo rinnovamento della Pubblica Amministrazione. Se da un lato la sezione di controllo della Corte dei Conti mantiene alta l’attenzione sulla spesa corrente, dall’altro i dati sul turn-over confermano la sostenibilità dell’intervento, a fronte di un milione di uscite previste nella PA a livello nazionale entro i prossimi sei anni, queste stabilizzazioni rappresentano un ricambio generazionale minimo ma indispensabile. Per la Sicilia, assicurare la permanenza di questi professionisti significa trasformare l’emergenza PNRR in un’opportunità di modernizzazione della macchina amministrativa regionale, rendendola finalmente capace di gestire gli investimenti futuri.