Nome completo: Henry John Woodcock. Ruolo: Pubblico Ministero presso la Procura di Napoli (in passato anche a Potenza). Woodcock è diventato molto noto per aver guidato o partecipato a inchieste giudiziarie molto mediatiche, spesso legate a politica, affari e grandi sistemi di potere: Inchiesta Vallettopoli, Coinvolse personaggi dello spettacolo, fotografi e agenti nel mondo del gossip. Inchiesta Consip, una delle indagini più politicamente sensibili degli ultimi anni, legata alla centrale acquisti dello Stato; Inchiesta Why Not, Indagine molto discussa che coinvolse imprenditori e politici.
Woodcock è considerato un magistrato molto attivo nelle indagini su poteri forti e sistemi corruttivi, spesso al centro di polemiche politiche e giudiziarie, protagonista di inchieste mediatiche con grande risonanza. Nel corso degli anni alcune sue indagini hanno prodotto condanne, altre sono state ridimensionate o archiviate, motivo per cui il suo operato divide molto l’opinione pubblica. Secondo quanto riportato in varie ricostruzioni giornalistiche negli anni. Woodcock faceva parte di un collegio giudicante in un processo penale, in quel processo il pubblico ministero era un altro magistrato. Anni dopo, quando Woodcock divenne PM, si trovò a lavorare nella stessa procura proprio con quel magistrato.
Il confronto tra Henry John Woodcock e Giorgio Mulè è avvenuto durante la trasmissione Piazzapulita su LA7 nel marzo 2026 ed è diventato rapidamente virale sui social e sui siti di informazione per la durezza del botta e risposta.
Il confronto riguardava la riforma della giustizia e il referendum sulla separazione delle carriere e sul sistema di scelta dei membri del CSM. Durante il dibattito, Mulè ha incalzato Woodcock ricordando una sua vecchia posizione pubblica sulla vicinanza tra PM e giudici. Il parlamentare ha citato un articolo scritto dal magistrato anni prima, leggendo in studio un passaggio in cui si sosteneva che i PM “si sono abituati a vincere facile perché il giudice è in sintonia con loro”. A quel punto Mulè ha provocato Woodcock con una domanda ironica diventata virale, “Lei non ha fratelli gemelli, vero? Perché queste parole le ha scritte lei.” Il riferimento era alla contraddizione tra quelle affermazioni passate e la posizione espressa nel dibattito televisivo.
Mulè ha sostenuto che la magistratura non è un partito politico e non dovrebbe eleggere rappresentanti ha quindi chiuso con una frase molto ripresa sui social, “Non siete un partito politico, non dovete eleggere nessuno.”
Un botta e risposta che molti giornali hanno definito “la demolizione in diretta”, utile al cittadino, come riportato nel video sopra pubblicato.
L’intervista citata nel video:
