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SANITÀ SICILIANA AL COLLASSO, FARAONI PER FAVORE VAI VIA

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L’inadeguatezza di Renato Schifani a ricoprire il ruolo di Presidente della Regione appare in tutta evidenza sul panorama della sanità, con la scelta dell’assessore Daniela Faraoni e sul fatto che malgrado i disastri si ostina a mantenerla ancora al proprio posto

Sugli scandali e sulle polemiche che hanno attraversato e attraversano il sistema sanitario siciliano, e che oggi irrompono come non mai nel panorama politico-istituzionale, appare sullo sfondo l’operato o le omissioni dell’assessore Daniela Faraoni.

Perché il punto non è  solo la singola vicenda, da Cuffaro a Iervolino, passando dai funzionari e dirigenti coinvolti, ma un modello, una gestione della sanità spesso percepita come opaca, segnata da nomine, equilibri e relazioni che hanno dato l’impressione, diffusa tra i cittadini, di un sistema più attento alla spartizione del potere che all’efficienza dei servizi. Ritagliando la figura dell’assessore Faraoni come asservita alle logiche politiche che adesso stanno travolgendo il governo Schifani.

Non si tratta di evocare slogan o insinuazioni, ma di riconoscere un problema politico reale, la sanità siciliana, oggi, è stata troppo spesso terreno di influenza e di gestione discutibile, con risultati sotto gli occhi di tutti. E il nodo torna con forza, perché senza trasparenza, senza una netta discontinuità e senza un cambio di metodo, ogni pseudo soluzione rischia di restare sulla carta.

La verità è che non basta una sola chiave di lettura. C’è dentro tutto, la ruvidità di Roma, l’inadeguatezza di Palermo, il cinismo delle forze politiche che sulla sanità giocano una partita tutta interna al potere.

Ma il nodo politico è uno, ed è sotto gli occhi di tutti, la Sicilia si presenta al confronto sulla rete ospedaliera nel momento peggiore possibile. E arriva lo stop dal Ministero alla nuova rete ospedaliera siciliana.

Una sanità stremata, un’amministrazione che arranca, una maggioranza che considera ospedali e reparti non come presidi di cura, ma come caselle da occupare. Una partita a perdere. Per i cittadini, e per chi governa.

E mentre il sistema affonda, il dibattito pubblico resta intrappolato tra inchieste e scandali. Si discute di tutto, tranne che di come governare davvero la sanità.

La verità è più semplice e più dura, questo governo, con l’assessore Faraoni, non è riuscito a tirare fuori la sanità siciliana dalle secche. Ma la sua gestione è stata una catastrofe. E oggi ne paga il prezzo chi non ha alternative, chi aspetta una visita, un ricovero, una risposta. Qui non è più politica. È il diritto alla salute che viene messo in secondo piano.

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