In primo piano 🟥 Paternò, la resa dell’opposizione: “Non volevano andare a casa”. Ma ci sono andati lo stesso. Pubblicato 2 mesi fa il 25 Novembre 2025 di QTSICILIA.INFO Share Tweet di Redazione – L’ultima stagione politica di Paternò non verrà ricordata per gli atti del Consiglio, ma per le assenze della politica, per scelte mancate, per le occasioni lasciate cadere. E tra queste, la più clamorosa è la mancata firma della mozione di sfiducia all’ex sindaco Naso. Un gesto non fatto, una posizione non presa, che oggi pesa più di qualunque voto espresso in aula. Perché quella firma mancata ha marchiato a fuoco sette consiglieri d’opposizione: Salvo Tomasello, Ionella Catena, Gabriele Di Fazio, Michele Russo, Salvo Malerba, Lucio Cunsolo e Salvo Borzì. La verità nuda? Volevano salvare la poltrona. Si può girare la motivazione in mille modi. Si possono trovare venti giustificazioni. Ma la percezione che corre tra i cittadini è una sola, brutale: “Non firmarono perché non volevano andare a casa. Solo che la storia è beffarda e ha deciso per loro, a casa ci sono andati lo stesso, con lo scioglimento per mafia. E ci sono andati con un biglietto di sola andata che oggi rende quasi impossibile immaginare un ritorno. Leggeremo le motivazioni allegate al decreto per conoscere l’incandidabilità che potrebbe essere comminata anche a qualche consigliere comunale. Questa è stata un’opposizione che ha scelto di non opporsi. Quando Paternò aspettava un segnale, loro hanno esitato. Quando serviva coraggio, loro hanno scelto il “vediamo”. Quando la città chiedeva responsabilità, hanno preferito “non rischiare”. Il risultato? La città è stata travolta, il Consiglio sciolto, e loro, gli oppositori “prudenziali”, sono rimasti impigliati nella rete delle loro stesse “non mosse”. Oggi sono senza un ruolo, senza una linea, senza una narrativa. Il vero dramma politico per i sette non è solo la decadenza. Il vero dramma è ciò che resta, un’etichetta pesante, una reputazione incrinata, una reazione pubblica impietosa. Per molti, oggi rappresentano l’immagine plastica dell’opposizione che non si oppone, della politica che sceglie il galleggiamento, non il coraggio. Per questi sette il futuro appare così. Il popolo, in vista del nuovo ciclo politico, vuole rinnovamento. Vuole discontinuità. Vuole liberarsi da qualunque ombra della stagione precedente. Salvando tutti quelli che hanno assunto chiare posizioni, opponendosi realmente alla disastrosa amministrazione che ha governato per ben otto anni, che ha creato disastri oggettivi ed è stata mandata a casa per infiltrazioni mafiose. E il paradosso è micidiale che ci fa sorridere: per non perdere la poltrona hanno fatto la mossa che oggi rischia di chiudergli il futuro e un’immagine politica difficile da ripulire. Una cosa è certa, a Paternò la memoria politica è feroce. E questo episodio resterà nella storia locale come uno dei più evidenti boomerang politici degli ultimi anni. La città non dimentica. P.S.- Di segutio pubblichiamo la richiesta all’ordine del giorno della mozione di sfiducia, mai presentata in quanto mancava la decima firma. Ricordiamo che se i sette dell’opposizione non solo avessero firmato ma anche votato la sfiducia (16 voti), sarebbe passata. Non altro da dire. Voci correlate:Featuredmozionedisfiduciaopposizionepaternò Potrebbero interessarti Etica e politica oltre i tribunali. Dal caso Faraoni alla Regione, al fallimento fattuale dei commissari a Paternò Paternò, cambia capitolo: dal Kaos all’impegno condiviso ANCHE A PATERNÒ ARRIVA IL CASSONETTO DELL’INDIFFERENZIATA POLITICA Ultim'ora Più letti Video In primo piano9 ore fa Gaetano Galvagno: “Per il terzo anno consecutivo non ricorriamo all’esercizio provvisorio” L’intervista. Politica19 ore fa CATANIA CAPITALE DELLA CULTURA 2028 In primo piano20 ore fa Etica e politica oltre i tribunali. Dal caso Faraoni alla Regione, al fallimento fattuale dei commissari a Paternò In primo piano2 giorni fa Paternò, cambia capitolo: dal Kaos all’impegno condiviso In primo piano2 giorni fa DOPO L’ELEZIONE DIRETTA CHI È STATO IL PEGGIOR SINDACO DI PATERNÒ? SCEGLI TU In primo piano2 giorni fa M.G. PANNITTERI, COMUNICATO SU ELISOCCORSO A PATERNÒ In primo piano2 settimane fa LA PRO LOCO DI PATERNÒ, SOMMERSA DALLA VERGOGNA In primo piano1 settimana fa LO SCIOGLIMENTO DI PATERNÒ, LA VERA BOMBA È L’ASSESSORE DEL CLAN, COSÌ SI SVUOTAVA LA DEMOCRAZIA. In primo piano2 settimane fa STAZIONE SAN MARCO: LO SCANDALO DEGLI SCANDALI … E ANCORA SI PERSEVERA In primo piano3 mesi fa Paternò, Un consiglio comunale che si apre col botto e finisce con una bomba In primo piano3 mesi fa Catania. La commedia degli equivoci, o meglio, la tragedia burocratica di Trantino sotto fuoco amico In primo piano2 mesi fa Paternò, il sistema degli incarichi: viaggio dentro il “cerchio magico da Cumacca” Politica3 giorni fa Schifani, l’endorsement che offende la politica e le istituzioni. Mandatelo a casa. Politica3 settimane fa LA SICILIA, PATERNÒ: Il cambiamento politico senza cambiamento antropologico è una messinscena. Politica3 settimane fa S.M. LICODIA: MAGIE SOTTO L’ALBERO UN EVENTO DI LETTERATURA FANTASY E OLTRE Politica4 settimane fa S.M. LICODIA PIAZZA ULIVI. VA IN SCENA LA SOLIDARIETÀ In primo piano1 mese fa 🧨 Scioglimento …e non finisce qui In primo piano1 mese fa PERCHÉ VOTARE SI, PER UNA GIUSTIZIA GIUSTA. LEGGIAMO COSA ACCADE NELLE SEGRETE STANZE Sondaggi