
L’Osservatorio Politico intende rivolgersi pubblicamente ai Commissari Straordinari chiamati a reggere il Comune di Paternò, nominati dal ministro Matteo Piantedosi a seguito dello scioglimento del Consiglio Comunale, atto estremo e gravissimo che certifica il fallimento politico, amministrativo e istituzionale di un’intera stagione. Nella relazione ministeriale si denunciano nomi (che si desumono dalle circostanze), fatti, complicità, che non lasciano dubbio alcuno sulla linea da seguire.
Infatti il decreto di scioglimento, corredato dalla dura e circostanziata relazione del Ministro dell’Interno, non lascia spazio ad ambiguità interpretative. Non si tratta di un documento generico o rituale, ma di un atto che individua criticità strutturali, responsabilità diffuse e precise indicazioni operative, se tanto mi dà tanto, sulla macchina amministrativa comunale, sui suoi meccanismi, sulle sue opacità, sulle sue persistenti zone d’ombra.
Alla luce di tutto ciò, l’Osservatorio Politico pone ai Commissari alcune domande, che non sono polemiche, ma doverose:
- Quali soluzioni concrete avete già adottato e intendete adottare per dare seguito alle indicazioni contenute nella relazione ministeriale, per rimuovere le distorsioni amministrative, organizzative e gestionali che hanno reso possibile, in concorso, il disastro certificato dallo Stato?
- Quali interventi avete avviato o intendete avviare sulla dirigenza, sui procedimenti, sui controlli interni, sulla catena delle responsabilità amministrative che il decreto descrive con chiarezza?
Il commissariamento non può e non deve ridursi a una gestione ordinaria, notarile, attendista. Non basta “tenere in piedi” l’ente assieme alle storture ereditate. La relazione del Ministro chiede, implicitamente ma inequivocabilmente, discontinuità, bonifica amministrativa, ripristino delle regole sostanziali, non solo formale.
Paternò non ha bisogno di un commissariamento gattopardesco, in cui tutto cambia perché nulla cambi. Ha bisogno di atti visibili, tracciabili, comprensibili ai cittadini. Ha bisogno che la macchina amministrativa venga finalmente sottoposta a un vero esame di coscienza istituzionale, che voi avete il dovere di fare, come lo Stato ha imposto con lo scioglimento. Insomma una “#operazione ramazza” .
L’Osservatorio Politico continuerà a esercitare il proprio ruolo di controllo civico e di stimolo pubblico, nella convinzione che la trasparenza della verità, non sia un fastidio, ma un obbligo, e che il silenzio, oggi, sarebbe una colpa grave di chi è stato chiamato a tale compito. Paternò ha già pagato un prezzo altissimo. Ora è il tempo delle risposte certe. E soprattutto, degli atti. Precisando, infine, che saremo rigorose sentinelle attente e critiche… come sempre.
L’Osservatorio Politico