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Paternò: un Comune senza C.O.C. funzionante. Speriamo che l’emergenza drammatica non arrivi mai

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A Paternò il Centro Operativo Comunale esiste solo sulla carta. Nella realtà, il C.O.C. non funziona, non ha mai funzionato. E non è un’opinione, lo abbiamo visto, toccato con mano, sperimentato durante l’emergenza uragano. Caos, improvvisazione, assenze istituzionali, totale mancanza di coordinamento. Un fallimento pieno.

Eppure qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dirlo chiaramente, se oggi si verificasse un’emergenza seria, Paternò sarebbe completamente impreparata.

Durante l’allerta meteo estrema, non si è visto un presidio efficace, non una catena di comando chiara, non una struttura operativa degna di questo nome. Il C.O.C., che per legge dovrebbe essere il cuore pulsante della gestione delle emergenze, era di fatto inermi, disorganizzato, irrilevante. Un contenitore vuoto, buono solo per i comunicati di facciata, e forse nemmeno quelli.

E allora viene spontanea una domanda che fa paura, se non ha retto a un’emergenza meteo, cosa accadrebbe davanti a un terremoto?

La risposta è semplice e inquietante, il disastro nel disastro. Perché Paternò non solo non ha un C.O.C. realmente operativo, ma è addirittura sprovvisto di un Piano Comunale di Protezione Civile aggiornato e funzionante. Uno strumento basilare, obbligatorio, indispensabile per sapere cosa fare, chi fa cosa, dove andare, come intervenire. Senza piano non c’è prevenzione. Senza prevenzione non c’è gestione. Senza gestione c’è solo il caos. E il caos, purtroppo, è già noto, lo abbiamo visto in questi giorni.

In caso di sisma, di crolli, di feriti, di evacuazioni, chi decide? chi coordina? chi comunica?
Ognuno per conto suo, come già visto. Con il rischio concreto che a pagare siano, come sempre, i cittadini più fragili, anziani, disabili, famiglie, senzatetto.

La politica locale preferisce glissare, minimizzare, far finta di niente. Ma la protezione civile non è un argomento da campagna elettorale, non è una conferenza stampa, non è un post social. È responsabilità penale, amministrativa e morale. Chi fa parte sulla carta del C.O.C. che non serve a fare passerella?

Qui non si parla di “se” accadrà qualcosa, ma di “quando”. Perché le emergenze non avvisano, non aspettano decisioni, non concedono alibi. Ma omissioni.

Paternò oggi è una città inerme di fronte al rischio, governata da un sistema che non è in grado di proteggere i suoi cittadini nei momenti più critici. E questo non è allarmismo, è cronaca. È una realtà che abbiamo visto in questi giorni. È una vergogna istituzionale. Speriamo davvero che l’emergenza vera non arrivi mai. Perché, allo stato attuale, Paternò non è pronta. E nessuno potrebbe dire di non saperlo.

P.S. – Solo oggi e con grave ritardo è stata emessa un’ordinanza di attivazione del C.O.C., che sottolinea inequivocabilmente quanto da noi denunciato. Adesso aspettiamo il Piano di Protezione Civile:

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