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A RADIO PATERNÒ M.G. PANNITTERI “LA SINISTRORSA IN QUALCHE MODO BIPOLARE”

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Tutti insieme appassionatamente, sempre nel PD ma non troppo, come se si rivolgesse a tutte le forze politiche, posso essere il candidato di tutti, come assumere una figura globale. E chi butta giù dalla torre, valuta i nomi in competizione, dove lei si sfila dal gioco, ma noi non ci crediamo. A Radio Paternò il taglio è signorile, di cortesia, non affronta con brutalità reale i temi della politica che rimangono sullo sfondo, non spoliera i retroscena e quindi giocoforza… ma veniamo al succo.

Tutti insieme appassionatamente. Ma chi butta dalla torre?

C’è un passaggio, neanche troppo nascosto, che attraversa certe dichiarazioni politiche e che merita di essere letto per quello che è, il tentativo di stare ovunque senza scegliere davvero dove stare. La proposta è seducente, almeno in apparenza. Una figura che non divide, che parla a tutti, che supera i confini dei partiti. Non solo nel PD, dove in privato afferma di stare a disagio, ma oltre il PD. Non contro qualcuno palesemente, ma per tutti. Una sua candidatura “di sintesi”, quasi inevitabile, costruita sull’idea che, in fondo, possa andare bene a chiunque. Quello che si legge tra le righe, ma ancor di più quello che traspare nei colloqui privati fuori dalle telecamere di Radio Paternò.

Il problema, purtroppo, è che la politica non è un esercizio di galleggiamento. Perché mentre si invoca l’unità, si evita accuratamente il punto centrale, chi decide? E soprattutto, chi resta fuori? Perché ogni sintesi vera implica una scelta, e ogni scelta comporta una rinuncia. Qui invece la rinuncia è sospesa, rimandata, quasi rimossa.

Si parla di responsabilità, di servizio, di città. Parole larghe, rassicuranti. Ma senza mai scendere nel terreno più scomodo, quello dei nomi, dei pesi reali, degli equilibri che non si tengono insieme con una formula retorica. È la politica del “posso essere il candidato di tutti”. Che funziona finché tutti possono ancora immaginarsi dentro. Ma quando arriva il momento di stringere, di contare, di decidere, quella stessa formula diventa fragile. Perché la verità è semplice, e anche un po’ brutale, non esiste una candidatura per tutti. Esiste, semmai, una candidatura che riesce a imporsi. Il resto è attesa.

E allora la domanda resta lì, inevasa, tutti insieme, sì. Ma ha il coraggio di dire, veramente, chi butterebbe dalla torre senza filtri e senza galleggiare tra il politicamente corretto, a volte ipocrita, e affrontare la dura realtà?

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