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LA REAL POLITIK DI RUGGERO RAZZA: EUROPA, NATO, RUSSIA, UCRAINA, ENERGIA.

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Senza girarci intorno, quando Ruggero Razza interviene su temi come NATO, Ucraina, energia e pace, il punto è come tenere insieme questi elementi, perché sono dossier che oggi non possono più essere trattati separatamente.

Il suo intervento è davvero “chiaro e puntuale” con una linea precisa il realismo geopolitico: NATO e Ucraina: sostegno all’alleanza atlantica come architrave della sicurezza europea. Qui il messaggio implicito è che senza deterrenza non esiste spazio credibile per la pace. Energia: il vero nervo scoperto. Ogni posizione sull’Ucraina diventa credibile o meno in base alla capacità di reggere economicamente. Pace: una parola che tutti usano, ma pochi declinano seriamente. Razza lega la pace a un equilibrio di forza e sicurezza energetica evitando la retorica facile.

Il nodo politico che declina Razza. Il valore di un intervento del genere sta nella coerenza, o si tiene insieme sicurezza, energia e diplomazia in modo credibile, oppure resta un discorso ben costruito ma politicamente leggero da parte dell’Europa. E qui si arriva al punto scomodo ma reale, le sanzioni europee contro la Russia funzionano a metà perché alcuni PaesiUE hanno trovato modi più o meno espliciti per aggirarle sul piano energetico. Non si tratta sempre di violazioni dirette, ma di triangolazioni intelligenti nascoste.

Gas o petrolio russi arrivano in Paesi terzi, vengono “trasformati” o miscelati, e poi rivenduti come non russi. Formalmente tutto regolare, sostanzialmente è un aggiramento. L’Europa ha ridotto il gas via tubo, ma continua a comprare GNL russo (liquefatto), spesso passando da hub intermedi.

Petrolio russo raffinato in India o Turchia e poi rivenduto in Europa come prodotto finito. Sanzioni rispettate sulla carta, svuotate nella pratica. Alcuni Stati membri, più esposti o più pragmatici, mantengono relazioni energetiche indirette e poi redistribuiscono. Come avviene tutto questo, l’India, compra greggio russo scontato, lo raffina e lo rivende. È la Turchia hub energetico strategico, snodo perfetto per triangolazioni. La Cina è il grande acquirente, che ridisegna i flussi globali. In sintesi, alcuni Paesi UE, cauti pubblicamente, beneficiano indirettamente di questi circuiti.

Qui Razza ragiona in modo realistico toccando un nervo scoperto. L’Unione Europea vuole mantenere una linea dura contro Russia? Bene, allo stesso tempo deve garantire energia a prezzi sostenibili. A pagarne le spese non può essere solo chi mantiene la barra dritta come l’Italia.

Ed è qui paradosso della Commissione europea, ufficialmente commina sanzioni e predica fermezza. Nella realtà si adatta a eccezioni e scorciatoie che sono ormai evidenti. Non è solo che “qualcuno che fa il furbo”. È un sistema che non regge fino in fondo le proprie scelte. Se tagli davvero la Russia, paghi un prezzo alto. Se non vuoi pagarlo, trovi vie alternative, di contro la coerenza politica salta. Non esiste una terza via “pulita”. Ed è proprio qui che si gioca la credibilità della politica europea.

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