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IL CATANESE AVV. IVAN MARAVIGNA È IL NUOVO CONSIGLIERE DELLA CORTE DEI CONTI

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Cari amici e colleghi,
con il giuramento prestato a Roma, dinanzi al Presidente dott. Guido Carlino, lo scorso 20 marzo come Consigliere della Corte dei Conti, il mio percorso professionale e civile intraprende una nuova, prestigiosa direzione. Un momento che vivo come un vero e proprio “ritorno alle origini”: dopo vent’anni di appassionato esercizio della professione di avvocato penalista, torno infatti a vestire i panni del servitore dello Stato, ruolo che avevo già ricoperto per quasi un ventennio come Funzionario della Polizia di Stato.
Questo nuovo incarico presso la Sezione regionale di controllo per la Regione Siciliana impone oggi una scelta di rigorosa opportunità istituzional, la cancellazione definitiva del mio profilo social.
Avevo già lasciato questi spazi al momento della mia designazione da parte dell’ARS, ma ho sentito l’imperativo civile di tornarvi per un’ultima, fondamentale battaglia di libertà: sostenere le ragioni dei penalisti italiani per il referendum sulla separazione delle carriere.
Il mio SÌ convinto non è l’esito di una preferenza estemporanea, ma l’imperativo coerente di una rigorosa formazione liberale e garantista. È un voto “politico” nell’accezione greca più nobile, un atto indissolubilmente legato alla concezione di polis che, nella mia visione, è sempre strumentale alla figura romana del cives. Considero chiunque (tanto tra i sostenitori del No ma anche tra quelli del Sì) tenti di inquinare questi piani con calcoli di opportunità immediata un portatore di una disonestà intellettuale che umilia lo spirito della nostra Costituzione.
Pur rispettando profondamente la scelta di quei magistrati che decidono di restare presenti sui social, ritengo che la natura del mio nuovo ufficio richieda un ritorno al riserbo e al silenzio. Manterrò il riserbo sui dettagli del dibattito fino alla conclusione della consultazione di lunedì prossimo, ma la mia posizione, squisitamente culturale, tecnica e filosofica, è ormai tracciata.
Lascio la toga di avvocato penalista con l’emozione di chi ha lottato per l’inserimento dell’Avvocato in Costituzione, consapevole che la Giustizia resta il fine primo dello Stato, sia essa perseguita in un’aula di tribunale, in una questura o tra i banchi della magistratura contabile.
L’esercizio del voto è la massima espressione di senso civico. Ci vediamo, idealmente, nelle sedi istituzionali dove mi impegno a continuare a servire la Repubblica con disciplina e onore.
Pietro Ivan Maravigna

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