
di Giovanni Coriolano —
Indubbiamente il CEFPAS è stato un nostro cavallo di battaglia. Non per una particolare avversione verso questo ente ed il suo Direttore Generale, quanto piuttosto perché la gestione del CEFPAS è stata improntata, fin dall’insediamento di Roberto Sanfilippo alla guida dell’ente, da una serie di atteggiamenti e comportamenti che nulla hanno a che vedere con le buone prassi,con la sana e trasparente gestione di un Ente Pubblico strumentale della Regione Sicilia, quale è. Per non parlare del mobbing sessuale, di feste e festine, dove alcune dipendenti, se pur provvisorie e/o in attesa di stabilizzazione, si inginocchiavano davanti al potere.
Una lunghissima serie di segnalazioni provenienti da dipendenti vessati, sindacati ignorati, da giornalisti avversati e da regole ripetuttamente calpestate, ci hanno indotto ad occuparci dell’ente.
Diverse decine sono stati gli articoli pubblicati, con dovizia di particolari, riferimenti precisi, delibere citate, nomi di persone “favorite”, per denunciare un comportamento ed atteggiamento messo in atto, che preludeva ad una malagestio da guinness world record.
Finalmente, dopo oltre tre anni di nostri articoli e di indagine degli inquirenti, le magagne del CEFPAS sono finalmente venute fuori e si profila per alcuni attori, i principali, il deputato Gallo Afflitto di FI, Sanfilippo e Pontillo, la possibile traduzione nelle patrie galere. Tutto si chiarirà l’11 giugno prossimo, subito dopo l’interrogatorio di garanzia.
Ma se questo indegno teatrino è stato possibile, non bisogna dimenticare che ci sono stati, all’interno ed all’esterno dell’ente, collusi e conniventi che, proni (in ogni senso) alle volontà del Direttore Sanfilippo, hanno con il loro lavoro ammantato di pseudo-legalità ciò che oggi appare un sistema malato, una cloaca putrescente, sovrastata dal trio che passerà una estate al fresco (?)
Noi abbiamo scritto il primo articolo sul CEFPAS più di tre anni fa, segnalando connivenze e collusioni tra vertici dell’ente, amici e collaboratori più stretti di Sanfilippo, politici di primo piano del panorama regionale, nazionale ed europeo.
Oggi finalmente la procura di Caltanissetta traccia un primo bilancio, devastante, che vede coinvolti, come evidenziato, innanzitutto il trio Gallo Afflitto, Sanfilippo, Pontillo. Con a corredo di comprimari apparentemente di minore importanza, tra i quali Maria Luisa Zoda, Manlio Bruna, il super consulente Dario Biondi (solo per citarne alcuni).
Ciò non di meno all’interno del CEFPAS, ci sono stati indubbiamente molti altri vassalli pronti a tutto, pur di avere uno strapuntino di potere, una diversa visibilità, una promozione, l’assunzione di amici e parenti o prebende danarose.
Non possiamo dimenticarli, intanto per averli più volte citati nei nostri articoli, e poi per par condicio, perché anche loro hanno contribuito a devastare l’ente con la loro connivenza ed è giusto che le rispettive posizioni vengano vagliate.
Ci riferiamo ad esempio a tutti quei funzionario interni ed esterni, alcuni dei quali promossi sul campo dirigenti, che hanno fatto i RUP di gare ed affidamenti, che andrebbero approfondite nel dettaglio, per appurare correttezza e liceità nelle procedure messe in atto.
Parliamo di centinaia di milioni di euro spesi ufficialmente nell’interesse pubblico che, alla luce degli esiti della recente inchiesta, potrebbero essere stati distratti ad altri interessi, piegati a diverse esigenze, con la compiacenza e connivenza di questo o quel leccaculo. Che al CEFPAS sembrerebbero essere proliferati a dismisura.
Lo stesso vale per le assunzioni fatte attraverso una piattaforma di reclutamento, gestita in maniera inqualificabile, che ha permesso, previo “taroccamento” (cosi ci dicono i bene informati) di CV e dichiarazioni farlocche, di far accedere al ruolo di tutor amministrativi e quant’altro, a commesse, pizzaioli, braccianti, giovani senza esperienza, amanti, con l’unico merito di avere un padrino in paradiso al quale rendere ogni tipo di “servizio”. Dal CEFPAS ci suggeriscono di suggerire a nostra volta alle autorità di PG una bella chiacchierata con un tale Lantieri (?), uomo da non confondere, che sembrerebbe essere stato il gestore della piattaforma, e di avere avuto assunto parenti ed amici al CEFPAS, proprio in ragione di questa sua “competenza”.
Analogamente per i concorsi banditi, messi in cantiere e completati. Per i quali sembrerebbe esserci stato una sorta di “indirizzamento”, cosi come emerge dall’assunzione di Pontillo, profetizzata dalla nostra “palla di cristallo” in tempi non sospetti anticipando gli eventi. Chi può escludere a priori che altre selezioni non fossero state taroccate alla stessa maniera. E che gli assunti approdati a corte non fossero in realtà stati scelti a priori e su di essi costruiti i bandi di concorso ?
Sarebbe bene, anche, che ogni assunzione, dai dirigenti fino all’ultimo scopino, fosse passato al vaglio, per appurare, per ognuno di loro, il legame esistente con Sanfilippo e la sua “banda” (perchè anche lui, come i politici che lo hanno foraggiato, ha costruito un enclave di suoi fedelissimi all’interno dell’ente). O con politici e maggiorenti di Cl e di altre province, come a mo di esempio, Mancuso, Di Mauro, Stancanelli, e tanti altri.
Tra i più blasonati, ma non gli unici, Mario Li Castri, Giovanni Casano, Carmelo Pulvino, Dario Biondi (per citare solo alcuni gli esponenti più autorevoli), e quant’altri approdati alla corte di Roberto Sanfilippo in questi sette anni di regno. Guadagnando centinaia di migliaia di euro per il solo fatto di essere asserviti e disponibili per suoi capricci. A prescindere dalle effettive competenze e capacità, che indubbiamente ci sono, che confidiamo non siamo state utilizzare per distorcere il sistema ad uso e consumo di questo o quale dante causa o politicone maneggione.
Sarebbe bene rispolverare, alla luce della odierna inchiesta, la relazione a suo tempo sottoscritta dal Commissario Straordinario Giovanna Segreto (che orecchie ed occhi ben informati sussurano essere stata scritta a 4 mani, e poi incredibilmente affossata), che ha fatto emergere una lunghissima serie di anomalie e presunte violazioni. Confidiamo che il nuovo Commissario Gianluigi Amico, abbia il buon senso di non voltarsi dall’altro lato, e di non farsi coartare, se non altro alla luce della sua nota professionalità ed esperienza, e coinvolgimento pregresso ed odierno, nella gestione del CEFPAS.
Ma anche sentire le organizzazioni sindacali che hanno denunciato con coraggio una lunghissima serie di anomalie. Senza trascurare fornitori e ditte escluse da appalti e forniture.
Infine chiamare in causa DASOE e DPS dell’Assessorato regionale della Salute, chiamati istituzionalmente a svolgere il ruolo di controllori, ma che evidentemente non hanno svolto o lo hanno fatto male, perché anche li vanno cercate collusioni e connivenze, tra dirigenti generali, dirigenti di servizio, funzionari e quanti altri, conoscere se al CEFPAS hanno avuto il loro momento di gloria ($$$).
L’elenco delle cose da fare è lungo ed i temi da approfondire complessi ed articolati. Non resta che sperare che l’inchiesta portata a buon fine della Procura di Caltanissetta non si esaurisca con questi personaggi, e solo con questi argomenti, ma che proceda a ritroso fino a tirar fuori ogni magagna, ogni danno perpetrato, ogni abuso messo in atto, cosi da fare in modo che ogni responsabile sia chiamato a rispondere delle proprie malefatte.
Noi mettiamo fin da subito a disposizione delle Procure impegnate nell’inchiesta, i nostri articoli ed i nostri archivi, cosi da fornire il nostro contributo per restituire la verità e cercare di curare, radicalmente, le metastasi che al CEFPAS avevano messo radici pensando di non andare più via. Soprattutto grazie a “Gesù Gallo Afflitto” che come si evince dalle intercettazioni di Sanfilippo era capace di fare miracoli.