
Per due giorni, Catania ha smesso di essere soltanto una città del Sud Italia per assumere il ruolo che la geografia e la storia le hanno sempre assegnato, quello di crocevia del Mediterraneo e punto di incontro tra Europa, Africa e Medio Oriente.
L’evento promosso da ECR Party, conclusosi ieri allo Sheraton di Catania, non è stato una semplice iniziativa politica. La presenza di rappresentanti delle istituzioni europee, del Governo italiano, del Parlamento e della Regione Siciliana ha restituito l’immagine di una Sicilia che può essere protagonista delle grandi dinamiche internazionali, anziché limitarsi a subirle.
La sala gremita è stata la dimostrazione che esiste interesse per un dibattito che va oltre la cronaca quotidiana e affronta temi strategici: sicurezza, cooperazione, sviluppo economico e nuove relazioni tra le due sponde del Mediterraneo.

Tra i momenti più significativi della giornata, il panel dedicato al Piano Mattei (ecco qui la presentazione “IL PIANO MATTEI” IL LIBRO DI RUGGERO RAZZA. che è stato distribuito ai partcipanti).
Un confronto che ha avuto come protagonisti, tra gli altri, l’eurodeputato Ruggero Razza, autore, appunto, del volume Il Piano Mattei, e il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno.
Razza ha richiamato la necessità di trasformare il Piano Mattei da semplice programma di governo a vera strategia europea per l’Africa, fondata su partenariati economici, cooperazione energetica e stabilità geopolitica. Una visione che va oltre la gestione delle emergenze migratorie e punta a costruire relazioni durature con il continente africano.
Galvagno, ha riportato il dibattito sul ruolo della Sicilia. Non una periferia dell’Europa, ma il suo naturale avamposto nel Mediterraneo. Una prospettiva che ribalta una narrazione troppo spesso rassegnata e che restituisce all’Isola la possibilità di essere piattaforma logistica, energetica, culturale e diplomatica nel nuovo equilibrio europeo.
È una visione che merita attenzione. Perché il Mediterraneo è tornato ad essere il centro delle tensioni globali, delle rotte commerciali, della sicurezza energetica e dei grandi flussi demografici. E in questo scenario la Sicilia non può permettersi di restare spettatrice.
A chiudere la giornata è stato il Presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha offerto una riflessione sul quadro politico nazionale e internazionale, inserendo il dibattito della convention in una prospettiva istituzionale più ampia.
L’evento prosegue oggi a Palermo, dove la delegazione prenderà parte alle iniziative dedicate alla memoria del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, nel trentiquattresimo anniversario della strage di via D’Amelio. Una scelta che assume un valore simbolico preciso: parlare di sicurezza, legalità e futuro dell’Europa senza dimenticare chi ha sacrificato la propria vita per difendere lo Stato.
È questo il messaggio più interessante lasciato dalla due giorni siciliana di ECR Party: La politica europea, quando affronta i grandi temi della sicurezza, dell’energia, della cooperazione e della legalità, non è qualcosa di distante dalle comunità locali. Al contrario, passa proprio dalla Sicilia. Per troppo tempo l’Isola è stata raccontata come margine geografico dell’Europa. Gli eventi di queste ore ricordano invece una verità storica, il Mediterraneo è tornato al centro degli equilibri internazionali e, con esso, torna centrale anche la Sicilia. La sfida, adesso, è trasformare questa centralità in politiche concrete, investimenti e opportunità di sviluppo, evitando che resti soltanto una suggestione da convegno.