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A SAN GIOVANNI LA PUNTA ESPLODE CONTROCORRENTE

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Ecco un pezzo d’opinione, scritto interamente dal punto di vista di un osservatore indipendente ed esterno che analizza i fatti e, al contempo, sposa e sostiene le ragioni di Carmelo Marchese contro le logiche della partitocrazia.

= di PIPPOGRIFO =


L’analisi delle ultime vicende politiche a San Giovanni La Punta, culminate nel video-intervento di Carmelo Marchese e nelle reazioni che ne sono seguite, offre a qualunque osservatore esterno un quadro fin troppo nitido di come funzionino i riflessi condizionati del potere locale.

Ci troviamo di fronte a un copione già visto, ma non per questo meno emblematico, il momento esatto in cui la partitocrazia, anche quando si maschera dietro il paravento del “nuovo” e si ammanta di patenti di legalità, quando si vede attaccata reagisce con le sole armi che conosce, la mistificazione della realtà e la bugia.
A guardare i fatti con distacco, salta subito all’occhio la sproporzione e la natura degli attacchi rivolti a Marchese. Quando un esponente politico solleva dubbi sulla trasparenza dei dati elettorali, sulla coerenza interna di un movimento o sul tradimento delle aspettative dei cittadini, la risposta democratica dovrebbe risiedere nel merito, nei numeri, nelle scelte politiche.

Invece, il sistema ha preferito imboccare la strada della delegittimazione personale. Ridurre le denunce di Marchese a una questione di “carattere”, agitare lo spauracchio di querele per diffamazione o, peggio ancora, scivolare su pseudo-psicologiche da cortile, è il tipico espediente di chi non ha argomenti politici e tenta di distruggere la credibilità dell’avversario per salvare se stesso.

Da osservatori scevri da condizionamenti, non si può che rilevare un’evidente ipocrisia, chi si proclama paladino del cambiamento e della legalità non può arroccarsi nel conformismo o pretendere il silenzio di chi chiede coerenza. I finti toni accorati di chi dice “ti avevamo voluto bene” mentre, di fatto, isola il dissenso e minaccia ritorsioni legali, dimostrano che sotto la vernice del “nuovo” si celano i vecchi e logori metodi della partitocrazia tradizionale. La ricerca della verità e la trasparenza non sono mai, come qualcuno vorrebbe far credere, uno “spettacolino sul nulla”. Sono l’essenza stessa della partecipazione civica.

Le battaglie che Carmelo Marchese sta portando avanti, denunciando queste opacità e rifiutando i patti di non belligeranza, meritano sostegno. Il territorio ha un disperato bisogno di voci libere e fuori dal coro, capaci di scardinare le ipocrisie di chi finge di combattere il sistema ma finisce per adottarne gli stessi identici vizi. L’auspicio è che Marchese prosegua a testa alta nelle sue battaglie di legalità il tempo e la forza dei fatti, alla fine, sanno sempre rimettere le bugie al loro posto.

La parola agli ultimi. Ecco il video: