
Tra critiche e polemiche politiche, l’amministrazione sceglie di tenere aperta la città al confronto con il mondo, con i cittadini e con la cultura. L’iniziativa dell’Archeoclub rilancia il lavoro sul territorio che si continua a fare e mostra un’Adrano che, nonostante le presunte difficoltà, continua ad ad essere amministrata bene e a guardare avanti.
Adrano guarda al proprio passato per costruire il futuro. È questo il senso dell’iniziativa promossa dall’Archeoclub d’Italia – Sede di Adrano, in programma giovedì 22 ottobre, alle 17.30, a Palazzo Bianchi – Sala Emanuela Loi, con protagonista Massimo Cultraro, archeologo dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR.
L’incontro sarà aperto dai saluti di Rosario Santonastasio, presidente nazionale di Archeoclub d’Italia, Agatino Perni, sindaco facente funzioni di Adrano, Salvo Italia, assessore alla Cultura, e Francesco Finocchiaro, Coordinatore Regionale dell’Archeoclub. Mary Bua presenterà le attività della sede di Adrano; Marcello Arcoria dialogherà con Cultraro e Nello Caruso, presidente dell’Archeoclub Adrano, coordinerà l’incontro.
L’appuntamento nasce da una convinzione precisa, non si può proteggere ciò che non si conosce. L’archeologia, dunque, non è soltanto studio del passato, ma strumento per comprendere il territorio, le trasformazioni del paesaggio e il rapporto tra le comunità e i luoghi.
È una prospettiva particolarmente importante per Adrano e per il territorio etneo, una straordinaria stratificazione di testimonianze archeologiche, storiche e paesaggistiche che richiede ricerca, tutela e soprattutto partecipazione.
Come sottolinea Francesco Finocchiaro, Coordinatore regionale siciliano di Archeoclub d’Italia, la tutela non può limitarsi solo alla conservazione di monumenti e reperti, occorre ricostruire le relazioni tra patrimonio, storia degli insediamenti, paesaggio e memoria collettiva. Conoscere significa anche interrogare le fonti, riaprire la ricerca e accettare che nuove evidenze possano modificare interpretazioni consolidate.
Da qui l’ambizione di costruire una rete capace di collegare Archeoclub, con l’amministrazione comunale, università, istituti di ricerca, istituzioni e comunità locali. L’obiettivo è portare l’archeologia fuori dai soli circuiti specialistici, trasformandola in uno strumento accessibile di conoscenza e cittadinanza attiva.
ADRANO NON SI FERMA, dunque, perché una città vive anche quando riscopre la propria identità e decide di investire nella conoscenza. Il messaggio dell’Archeoclub è semplice e potente, la ricerca genera consapevolezza, la consapevolezza genera responsabilità e la responsabilità diventa tutela. Perché il patrimonio culturale non è soltanto ciò che abbiamo ricevuto dal passato. È ciò che abbiamo il dovere di consegnare al futuro.