
Una gara regionale viene revocata, revocato anche il RUP. Milioni di euro che ruotano attorno a polizze, gestione del rischio e sinistri e LOSS ADJUSTING. La Procura indaga sul sistema Cefpas-Asp, mentre nella sanità siciliana si apre un altro fronte che merita risposte. E la domanda è una sola: chi decide davvero?
da Palermo Giovanni Coriolano *
C’è un dettaglio che rischia di passare inosservato mentre l’attenzione è concentrata sull’inchiesta “Corte dei Miracoli” e sulla richiesta della Procura di Caltanissetta di far tornare agli arresti domiciliari l’ex deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto.
Quel dettaglio riguarda il mercato delle assicurazioni della sanità siciliana.
Non stiamo parlando di una polizza per una singola struttura. Stiamo parlando di procedure che riguardano gli enti del Servizio sanitario regionale, servizi di LOSS ADJUSTING, gestione del rischio e, in altri segmenti, attività legate alla gestione dei sinistri. Un mercato nel quale circolano valori importanti e nel quale una scelta amministrativa può determinare per anni chi entra, chi resta fuori e chi incassa. E qui emerge un fatto che non è una voce, non è un’indiscrezione e non è una ricostruzione giornalistica. È scritto negli atti della Regione.
- LA GARA C’ERA. E IL RUP PURE
Il 9 aprile 2025, l’Assessorato regionale della Salute aveva disposto l’avvio della procedura per il servizio quadriennale di consulenza e assistenza assicurativa in favore degli enti del Servizio sanitario regionale, individuando come Responsabile unico del progetto il dottor Emanuele Di Paola. Una procedura destinata dunque a incidere su un settore strategico dell’intero sistema sanitario regionale. Poi qualcosa cambia. Il 21 gennaio 2026, con il D.D.G. n. 60, il Dipartimento per la Pianificazione strategica dispone la revoca del procedimento di gara e dell’afferente incarico di RUP. Una gara viene fermata. E insieme alla gara viene revocato l’incarico del responsabile della procedura. Non è un dettaglio burocratico. È il punto dal quale comincia una domanda che qualcuno, prima o poi, dovrà affrontare. PERCHÉ?
Perché una procedura già avviata per un servizio quadriennale destinato agli enti sanitari siciliani viene revocata? Perché viene revocato contestualmente anche il RUP? E soprattutto, chi aveva interesse affinché quella procedura non proseguisse secondo quel percorso? Sono domande giornalistiche. Non accuse. Ma sono domande che gli atti ufficiali rendono perfettamente doverose e legittime legittime.
Questa storia comincia proprio da quel decreto di revoca. Ecco il link: “Servizio di consulenza ed assistenza assicurativa in favore degli Enti del SSR” – Revoca procedimento di gara di cui al D.D.G. n. 386 del 09/04/2026 e dell’afferente incarico di Responsabile Unico del Progetto (RUP).
Qualcuno pensa che basti mettere un timbro su un decreto ovvero dare “consigli”, (potremmo dire imporre?) per chiudere un procedimento già avviato, ha fatto male i conti.
A firmare il decreto è Salvatore Iacolino, sospeso dalla Regione Siciliana perché indagato, a seguito delle sue dimissioni. Il cuore dell’accusa riguarda i suoi rapporti con Carmelo Vetro, originario anch’egli di Favara e già condannato definitivamente per associazione mafiosa. Secondo la Procura di Palermo, Iacolino avrebbe messo a disposizione di Vetro la propria rete di relazioni istituzionali e il peso derivante dagli incarichi ricoperti nella sanità regionale, favorendone interessi imprenditoriali e rapporti con esponenti della politica e dell’amministrazione. Ma questo è un dettaglio (?).
Ecco cosa in sintesi si legge nel documento sopra pubblicato:
«ATTESO, inoltre, che con nota prot. n. 225/GAB del 16/01/2026 l’Assessore della Salute, in riscontro alla nota dipartimentale prot. n. 54554 del 05/12/2025 e giusta richiamata 4 deliberazione D.G. n. 2000/2025 dell’ASP di Catania, ha comunicato di ritenere “già compiute tutte le operazioni finalizzate alla valutazione e identificazione dei rischi nonché di comparazione e individuazione delle più vantaggiose soluzione assicurative” e, conseguentemente, di considerare esaurite le “funzioni [che] il servizio di brokeraggio assicurativo dovrebbe assolvere”; DATO ATTO, pertanto, di dovere dare seguito all’atto di indirizzo assessoriale in relazione al mutamento della situazione di fatto che ha legittimato l’avvio del procedimento di cui al D.D.G. n. 386 del 09/04/2025; RILEVATO, infine, che in esecuzione del predetto atto di indirizzo resta in capo alle aziende ed enti del S.S.R., ciascuno per la parte di rispettiva competenza, l’onere di adeguare i processi interni per “prevenire i rischi e gestire le azioni di rivalsa” (Loss Adjusting) in osservanza delle disposizioni di cui alla legge n. 24/2017 c.d. “Legge Gelli – Bianco” e ai sensi dell’art. 18 del Decreto attuativo del Ministero delle imprese e del made in Italy n. 232/2024. D E C R E TA ART. 1) di dare seguito alla nota assessoriale prot. n. 225/GAB del 16/01/2. ART. 2) per l’effetto, di revocare l’incarico di Responsabile Unico del Progetto (RUP), conferito con richiamato D.D.G. n. 386 del 09/04/2025, al dott. Emanuele Di Paola per la procedura di gara regionale per l’affidamento quadriennale del “Servizio di consulenza ed assistenza assicurativa in favore degli Enti del SSR”.»
L’assessore del tempo, che “consiglia”, si chiama Daniela Faraoni, vicina alla Lega, come vicini alla medesima formazione politica, così ci sussurrano per via della ripartizione politica in osservanza del manuale Cencelli, sono i cosiddetti capofila delle aziende sanitarie che dovrebbero svolgere la gara per il Loss Adjusting. Queste che seguono sono deduzioni che non hanno valore documentale, per cui non vogliamo in questa sede trasformarle in fatti accertati, al momento resta una ricostruzione giornalistica, ma…
Vediamo chi sono:
* ASP di Catania (Capofila): Guidata dal Direttore Generale Laganga, in quota Lega.
* ASP di Enna: Con la presenza del Direttore Generale Sigona, nominata su indicazione leghista.
* AOU Rodolico (Catania): Struttura in cui sia il DG Santonocito che il Direttore Amministrativo Monica Castro, ci vengono indicati come vicini alla Lega.
* Azienda Garibaldi: Struttura che avrebbe fornito direttamente il capitolato di gara e che ha visto la presenza del DA Ferrara.
* AO Villa Sofia (Palermo): I cui vertici gestionali risultano legati all’asse politico riconducibile a Cuffaro e alla Lega.
* AO Cannizzaro: Aggregatasi al progetto — secondo quanto ricostruito dai brogliacci — per il timore o per amore della Lega?
Per adesso ci fermiamo qui. Torniamo allo studio delle carte e all’ascolto di tanti ben informati, anche pentiti, che ci stanno travolgendo con i loro racconti, molti ancora in fase di verifica. Finirà come il Cefpas? Travolgerà l’assessorato alla Salute?
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