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PATERNÒ, PENSAVAMO DI AVER VISTO TUTTO. INVECE NO. Se questo è l’antipasto, il menù elettorale rischia di essere memorabile.

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Quando la corsa a sindaco entra definitivamente nell’era dello spettacolo del grottesco. Grasso, la mostra, il “lustro” che fornirà alla manifestazione e che i paternesi «non hanno ancora capito niente». Questo si sente nel video capolavoro della politica-gossip.

Pensavamo di aver assistito a tutto. Ma Paternò, evidentemente, conserva qualche sorpresa nel cassetto. E così, quando pensavamo che la campagna elettorale avesse già raggiunto il massimo livello di surrealtà, ecco comparire su TikTok il nuovo capolavoro della comunicazione politica paternese.

Protagonista Alessandro Grasso, candidato sindaco di Paternò con la lista “Cuore per l’Italia”. Un video talmente ricco di spunti da meritare più che una semplice recensione, ma la vittoria d’ufficio al Festival del Gossip politico paternese.

Perché dentro c’è praticamente tutto. C’è la candidatura. C’è TikTok. C’è la mostra alla quale Grasso racconta di essere stato “finalmente invitato”. C’è la sponsorizzazione dell’evento. C’è persino l’annuncio secondo il quale la sua presenza dovrebbe “dare lustro” alla manifestazione. E, come se non bastasse, arriva anche la frase di Anna Costa, secondo la quale “i paternesi non hanno ancora capito niente”.

A questo punto uno dovrebbe semplicemente mettersi comodo, prendere i popcorn e godersi lo spettacolo. Perché, diciamolo chiaramente, un copione del genere sarebbe difficile da scrivere persino a un autore satirico particolarmente ispirato.

E poi non vorremmo fare i professori di lingua italiana. Lasciamo l’analisi grammaticale, la sintassi, la consecutio temporum e tutte le altre amenità scolastiche alla valutazione dell’Accademia della Crusca.

Qui il problema non è correggere il compito. È capire che cosa stiamo guardando. Stiamo assistendo a un candidato sindaco che utilizza un video social per raccontare la propria candidatura, la propria presenza a una manifestazione e, soprattutto, il valore che la propria presenza conferirebbe alla manifestazione stessa. E allora la domanda sorge spontanea, ma siamo davanti a una campagna elettorale o alla presentazione di una guest star dell’avanspettacolo?

Perché il passaggio nel quale viene raccontato che la manifestazione acquisterebbe lustro grazie alla presenza del candidato è semplicemente irresistibile. Normalmente funziona così, una manifestazione invita un personaggio perché ritiene che la sua presenza possa essere significativa. Nel mondo raccontato dal video, invece, sembra funzionare al contrario, la manifestazione diventa più importante perché arriva lui. Una rivoluzione copernicana.

E poi ci sono i paternesi. Quelli che, secondo la frase pronunciata nel video da Anna Costa, “non hanno ancora capito niente”. E qui davvero siamo davanti a un piccolo gioiello di comunicazione politica. Perché il cittadino che non ha ancora capito dovrebbe essere, evidentemente, illuminato da questi? Da chi comunica una miscela fatta di candidatura, mostra, inviti, protagonismo, autocompiacimento. Il nulla cosmico.

Finalmente tutto torna. E così Paternò si ritrova davanti a una nuova specialità, la politica che non si limita più a chiedere il voto, ma sembra voler spiegare ai cittadini che sono loro a non aver capito. Una curiosa inversione dei ruoli. L’elettore dovrebbe scegliere. Il candidato dovrebbe convincere. Ma qui pare quasi che l’elettore debba prima dimostrare di aver compreso la grandezza dell’offerta politica.

Che tempi. E allora sì, possiamo dirlo senza troppi giri di parole, Paternò è diventata la patria del grottesco politico. Una specialità nella quale, almeno per adesso, Alessandro Grasso sembra voler conquistare un posto in prima fila. Ma non è solo.

Alle sue spalle, in questa singolare classifica del teatro politico locale, troviamo il candidato esoterico e “il sindaco dei sopralluoghi”.

Tre personaggi, tre linguaggi, tre modi diversi di stare sulla scena. E una città che assiste. Il problema, però, è che Paternò non è un palcoscenico. È una città vera. Con cittadini veri.

E qui sta il punto. La politica può anche diventare spettacolo. Ma quando si chiede di amministrare una città, prima o poi arriva il momento di togliere il filtro.

Perché una mostra può essere bellissima. Un invito può eccitare. Un video può ottenere visualizzazioni. Una frase può diventare virale. Ma nessuno di questi elementi costituisce, da solo, un a visione.

E soprattutto, caro candidato Grasso, non sono i paternesi a dover dimostrare di aver capito qualcosa. Sono i candidati che devono spiegare ai paternesi che cosa intendono fare della loro città. Non solo farli ridere.

Per il momento, però, prendiamo atto del risultato. Il Festival del Gossip politico, già iniziato da tempo, ha già il suo vincitore. E la campagna elettorale è appena cominciata. Paternò, preparati. Se questo è l’antipasto, il menù elettorale rischia di essere memorabile.