Mancano ancora diversi mesi alle prossime elezioni Amministrative a Paternò — che verosimilmente si terranno non prima dell’autunno 2027 —, ma il fermento all’interno dell’agone politico locale inizia già a farsi sentire. Negli ultimi tempi si è registrata un’attività piuttosto intensa sul fronte dei cosiddetti outsider, quei soggetti, dalla cui azione scaturiscono iniziative e posizioni che appaiono francamente discutibili, pronti a spendersi (o a millantare di volerlo fare) per il bene della città. Di questo scenario abbiamo già ampiamente trattato con riflessioni e commenti più o meno seri — o perlomeno seri quanto i protagonisti in questione (si fa per dire).
Tuttavia, ad agitare concretamente le acque della politica cittadina arrivano oggi dichiarazioni che potrebbero davvero cambiare equilibri e ridefinire il quadro dei pretendenti. Parliamo del giornalista Andrea Di Bella, volto noto dell’informazione e della comunicazione locale, tutt’altro che digiuno di dinamiche elettorali. Di Bella ha infatti alle spalle due candidature al Consiglio Comunale, nel 2017 e nel 2022 (entrambe concluse senza l’elezione), ed è tornato a fare parlare di sé a seguito di alcuni segnali ed esternazioni rilasciati nelle ultime settimane.
Decisi a chiarire la natura di queste indiscrezioni, lo abbiamo contattato direttamente per comprendere se dietro i soliti rumors da bar si nasconda una reale intenzione strategica. Rispondendo al telefono, Di Bella ha confermato i dubbi e le ipotesi della vigilia, senza nascondersi dietro i soliti tatticismi di facciata.
«È vero, sto ricevendo sollecitazioni insistenti e numerose da parte di amici e semplici cittadini che non credono più alla politica e ai partiti», ci ha dichiarato. «Mi chiedono un impegno diretto per la nostra Paternò. Io sto valutando ogni strada, osservando anche ciò che accade. Deciderò insieme ai miei amici vecchi e nuovi cosa fare, se accettare di offrire alla cittadinanza il mio impegno».
Le sue parole introducono un elemento di rottura nel dibattito verso il 2027. La potenziale discesa in campo di Di Bella non si configurerebbe come la classica candidatura espressa dai partiti tradizionali, bensì come una risposta civica al crescente astensionismo e alla sfiducia visibile nei confronti della classe politica locale. Un percorso fondato sul civismo, sulla rottura degli schemi consolidati e sulla costruzione di un’alternativa trasversale.
Resta da capire quale forma potrebbe assumere questo “impegno”, una lista civica indipendente, una coalizione di forze territoriali o la partecipazione a un progetto politico più ampio. Certo è che, con le dichiarazioni di Andrea Di Bella, la lunga corsa verso Palazzo Alessi si arricchisce di un nuovo tassello e promette di riservare ulteriori colpi di scena nei mesi a venire.