Connect with us

In primo piano

Il video di Marco Squarta. Dai banchi a rotelle al Reddito di cittadinanza: il vecchio “conto” dei governi Conte torna a far discutere

Pubblicato

il



Il video di Marco Squarta riaccende la polemica sulle scelte dell’era Conte: 430 mila banchi innovativi, i Navigator e quasi 20 miliardi destinati al Reddito di cittadinanza. Ma dietro le cifre c’è una domanda che resta aperta quali risultati hanno prodotto quelle politiche?


Ci sono immagini e numeri che, a distanza di anni, continuano a riemergere nel dibattito politico italiano. È il caso dei banchi scolastici con seduta innovativa acquistati durante l’emergenza Covid e, sul fronte delle politiche sociali e del lavoro, della macchina del Reddito di cittadinanza con annessi i Navigator.

È proprio da questo parallelismo che prende spunto il video di Marco Squarta che accompagna questo articolo. Un intervento dal tono fortemente critico nei confronti dell’esperienza dei governi guidati da Giuseppe Conte, che mette insieme alcune delle misure più discusse di quella stagione politica. Che non sono le sole. Ricordiamo  solo il caso “Mascherinegate” ancora oggi avvolto malgrado la Commissione d’inchiesta parlamentare. Andiamo con ordine.

  • I 430 mila banchi durante il Covid

Uno dei passaggi riguarda la scuola e i cosiddetti “banchi a rotelle”, diventati uno dei simboli del dibattito politico sulla gestione della scuola durante la pandemia.

I numeri ufficiali raccontano una vicenda più precisa di quanto spesso emerga nelle polemiche: furono acquistati circa 430 mila banchi con seduta innovativa, per una spesa di circa 119 milioni di euro. Il dato è stato confermato all’epoca dallo staff del commissario straordinario Domenico Arcuri. Il problema, sollevato nel tempo, non è stato soltanto quello del costo. In diverse realtà scolastiche una parte di quei banchi è rimasta inutilizzata o è stata successivamente accantonata, alimentando la discussione sull’effettiva utilità di una scelta adottata in una fase emergenziale. Il video utilizza proprio questa vicenda come metafora di una stagione politica caratterizzata da decisioni considerate costose e poco efficaci.

  • Poi arrivano i Navigator

Il secondo capitolo riguarda il Reddito di cittadinanza e la figura dei Navigator, introdotta per accompagnare i beneficiari considerati occupabili verso il mercato del lavoro.

Nel 2019 furono messi a selezione 3.000 posti. Il loro compito era quello di supportare i Centri per l’impiego e favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. La misura nacque però dentro un sistema dei servizi per l’impiego che presentava già importanti problemi strutturali. Anche per questo, negli anni successivi, il funzionamento effettivo della macchina dei Navigator è diventato oggetto di discussione e valutazioni molto differenti. Nel 2023 un documento parlamentare si ricordava che, delle circa 3.000 persone inizialmente assunte, erano ancora attive circa 1.500 professionalità e sottolineava il lavoro svolto dai Navigator nel raccordo tra imprese e disoccupati, Evidenziamo però l’assoluta deficienza dei servizi prodotti. Altro fallimento.

  • Il Reddito di cittadinanza: quasi 20 miliardi in tre anni

È questo probabilmente il passaggio politicamente più pesante del video.

Secondo l’analisi dell’INPS, nei primi tre anni del Reddito di cittadinanza e della Pensione di cittadinanza furono erogati quasi 20 miliardi di euro, a beneficio di circa 2 milioni di nuclei familiari, per complessive 4,65 milioni di persone.

Il Reddito di cittadinanza aveva infatti una duplice funzione, da una parte contrasto alla povertà, dall’altra tentativo di costruire un percorso di reinserimento lavorativo per le persone occupabili. Ma è stato un  fallimento. Ed è soprattutto sul secondo versante che si è concentrata gran parte delle critiche.

Un’analisi di Rai dedicata alla misura ha evidenziato proprio questa distinzione, il Reddito raggiunse milioni di beneficiari e svolse una funzione di sostegno sociale, ma le maggiori criticità riguardarono le politiche attive per il lavoro e sistema dei controlli che sono intervenuti solo ex post quando la spesa era già stata fatta, che hanno scoperto tutte le falle di un sistema che ha dispensato milioni anche illegittimamente dal sapore solo clientelare.

  • La domanda che il video rimette sul tavolo

Ed è qui che il filmato sposta il discorso dalla singola polemica politica a una questione più generale. Quanto sono costate quelle politiche? E soprattutto quanto hanno prodotto in termini di risultati concreti? È una domanda legittima per qualsiasi governo e per qualsiasi misura finanziata con denaro pubblico.  E qui tutto si trasforma in un verdetto politico.

I 119 milioni dei banchi, i circa 3.000 Navigator e i quasi 20 miliardi del Reddito di cittadinanza appartengono infatti a misure differenti, con obiettivi differenti, risultati poi uno spreco assoluto.

Il video di Squarta sceglie giustamente una lettura politica, mettendo insieme tutti questi episodi che quei governi presieduti da Conte avrebbero lasciato un’eredità di spesa pubblica enorme con risultati rovinosi per le casse pubbliche.

  • Conte torna così al centro della discussione

Il nome di Giuseppe Conte torna dentro una polemica che non riguarda soltanto il Movimento 5 Stelle, ma il modo in cui quella politica italiana ha affrontato emergenza sanitaria, scuola, povertà e occupazione. Il punto non è soltanto stabilire se una misura sia costata tanto o poco. La vera questione è misurare ciò che quella enorme spesa ha prodotto. Quanti beneficiari del Reddito ne avevano diritto e quanti sono realmente entrati nel mercato del lavoro? Quanto hanno funzionato i Navigator? Quanti dei banchi acquistati durante l’emergenza sono stati effettivamente utilizzati? E quale rapporto deve esistere tra emergenza, velocità delle decisioni e controllo della spesa pubblica? Sono domande che il tempo non ha cancellato. E proprio per questo il video di Squarta riapre una discussione che non può e non deve essere archiviata.