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Paternò, elisuperficie davanti all’ospedale: Virgolini lancia l’allarme sui 600 mila euro

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L’ex capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia sollecita la commissione straordinaria: il finanziamento regionale non deve andare perduto.

Paternò non può permettersi di perdere altri treni, soprattutto quando in gioco ci sono risorse pubbliche destinate a un’infrastruttura sanitaria strategica.

È questo il senso dell’appello lanciato da Alfio Virgolini, ex capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che sollecita la commissione straordinaria alla guida del Comune affinché si attivi per evitare che vada perduto il finanziamento regionale di 600 mila euro destinato alla realizzazione di un’elisuperficie nell’area antistante l’ospedale di Paternò.

L’opera, se realizzata, potrebbe rappresentare un’infrastruttura importante per il territorio, soprattutto nell’ambito dei soccorsi sanitari e degli interventi che richiedono il trasporto rapido dei pazienti. Una funzione che rende particolarmente rilevante la necessità di non disperdere le risorse già destinate al progetto.

L’attenzione si sposta ora sulla commissione straordinaria, chiamata a verificare lo stato dell’iter amministrativo, gli eventuali adempimenti ancora necessari e le scadenze da rispettare per conservare il finanziamento.

Il nodo è concreto: i 600 mila euro devono tradursi in un’opera realizzata, non restare una cifra sulla carta.

Per Paternò, alle prese con una fase amministrativa delicata, la salvaguardia dei finanziamenti pubblici rappresenta una questione che va oltre le appartenenze politiche. Significa tutelare le opportunità di sviluppo del territorio e impedire che risorse potenzialmente decisive vadano disperse per ritardi o mancate procedure.

La sollecitazione di Virgolini pone dunque una domanda precisa: quali iniziative sono state adottate, o devono ancora essere adottate, per garantire che il progetto dell’elisuperficie possa andare avanti?

Adesso servono verifiche, tempi certi e risposte. Perché quando si parla di infrastrutture legate all’emergenza sanitaria, perdere un finanziamento non significherebbe soltanto rinunciare a un’opera pubblica, ma anche rinviare un servizio potenzialmente importante per la comunità.