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Politica

La Bolkestein vs. Sanità: Il Rischio dell’oblio per le PMI Italiane

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Abbiamo anticipato la celebrazione di un convegno, promosso dalle principali organizzazioni datoriali delle PMI della sanità privata, accreditata e convenzionata, che si svolgerà oggi 4 marzo, presso la Camera di Commercio di Palermo ed Enna, dal titolo “PROGRAMMAZIONE SOCIO SANITARIA E NUOVA LEGISLAZIONE SANITARIA: QUALE FUTURE PER LE PMI ?”

Nelle more dello svolgimento dei lavori del convegno e dell’esito che ne verrà fuori, che immaginiamo non proprio lusinghiero per le scelte della politica, pubblichiamo un contributo che sul tema abbiamo ricevuto proprio stamani da un nostro collaboratore che il tema lo conosce bene essendo un operatore del settore.

Il dibattito sulla Direttiva Bolkestein è formalmente rimasto confinato alle spiagge o ai mercati rionali. Tuttavia, un’ombra ben più densa si sta allungando sul comparto socio-sanitario, dove l’applicazione dei principi di concorrenza europea, applicati alla sanità italiana, rischia di scardinare un modello di cura basato sulla prossimità e sulla specializzazione. Per le Piccole e Medie Imprese (PMI) del settore, la sfida non è solo commerciale, ma di sopravvivenza.

La Direttiva 2006/123/CE nasce per abbattere le barriere nel mercato dei servizi.

Sebbene formalmente la direttiva escluda la sanità, con lapprovazione della legge sulla concorrenza,  Legge 5 agosto 2022, n. 118, voluta dal Governo Draghi per dare l’attuazione del PNRR,  gran parte delle attività socio-sanitarie e riabilitative, per effetto di una normativa tutta italiana, mantenuta anche dal Governo Meloni, ricadono nell’obbligo di essere sottoposti a procedure selettive per i rinnovi delle convenzioni.

Il passaggio dal modello dell’accreditamento libero (dove chiunque abbia i requisiti può operare), al rinnovo periodico, così come previsto dal PNRR, a quello delle gare a evidenza pubblica, trasforma il servizio alla persona e la prevenzione e la cura della salutein una “commodity”, e quindi in un qualunque bene di consumo, come la benzina o lelettricità o quantaltro soggiace alle regole della domanda e dellofferta.

Il pericolo principale per le PMI italiene, risiede nella struttura stessa delle selezioni pubbliche. Quando il criterio di scelta si sposta verso l’efficienza di scala, le piccole realtà subiscono tre colpi letali:

I grandi gruppi multinazionali e i colossi dell’assistenza privata possono contare su notevoli economie di scala che permettono ribassi nei costi di gestione insostenibili per una PMI. Quest’ultima, pur offrendo un’alta qualità del servizio, viene tagliata fuori da una competizione basata sui volumi.

Partecipare a bandi di gara complessi richiede uffici legali e amministrativi strutturati. Molte PMI, eccellenze sul piano clinico, non hanno la forza burocratica per gestire la tecnocrazia delle procedure europee.

La Bolkestein allitaliana vieta i rinnovi automatici e impone scadenze temporali brevi (a tre anni) alle concessioni. Per una PMI, l’impossibilità di pianificare a lungo termine investimenti ed innovazioni rischia di bloccare la permanenza sul mercato alla condizioni di efficienza, efficacia, ed economicità, imposte dai grandi competitor.

Il danno non è solo economico, ma sociale. Le PMI sanitarie italiane sono storicamente radicate nel territorio: conoscono i pazienti, dialogano con le famiglie, sono parte integrante del tessuto locale.

La “Bolkesteinizzazione allitaliana” del settore favorisce invece l’ingresso di grandi soggetti “nomadi” e materiali, pronti a spostare capitali e servizi dove il margine di profitto è più alto, snaturando il concetto di continuità terapeutica, privilegiando allinteresse per il paziente ed alle cure personalizzate, umane e rispettose della dignità umana, solo il denaro.

Se l’unica bussola diventa il mercato, il rischio è purtroppo quello di passare da una sanità “su misura del paziente” a una sanità “standardizzata da industria metalmeccanica“, dove le PMI — custodi della specificità clinica — vengono sostituite da grandi gestori attenti più ai bilanci che ai bisogni dei pazienti.

Proteggere le PMI dall’applicazione selvaggia della Bolkestein allitaliana significa, in estrema analisi, proteggere il diritto dei cittadini a una cura che non sia solo una voce di spesa in un bando di gara.

A ben vedere il tema è più complesso di come appare ed il rischio concretamente è che chi pagherà ancora una volta sarà il cittadino e la salute pubblica e questo è un rischio che non possiamo correre.

Ciò che verrà fuori dal convegno odierno potrebbe segnare una rottura con la linea del Governo Nazione, e di riflesso Regionale, e l’inizio di un contenzioso che non promette nulla di buono.

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