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Politica

RUGGERO RAZZA, Quando la politica costruisce il futuro

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In un tempo in cui il dibattito pubblico sembra spesso consumarsi tra polemiche quotidiane, contrapposizioni ideologiche e battaglie di corto respiro, esistono vicende che ricordano quale dovrebbe essere la vera missione della politica: immaginare il futuro e creare le condizioni affinché quel futuro possa diventare realtà.

Le parole di Ruggero Razza sul progetto Ri.MED e sul nuovo ISMETT, a seguito della recente missione del Parlamento Europeo, rappresentano esattamente questo. Non il racconto di una semplice opera pubblica, ma la testimonianza di un percorso lungo, complesso e tutt’altro che scontato, nel quale la determinazione politica ha avuto un ruolo decisivo.

Quando nel 2019 Razza, assessore regionale alla Salute, e il presidente Nello Musumeci si recarono negli Stati Uniti per incontrare i vertici di UPMC, il progetto era ancora una promessa da mantenere. Attorno a quell’investimento gravitavano aspettative, difficoltà burocratiche e anni di rallentamenti. Sarebbe stato più semplice limitarsi agli annunci, molto più difficile assumersi la responsabilità di rilanciare una sfida che molti consideravano ormai irrealizzabile.

La differenza tra chi amministra e chi governa sta proprio qui, nella capacità di trasformare le idee in cantieri, i progetti in investimenti, le visioni in opportunità concrete per i cittadini.

Oggi il Ri.MED non è più soltanto un’ambizione. È una realtà in costruzione che può cambiare il volto della Sicilia e dell’intero Mezzogiorno. Un polo di ricerca avanzata, un centro di eccellenza sanitaria, un attrattore di talenti, investimenti e competenze internazionali. Un progetto che guarda alla medicina del futuro, alle scienze della vita, all’innovazione e alla ricerca come strumenti di crescita economica e sociale.

In questa prospettiva assume particolare significato il finanziamento di oltre quattrocento milioni di euro garantito dal Governo guidato da Giorgia Meloni. Un intervento che ha consentito di consolidare definitivamente un percorso strategico e che dimostra come le grandi opere non abbiano colore politico quando sono realmente utili al territorio.

C’è un passaggio delle dichiarazioni di Razza che merita attenzione, la consapevolezza che realizzare sia infinitamente più difficile che annunciare. È probabilmente la sintesi migliore di una vicenda che attraversa governi, emergenze, cambiamenti istituzionali e ostacoli amministrativi. Perché le grandi trasformazioni richiedono pazienza, continuità e la capacità di non arretrare di fronte alle difficoltà.

La Sicilia, troppo spesso raccontata attraverso le sue emergenze, ha bisogno di esempi come questo. Ha bisogno di progetti che la colleghino ai grandi circuiti internazionali della ricerca e dell’innovazione. Ha bisogno di dimostrare che può essere protagonista e non semplice spettatrice.

Per questa ragione il Ri.MED e ISMETT 2 rappresentano molto più di un investimento sanitario. Sono il simbolo di una politica che sceglie di guardare oltre la prossima scadenza elettorale, oltre il consenso immediato, oltre le polemiche del giorno.

Se davvero esistono opere capaci di unire anziché dividere, come sostiene Razza, questa è certamente una di quelle. Perché quando si investe nella salute, nella ricerca scientifica e nella formazione delle nuove generazioni, il successo non appartiene a una parte politica, ma a un intero territorio.

Ed è proprio questa la lezione più importante, il futuro della Sicilia non si costruisce inseguendo le divisioni, ma sostenendo con determinazione quelle sfide che possono cambiarne il destino.

QUI IL POST DI RUGGERO RAZZA