Nel pieno della fase commissariale che attraversa Paternò, ogni segnale di partecipazione civica merita attenzione. Il comunicato diffuso dall’associazione L’Aria Nuova dopo l’incontro con la Commissione Straordinaria del Comune non è soltanto il resoconto di un confronto istituzionale, è soprattutto il sintomo di una città che prova a riappropriarsi del diritto di parola dopo anni in cui, troppo spesso, le decisioni pubbliche sono sembrate lontane dalla vita quotidiana dei cittadini.
Il punto di partenza è semplice: quando la politica si indebolisce o perde credibilità, lo spazio pubblico viene inevitabilmente occupato da altre forme di partecipazione. Associazioni, comitati, cittadini organizzati. Non è una supplenza, ma una reazione naturale di una comunità che non vuole restare spettatrice. I temi portati al tavolo dalla delegazione de L’Aria Nuova fotografano con una certa fedeltà le inquietudini della città.
La sicurezza urbana, innanzitutto. Le circa seicento firme raccolte per l’istituzione di un Osservatorio permanente non sono un dettaglio burocratico: sono la prova che il tema è percepito come centrale. La richiesta di maggiore video-sorveglianza nel centro storico e nei parchi cittadini risponde a un bisogno diffuso di presidio e di vivibilità degli spazi pubblici. È il segnale di una città che chiede presenza istituzionale, non solo dichiarazioni.
Poi c’è la sicurezza stradale, un problema che a Paternò ha assunto negli ultimi anni una dimensione drammatica. Strade dissestate, attraversamenti pedonali insicuri, illuminazione carente. Il riferimento a vie come via Scala Vecchia, viale Kennedy e soprattutto Corso Italia richiama alla memoria incidenti gravi, persino mortali. In questo caso la risposta della Commissione – con progetti già in fase di progettazione – è incoraggiante, ma la città giudicherà dai cantieri aperti, non dalle intenzioni.
Ancora più delicato è il capitolo del degrado del centro storico. Qui il problema non è solo urbanistico, è sociale ed economico. Lo spopolamento progressivo sta trasformando intere aree della città in spazi svuotati di vita, mentre le poche attività commerciali rimaste resistono in condizioni sempre più difficili. Un centro storico che perde residenti e negozi non perde solo valore immobiliare, perde identità.
Infine il tema che tocca direttamente le tasche dei cittadini: l’aumento delle bollette dell’acqua legato alla gestione sovracomunale. La posizione critica manifestata dai commissari rappresenta, almeno sul piano politico, un segnale di attenzione verso una preoccupazione molto diffusa tra i paternesi. Ma anche qui la vera partita si giocherà nei tavoli istituzionali dove si decideranno le tariffe.
Dal comunicato emerge però un passaggio particolarmente interessante, la questione delle risorse economiche disponibili, pare sia stato trovato un tesoretto di circa 6mil. di risorse non spese, e questa non è stata certo buona gestione. Non ci sono progetti, e la precedente amministrazione non li ha riversati nella città lasciando irrisolti i problemi, primi su tutti quelli legati alla condizione penosa delle strade. Per anni a Paternò si è diffusa quasi una rassegnazione collettiva, l’idea che non ci fossero fondi per nulla. Non era vero. L’incontro con la Commissione sembrerebbe smentire questa narrazione, indicando che le risorse esistono ma devono essere tradotte in progetti e, soprattutto, in risultati visibili e non in mala amministrazione come la precedente.
È qui che si misura la fase di transizione che la città sta vivendo. Il commissariamento amministrativo non è soltanto una parentesi tecnica, è un momento di ricostruzione delle procedure, delle regole e della fiducia istituzionale. Un lavoro spesso invisibile, ma indispensabile.
Il messaggio finale dell’associazione, il richiamo al risveglio delle coscienze civiche e alla cura della cosa pubblica, coglie un punto essenziale. Una città non cambia solo con i decreti o con i commissari. Cambia quando i cittadini smettono di considerare la cosa pubblica come qualcosa di distante e tornano a sentirla propria. La vera sfida per Paternò non sarà soltanto uscire dalla stagione del commissariamento. Sarà evitare di tornare alle abitudini che hanno reso necessario quel commissariamento. Perché la partecipazione civica è una risorsa preziosa. Ma funziona davvero solo quando trova una politica capace di ascoltarla e di non averne paura.
«IL COMUNICATO»