Nelle notizie di oggi sulla Regione Siciliana, emergono soprattutto tre temi sul CEFPAS, il possibile commissariamento, la posizione del direttore Roberto Sanfilippo e la vicenda dei concorsi sospesi. Il tema politico più caldo riguarda la possibile sostituzione dell’attuale direttore generale Roberto Sanfilippo con Gianluigi Amico. La questione sembrava approdare in Giunta regionale convocata per oggi, dopo settimane di indiscrezioni e tensioni interne. Diverse ricostruzioni però parlano di un clima sempre più pesante attorno alla governance del Centro.

Poi, invece, nella serata di ieri arriva la notizia che la riunione di giunta sia stata rinviata, che vorrà dire? Che arrivano i gattopardi.
Il punto politico vero, adesso, è capire se il governo regionale di Renato Schifani cosa intenda fare, confermare Sanfilippo, dopo che è intervenuta la cavalleria pesante di tanti politicanti, tra i quali anche quelli arrestati, indagati, che hanno paura di perdere i privilegi maturati negli anni, ma anche le posizioni di mogli, parenti e clienti assunti al Centro in “modalità aereo”. Un segnale inequivoco come chiudersi rispetto a critiche, richieste, problemi e scandali.
Mentre sulla sanità siciliana si continua a parlare di riforme, efficienza e trasparenza, sul caso CEFPAS resta una domanda semplice e brutale, chi paga il prezzo politico e amministrativo di quanto accaduto?
Per anni attorno al Centro di formazione della sanità siciliana si sono rincorse polemiche, segnalazioni, tensioni interne, denunce, accuse di gestione opaca e rapporti di potere malversi consolidati. Adesso arriva il commissariamento (?) e improvvisamente tutti fanno finta di cadere dal pero. Ma la verità è che il sistema sapeva. Eccome se sapeva.
E nel frattempo si profila una nuova regia politica. Sul tavolo compare il nome della Faraoni dentro una dinamica che molti leggono non come scelta tecnica, ma come un’operazione di equilibrio elettorale. Perché in Sicilia le nomine raramente sono neutre. Servono a costruire consenso, a blindare territori, a creare reti di influenza. E allora il sospetto politico cresce, la partita CEFPAS sarebbe funzionale a rafforzare assetti in vista delle prossime Regionali?
Sul territorio di Caltanissetta intanto avanza la figura del sindaco Leonardo Burgio, figlio proprio di Daniela Faraoni, indicato come possibile candidato della Lega alle future elezioni regionali. E qui, ripetiamo, il punto politico diventa inevitabile, le nomine nella sanità servono davvero a risolvere problemi oppure diventano strumenti per consolidare candidature e pacchetti di consenso? La sensazione diffusa è che il merito resti ancora una volta sullo sfondo. Prima vengono gli equilibri. Poi le correnti. Poi le convenienze. E soltanto alla fine, forse, l’interesse pubblico.
Il vero scandalo, allora, non è soltanto ciò che sarebbe accaduto dentro il CEFPAS. Il vero scandalo è che ogni crisi amministrativa in Sicilia rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione di riposizionamento politico. E mentre i cittadini attendono risposte, la politica continua a giocare la sua partita. Sempre la stessa. Attendiamo l’evoluzione.