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CEFPAS, ADESSO SI SVEGLIANO TUTTI: TRE ANNI DI SILENZI, NOMINE, CO.CO.CO E FAVORI. MA QTSICILIA AVEVA GIÀ SCRITTO TUTTO

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Adesso se ne accorgono tutti. Adesso arrivano le interrogazioni parlamentari. Adesso i “giornaloni” scoprono improvvisamente il sistema Cefpas. Adesso si parla di valanghe di assunzioni con procedure opache, di politica dentro le selezioni, di incarichi distribuiti in pochi giorni come se il denaro pubblico fosse proprietà privata di qualcuno.

Benvenuti, con colpevole ritardo, nella realtà che QTSicilia racconta da tre anni. Perché mentre oggi i deputati regionali chiedono verifiche e trasparenza, mentre certa stampa  scopre scandalizzata ciò che accadeva a Caltanissetta, noi avevamo già pubblicato oltre 22 articoli documentati, con nomi, cognomi, determine, incarichi, affidamenti e coincidenze politiche che ruotavano attorno alla gestione del direttore Roberto Sanfilippo.

Noi non abbiamo aspettato che il vento cambiasse. Non abbiamo aspettato che qualcuno politicamente autorizzasse l’indignazione. Non abbiamo aspettato che il sistema iniziasse a scricchiolare. Abbiamo scritto quando scrivere era scomodo. E lo abbiamo fatto  nel silenzio generale della politica che oggi finge stupore ma che ieri vedeva, sapeva e taceva.

IL CEFPAS È DIVENTATO UN FEUDO MALSANO

Il problema non sono soltanto i 75 incarichi Co.Co.Co in pochi giorni denunciati oggi.
Quello è solo il riflesso finale di un modello gestionale che, secondo quanto emerge da anni, avrebbe trasformato il Cefpas in un gigantesco bacino di consenso, relazioni, fedeltà e protezioni trasversali. Un ente pubblico nato per la formazione sanitaria trasformato progressivamente, secondo le denunce che da anni pubblichiamo, in una macchina opaca dove troppe coincidenze portano sempre nella stessa direzione: politica, clientele, appartenenze.

Abbiamo raccontato di incarichi assegnati sempre agli stessi ambienti; di selezioni discutibili; di figure politicamente vicine anche (mogli) a determinati parlamentari, oggi finiti in disgrazia; di consulenze e collaborazioni cresciute in modo abnorme; di concorsi contestati; di anomalie amministrative; di pressioni; di un clima che molti descrivono come tossico e intimidatorio. Eppure per anni nessuno ha mosso un dito contro la fiera del malaffare. Complicità?

IL SILENZIO DELLA POLITICA È COMPLICITÀ

Oggi alcuni esponenti politici chiedono “chiarezza”. Bene. Ma dov’erano quando QTSicilia pubblicava documenti e atti? Dov’erano quando venivano sollevati dubbi sulle procedure? Dov’erano quando venivano indicati beneficiari con nomi e cognomi, relazioni, intrecci e dinamiche che adesso sembrano improvvisamente scandalose? Il problema del Cefpas non nasce oggi. Nasce da una lunga stagione di coperture, silenzi e convenienze reciproche. Perché attorno al Cefpas si è costruito un muro di protezione politica e mediatica che ha consentito a certi meccanismi di consolidarsi nel tempo senza controlli. E adesso che la diga inizia a cedere, tutti cercano di prendere le distanze. Troppo tardi.

SANFILIPPO E IL SISTEMA DELLE FEDELTÀ

Il nome di Roberto Sanfilippo compare da anni al centro delle polemiche che abbiamo documentato. Non per insinuazioni generiche, ma attraverso atti, determine, incarichi e relazioni che meritavano verifiche immediate. In qualsiasi altro contesto amministrativo, una mole così vasta di segnalazioni giornalistiche avrebbe imposto ispezioni profonde e immediate. Qui invece si è preferito sorvolare. Attaccare chi scriveva. Fare finta di nulla. Ma i fatti sono testardi. E oggi perfino chi ha ignorato tutto per anni è costretto a rincorrere quella realtà che da tre anni raccontiamo.

E IL PEGGIO FORSE DEVE ANCORA USCIRE

Eppure c’è un capitolo che finora è rimasto quasi completamente nell’ombra.
Un capitolo ancora più grave, umano e devastante. Quello del presunto mobbing sessuale e delle vicende interne che, secondo diverse testimonianze, documentate, raccolte nel tempo potrebbero rappresentare la vera bomba destinata a esplodere dentro questa storia già infame. QTSicilia, fino ad oggi, ha scelto prudenza e responsabilità su aspetti delicatissimi che coinvolgono persone, dignità e possibili profili giudiziari diversi da quelli finora raccontati.  Ma attenzione, quella potrebbe essere la vera “ciliegina sulla torta” di un sistema che rischia di rivelarsi molto più oscuro di quanto emerge oggi dalle polemiche, altro che  Co.Co.Co. E quando anche tutto questo verrà fuori, sarà difficile per molti continuare a dire “Non sapevamo”.