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A PROPOSITO DEL CASO ALBERGO SICILIA. La nota di Giuseppe Panassidi

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Riceviamo la nota di Giuseppe Panassidi, Presidente Associazione UPA, Componente direttivo Ass. L’ARIA NUOVA, Fondatore progetto POLISNAP, che pubblichiamo:

«Finalmente qualcosa sembra muoversi attorno all’Albergo Sicilia.
Dopo anni di abbandono, degrado, occupazioni e totale immobilismo, oggi si torna finalmente a parlare concretamente della possibilità di rivalutare una struttura che per troppo tempo è stata il simbolo del declino vissuto dalla nostra città.
Il fatto che il Comune abbia chiesto alla Città Metropolitana il comodato d’uso dell’immobile rappresenta un primo importante passo.

L’Albergo Sicilia non è un edificio qualunque, si trova in una posizione strategica, all’ingresso della città e accanto alla Villa Moncada, é dunque evidente che la destinazione futura di questa struttura avrà un impatto enorme sull’immagine, sulla sicurezza percepita, sul decoro urbano e sul futuro stesso dell’intera area.

Ho sentito parlare della possibilità di trasformare l’immobile in un centro di accoglienza per extracomunitari, molti dei quali, ricordiamolo, risultano irregolari. Comprendo perfettamente le motivazioni umane ed etiche che possono spingere alcune associazioni verso questa proposta, ma ritengo che questa non sia la soluzione giusta né per la città né per le persone coinvolte.

Concentrare decine di persone fragili in un unico punto significa rischiare di creare ghettizzazione, isolamento sociale e ulteriori criticità in un quartiere già delicato.
Questa non é integrazione, al contrario, si rischia di creare comunità chiuse, difficili da integrare nel tessuto cittadino e percepite inevitabilmente come elemento di insicurezza e degrado.
Inoltre, è facile immaginare come la vicinanza con la Villa Moncada possa portare a uno spostamento costante di queste persone verso i giardini comunali, compromettendo la piena fruibilità e la serenità di uno spazio che invece dovrebbe tornare a essere vissuto da famiglie, bambini e cittadini.

Credo che l’Albergo Sicilia debba diventare altro, un simbolo di rinascita.

Immaginiamo per un attimo un centro culturale, polivalente, multidisciplinare, aperto alla città e alle associazioni del territorio., un luogo dove le stanze possano diventare sedi associative condivise, laboratori, spazi artistici, sale studio, punti di aggregazione sociale e culturale.
Si realizzerebbe un luogo dove organizzare eventi, conferenze, mostre, attività giovanili e iniziative che riportino vita, partecipazione e bellezza in una struttura che per anni ha rappresentato soltanto abbandono.

Questo non significa ignorare il problema dell’accoglienza, significa semplicemente ritenere che l’integrazione vera debba passare attraverso soluzioni diffuse, equilibrate e realmente sostenibili, non attraverso la creazione di grandi concentrazioni in un unico edificio.

Paternò ha bisogno di luoghi che creino cultura, energia, partecipazione e futuro e l’Albergo Sicilia potrebbe finalmente diventare uno di questi».