Prima ancora di parlare di cambiamento, bisognerebbe dimostrare di saper accettare il confronto. Bloccare chi esprime un’opinione diversa non è leadership, ma fragilità politica. La democrazia si misura nella capacità di ascoltare, rispondere e confrontarsi, non nell’eliminare le voci scomode., soprattutto per chi ambisce ad amministrare una città. Condivido questa riflessione di Giuseppe Panassidi perché la democrazia si misura anche dalla capacità di ascoltare le voci scomode e di rispondere con argomenti, non pretendendo di essere l’unica voce. È questa la premessa dell’ipotetico candidato sindaco Russo? Ci sembra un triste dejavu!
Ecco il post di Giuseppe Panassidi:
«Non esiste nulla di più ipocrita di una certa politica che si presenta come il cambiamento, descrive decenni di cattiva amministrazione (cosa di cui si accorgerebbe chiunque viva Paternò anche solo da un mede) ma pretende di sottrarsi al confronto ancora prima di vincere le elezioni, addirittura prima ancora di candidarsi.
Se oggi Paternò si trova in questa situazione è anche perché, per troppi anni, si è preferito governare senza ascoltare chi dissentiva, mettendo a tacere le voci critiche invece di confrontarsi con esse.
Come può nascere un vero cambiamento se il primo atteggiamento è censurare chi esprime liberamente un’opinione diversa?
Il confronto non è un ostacolo: è il fondamento della democrazia.
Chi teme le domande difficili difficilmente saprà affrontare problemi difficili e soprattutto come può cambiare davvero una città chi quella città non la vive quotidianamente, chi non ne conosce i problemi, le esigenze e le opportunità giorno dopo giorno?
Viene allora da chiedersi se la corsa a sindaco sia ancora una missione al servizio della comunità oppure, per qualcuno, sia diventata soltanto un’operazione di marketing personale o un investimento politico.
La politica è un’altra cosa.
Non è un post costruito per raccogliere applausi, dove si eliminano i commenti a cui non si sa rispondere e ci si dà ragione da soli attraverso profili amici, la politica è confronto, anche duro, ma sempre aperto.
Chi vuole amministrare una città deve dimostrare di saper ascoltare anche chi non la pensa come lui, perché il cambiamento non nasce dal silenzio delle critiche, ma dalla capacità di affrontarle».