Doppi turni, studenti sballottati da un plesso all’altro, famiglie esasperate e diritto allo studio rischia.La Commissione straordinaria? Sembra prigioniera di una paralisi amministrativa, mentre continua ad affidarsi agli stessi uffici e agli stessi meccanismi che hanno contribuito a portarci fin qui.
A Paternò l’emergenza scolastica non è un fulmine a ciel sereno. I problemi erano stati segnalati prima dell’inizio dell’anno scolastico, le criticità erano note, i disagi prevedibili. Eppure, tra trasferimenti, doppi turni e soluzioni provvisorie, a pagare il conto sono ancora una volta studenti e famiglie.
La domanda è inevitabile: che cosa ha fatto davvero la Commissione straordinaria per prevenire questo caos?
Non basta ereditare i problemi per giustificare il disastro. E soprattutto non basta cambiare chi governa il Comune se poi si continua a fare affidamento sugli stessi uffici, sugli stessi apparati tecnici e sugli stessi metodi amministrativi che hanno accompagnato Paternò fino all’attuale emergenza.
Sia chiaro: le responsabilità vanno accertate, non inventate. Ma proprio la gestione commissariale avrebbe dovuto imprimere una svolta, verificare ritardi e procedure, pretendere risultati e individuare eventuali responsabilità. Se tutto resta com’era, a cosa serve la straordinarietà della gestione?
La Commissione valuta, esamina, programma. Ma intanto gli studenti fanno i doppi turni, i genitori impazziscono per conciliare scuola e lavoro e il diritto allo studio rischia di diventare una formula buona soltanto per i comunicati.
Non servono altre rassicurazioni. Servono gli interventi risolutivi, date certe, responsabilità individuate e soluzioni concrete. Questo chiedono anche i dirigenti scolastici in coro.
Paternò non ha bisogno di commissari che si limitino ad amministrare l’esistente, né di una macchina burocratica che continui a girare su se stessa. Ha bisogno di decisioni.
Perché la domanda, ormai, è una sola, la Commissione straordinaria è arrivata per cambiare passo oppure per perpetuare, con altri co-protagonisti, le stesse inefficienze di sempre?
Pensa, pensa, pensa… ma la scuola può aspettare? E i ragazzi non possono perdere altro tempo?