Tre giorni di spettacolo, tradizione, allevamento, sport, cultura e identità territoriale. Ma soprattutto una partecipazione di pubblico che ha superato ogni previsione, trasformando l’edizione della 7ª Fiera Mediterranea del Cavallo in qualcosa di molto più grande di una semplice manifestazione di settore.
Hanno guidato l’organizzazione il Commissario Straordinario Ignazio Mannino e il Direttore Michelangelo Bentivegna, chiamati a dare continuità a una manifestazione che negli anni ha registrato una crescita costante di pubblico e partecipazione.
Alla Tenuta Ambelia si è vista una Sicilia diversa, viva, attrattiva, organizzata, internazionale. Famiglie, allevatori, appassionati, operatori economici, delegazioni istituzionali e migliaia di visitatori hanno affollato gli spazi della manifestazione in un clima che ha saputo unire tradizione rurale, visione moderna del territorio e cultura.
La sensazione condivisa dagli addetti ai lavori è chiara, la Fiera Mediterranea del Cavallo ha ormai superato i confini dell’evento specialistico per diventare una piattaforma di promozione turistico-culturale della Sicilia nel cuore del Mediterraneo.
Non è soltanto una vetrina dell’eccellenza equestre. È un racconto collettivo della Sicilia più autentica, quella che riesce ancora a valorizzare le proprie radici trasformandole in opportunità economica, turistica, culturale e identitaria.
L’aspetto forse più significativo di questa edizione è stata proprio la sinergia creata tra istituzioni, allevatori, associazioni, forze dell’ordine, operatori turistici e mondo dello spettacolo equestre. Una collaborazione ampia che ha dato alla manifestazione un respiro internazionale e una credibilità crescente.
La Sicilia, grazie ad Ambelia, si propone oggi come ponte naturale tra Europa, Nord Africa e area mediterranea, valorizzando il cavallo non soltanto come elemento sportivo o zootecnico, ma come simbolo di civiltà, tradizione e cooperazione culturale.
Particolarmente apprezzato anche il momento della donazione dei cavalli al reggimento dei Arma dei Carabinieri, gesto dal forte valore simbolico e istituzionale che ha rappresentato uno dei momenti più emozionanti dell’intera manifestazione. Un segnale concreto di collaborazione tra il mondo allevatoriale siciliano e una delle istituzioni più rappresentative del Paese, nel segno della tutela delle tradizioni equestri italiane.
Tra esibizioni, competizioni, razze autoctone, spettacoli e momenti di approfondimento, la Fiera ha dimostrato come il comparto equestre possa diventare motore di sviluppo territoriale, turismo esperienziale e valorizzazione delle aree interne.
“Transequitus” è stato un evento di straordinario impatto artistico e culturale, capace di raccontare una Sicilia nuova, moderna e profondamente emozionale. Il gala, accolto da un pubblico partecipe e coinvolto, ha regalato una serata intensa, fatta di trasporto, eleganza e forti emozioni, andando oltre ogni aspettativa e oltre gli stereotipi del passato.
E forse è proprio questo il risultato più importante raggiunto ad Ambelia, aver fatto capire che investire nella cultura rurale, nelle tradizioni e nelle eccellenze locali non significa guardare al passato, ma costruire una nuova idea di futuro per la Sicilia. Una Sicilia che, almeno per tre giorni, ha saputo davvero sentirsi al centro del Mediterraneo.
E già si pensa al futuro:

