A Motta Sant’Anastasia la vicenda non può più essere letta soltanto attraverso la lente delle scelte amministrative. Il confronto si è ormai spostato sul terreno politico e investe direttamente gli equilibri della maggioranza che sostiene il sindaco Bellia.
L’estromissione di Anastasio Carrà dalla Giunta e la sua uscita dal ruolo di vicesindaco hanno segnato un passaggio politico rilevante. A questo si aggiungono le dichiarazioni dello stesso Bellia, che in più occasioni ha rivendicato la propria autonomia rispetto agli indirizzi e ai diktat della segreteria provinciale della Lega.
Una presa di distanza che apre inevitabilmente una questione: quanto è ancora solido il rapporto tra il sindaco, il suo gruppo politico e le forze che ne sostengono l’amministrazione?
La parola passa all’aula consiliare
Adesso arriva un altro passaggio: l’appello al Consiglio comunale affinché venga verificata formalmente la consistenza della maggioranza.
Non si tratta soltanto di contare i numeri. Si tratta di capire quale sia oggi il perimetro politico dell’amministrazione Bellia, quali gruppi la sostengano effettivamente e su quale programma intendano continuare a governare.
La vicenda ha già prodotto conseguenze concrete: la Lega ha annunciato l’uscita dalla maggioranza e il passaggio all’opposizione; l’assessore Gaetano Vitale ha lasciato la Giunta; cinque esponenti consiliari hanno successivamente abbandonato il partito, dichiarando però il proprio sostegno al sindaco. È proprio questa frammentazione a rendere necessario un chiarimento pubblico.
- Il nodo della maggioranza e la seduta del 6 novembre
C’è anche un elemento di attualità che rende la questione particolarmente importante: il Comune ha convocato il Consiglio comunale per venerdì 6 novembre 2026, alle ore 19. La seduta rappresenta un’occasione per verificare, anche attraverso il confronto in aula, la reale configurazione degli schieramenti consiliari. Non va però dato per scontato che la verifica politica della maggioranza sia già formalmente iscritta all’ordine del giorno.
La domanda politica resta comunque inevitabile, Bellia dispone ancora di una maggioranza riconoscibile, politicamente coesa e legittimata a portare avanti il programma presentato agli elettori nel 2024? Perché una cosa è avere i numeri necessari per amministrare, un’altra è avere una maggioranza politica capace di condividere le scelte e assumersene la responsabilità.
- Non basta governare, bisogna spiegare con chi
La rottura tra Bellia e Carrà, il divorzio dalla Lega, le dimissioni in Giunta e l’uscita dal partito di cinque consiglieri hanno modificato profondamente il quadro politico originario. Il sindaco rivendica la propria autonomia. La Lega contesta il venir meno degli accordi politici. I consiglieri che hanno lasciato il partito dichiarano invece di voler continuare a sostenere l’amministrazione.
Sono posizioni differenti che dovranno trovare una rappresentazione chiara dentro il Consiglio comunale. Motta Sant’Anastasia non può restare sospesa in una partita tutta interna ai gruppi politici. La città ha diritto di sapere chi governa, con quale maggioranza e soprattutto sulla base di quale progetto.
La verifica consiliare, dunque, non dovrebbe essere vissuta come un passaggio burocratico o come una resa dei conti tra protagonisti della politica locale. È un momento di trasparenza istituzionale.
Perché, alla fine, la questione non è soltanto se Bellia possa continuare a fare il sindaco. La questione è capire quale maggioranza, quale identità politica e quale progetto amministrativo sostengano oggi il suo mandato. E questa volta la risposta dovrà arrivare in aula, davanti ai cittadini.