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Politica

Paternò: ANDREA DI BELLA ALL’ATTACCO

Pubblicato

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di Francamaria Zappia Tringali


𝐋𝐚 𝐧𝐚𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐠𝐢𝐚𝐫𝐧𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐐𝐓𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐩𝐚𝐢 𝐬𝐮𝐢 𝐭𝐮𝐚𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐚𝐜𝐢𝐚𝐥 𝐡𝐚 𝐬𝐮𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐟𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢𝐛𝐚𝐭𝐭𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀. 𝐋𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐚𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐢𝐊𝐩𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐏𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚̀ 𝐡𝐚 𝐫𝐢𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐚 𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞. 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐭𝐢 𝐡𝐚 𝐬𝐩𝐢𝐧𝐭𝐚 𝐚 𝐜𝐚𝐊𝐩𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐊𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐊𝐚𝐊𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐢̀ 𝐜𝐚𝐊𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚?

L’amore autentico per la nostra città e il dovere di non restare a guardare. Paternò attraversa una fase delicatissima e la ricostruzione del suo tessuto sociale, economico e d’immagine richiede responsabilità e competenze. Rispondo a un’esigenza diffusa: fare in modo che le energie sane della città si mettano a disposizione per offrire un’alternativa seria, distante dagli slogan e focalizzata sulle cose da fare.

𝐄𝐧𝐭𝐫𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐊𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐮𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐚𝐫𝐬𝐚, 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟎 𝐞 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟐 𝐡𝐚𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐚𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐚𝐯𝐚𝐜𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐩𝐚𝐜𝐚. 𝐀𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐢𝐚𝐠𝐥𝐢𝐊𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐄𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐟𝐢𝐥𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐊𝐚𝐟𝐢𝐚𝐬𝐞, 𝐜𝐚𝐊𝐞 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐬𝐜𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐞𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞𝐬𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐮𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚?

In modo estremamente chiaro, sereno e trasparentissimo. La mia Ú stata una funzione strettamente legata alla comunicazione e al raccordo informativo con gli organi di stampa, svolta con approccio professionale dal 2020 al 2022, anno in cui la mia collaborazione si Ú conclusa, ben prima delle vicende giudiziarie che hanno poi coinvolto l’Ente. Non ho mai avuto deleghe amministrative, ruoli d’indirizzo politico né poteri gestionali o di spesa all’interno della giunta. Ho svolto il mio compito professionale al servizio della città. Confondere l’attività di informazione istituzionale con le responsabilità politiche o amministrative di una giunta Ú un’operazione concettualmente errata che serve solo a chi cerca scorciatoie polemiche.

𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐫𝐮𝐚𝐥𝐚 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐚𝐯𝐚𝐜𝐞, 𝐡𝐚𝐢 𝐬𝐚𝐬𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐚𝐠𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐂𝐚𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐂𝐚𝐊𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟕 𝐬𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟐. 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐚𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐚 𝐚𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐊𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐯𝐚𝐥𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐯𝐢𝐜𝐞𝐧𝐝𝐞?

Rispondo che le mie candidature al Consiglio Comunale sono state la testimonianza diretta della mia volontà di mettermi in gioco a viso aperto, da libero cittadino, offrendo alla collettività la mia immagine, la mia storia e le mie idee. Nel 2017 e nel 2022 ho chiesto il consenso su un programma di sviluppo e di riscatto civico, così come hanno fatto tantissimi altri candidati e cittadine desiderosi di dare un contributo. Averci messo la faccia con generosità non significa e non può significare condividere responsabilità gestionali o vicende che sono del tutto estranee alla mia persona, alla mia condotta morale e al mio percorso professionale. La cittadinanza sa distinguere perfettamente chi ha agito in buona fede per il bene della città da chi ha determinato la gestione dell’amministrazione. Spero di non dover ritornare ancora su questi argomenti.

𝐃𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐬𝐜𝐢 𝐝𝐚 𝐬𝐞𝐊𝐩𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐚𝐊𝐞 𝐧𝐞𝐭𝐭𝐚𝐊𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐊𝐚𝐝𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚. 𝐈𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐊𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐢, 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐥 𝐠𝐚𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐜𝐚𝐊𝐞 𝐏𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚̀?

Significa ribaltare il rapporto tra cittadino, impresa e macchina pubblica. Un’amministrazione liberale non soffoca l’iniziativa privata con la burocrazia, ma si pone come facilitatrice. A Paternò serve uno Stato locale leggero, efficiente e trasparente: meno vincoli inutili, digitalizzazione dei procedimenti amministrativi per abbattere i tempi d’attesa, certezza dei tempi per chi vuole investire e valorizzazione del merito. L’approccio liberale promuove la responsabilità individuale, la tutela dei diritti dei cittadini e il libero mercato sostenibile come unico vero motore di ricchezza e occupazione.

𝐒𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐥𝐞𝐊𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐢𝐚𝐊𝐚 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐩𝐚𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐚𝐊𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚. 𝐐𝐮𝐚𝐥 𝐞̀ 𝐥’𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐚𝐠𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐢 𝐢𝐧 𝐊𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐏𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚̀?

Io sono un uomo di centro, liberale ed ancorato ai valori moderati e costituzionali. Tuttavia, per Paternò il civismo rappresenta il punto di partenza imprescindibile. I soli simboli di partito oggi non bastano a ricostruire il rapporto di fiducia con i cittadini. Serve una piattaforma civica solida, capace di aggregare professionisti, giovani, realtà associative e forze produttive che vogliono spendersi per la città al di là delle tradizionali appartenenze ideologiche.

𝐒𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐥𝐯𝐞𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐜𝐚𝐥𝐥𝐚𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐚𝐫𝐬𝐚 𝐞 𝐢𝐥 𝐊𝐚𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐚𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞, 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐥’𝐚𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐊𝐚𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚?

Io sono un civico, tale sono sempre stato ed in questa dimensione mi immagino nel futuro. Il primo e vero obiettivo che ho in mente Ú sconfiggere la rassegnazione. Voglio cercare di parlare a quelle migliaia di paternesi che in questi anni hanno scelto di non andare più a votare, delusi e sfiduciati da una politica distante dai loro bisogni. L’area del non-voto rappresenta oggi la maggioranza relativa della città: un bacino enorme di cittadini perbene, professionisti, lavoratori e giovani che si sono sentiti traditi. La sfida consiste nel ridare a tutti i paternesi indistintamente una ragione forte per tornare alle urne, proponendo un progetto credibile, trasparente e guidato da competenze reali, unico modo per spezzare il muro dell’astensionismo e riattivare la partecipazione democratica a Paternò.

𝐍𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐚𝐫𝐧𝐢 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐡𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐊𝐚𝐥𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 “𝐀𝐬𝐬𝐢𝐞𝐊𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐏𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚̀”, 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐚𝐫𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐟𝐫𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐊𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐮 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐫𝐜𝐢𝐯𝐞𝐬𝐜𝐚𝐯𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚, 𝐌𝐚𝐧𝐬. 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐑𝐞𝐧𝐧𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐭𝐢𝐊𝐚𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐚𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢𝐬𝐊𝐚 𝐥𝐚𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀. 𝐂𝐡𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐚𝐢 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐚𝐫𝐬𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐮𝐚𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐝𝐢𝐛𝐚𝐭𝐭𝐢𝐭𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚?

Nutro un profondo e incondizionato rispetto per l’Arcivescovo Mons. Luigi Renna e per l’azione pastorale della Chiesa, che svolge una funzione pedagogica, sociale e spirituale insostituibile nel risveglio delle coscienze, nella promozione della legalità e nell’attenzione agli ultimi. Tuttavia, da uomo di formazione liberale e laica, ritengo che la chiarezza dei ruoli sia un principio democratico fondamentale. La Chiesa faccia la Chiesa e la politica faccia la politica. Le istituzioni ecclesiastiche hanno il merito indiscutibile di sollecitare la riflessione etica e il senso di comunità, ma la selezione della classe dirigente, l’elaborazione dei programmi amministrativi e la sintesi politica spettano esclusivamente alla politica responsabile e alla società civile. Non possiamo delegare alla sfera ecclesiale compiti che sono tipici della cittadinanza attiva e della rappresentanza democratica. La politica deve riappropriarsi del proprio ruolo, con autonomia, rigore e capacità di visione, accettando la responsabilità diretta del governo della città senza cercare supplenze istituzionali o scorciatoie morali.

𝐀 𝐩𝐫𝐚𝐩𝐚𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚, 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐧𝐚𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐚𝐊𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫𝐧𝐚 𝐚𝐢 𝐭𝐚𝐯𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 “𝐀𝐬𝐬𝐢𝐞𝐊𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐏𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚̀” 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐞𝐊𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐜𝐚𝐧 𝐟𝐚𝐫𝐳𝐚 𝐯𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚, 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐧𝐝𝐮𝐜𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐢𝐧 𝐥𝐚𝐫𝐠𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚, 𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐥’𝐞𝐱 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐚 𝐌𝐚𝐧𝐠𝐚𝐧𝐚. 𝐍𝐚𝐧 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐚𝐫𝐊𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐊𝐚𝐊𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐊𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐬𝐢𝐳𝐢𝐚𝐧𝐚𝐊𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚?

I nodi vengono sempre al pettine ed Ú bene parlarne con estrema franchezza. Quando le iniziative ecclesiali, o fintamente tali, vengono utilizzate come “foglia di fico” da chi ha già governato Paternò per anni lasciando un’eredità amministrativa che i cittadini ricordano benissimo, l’operazione perde ogni verginità. Vedere ex amministratori ed esponenti storici del centrosinistra – che hanno avuto la loro occasione per trasformare la città e non ci sono riusciti – ripresentarsi oggi sotto le vesti di padri nobili o di “nuovo che avanza” Ú una contraddizione logica prima ancora che politica. Paternò non ha alcun bisogno di maestri di restaurazione né di operazioni di maquillage politico per riciclare leadership usurate. Se il centrosinistra ritiene di poter riproporre la ricetta e gli uomini di dieci anni fa, facendoli passare come novità per il futuro della città, dimostra di non aver compreso minimamente la portata della crisi attuale. Servono volti nuovi, competenze fresche e un’impostazione che guardi avanti, non un nostalgico ritorno al passato sotto altre spoglie.

𝐔𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐞𝐊𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐞𝐝 𝐞𝐜𝐚𝐧𝐚𝐊𝐢𝐜𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐢𝐛𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐢 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐢𝐝𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚 “𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐯𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐀𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞”, 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭’𝐀𝐧𝐚𝐬𝐭𝐚𝐬𝐢𝐚–𝐏𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚̀–𝐑𝐞𝐠𝐚𝐥𝐛𝐮𝐭𝐚. 𝐓𝐫𝐚 𝐢𝐩𝐚𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐊𝐚𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐊𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐚𝐫𝐧𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐢𝐜𝐥𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 (𝐠𝐫𝐞𝐞𝐧𝐰𝐚𝐲) 𝐞 𝐊𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐊𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚, 𝐪𝐮𝐚𝐥 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐢𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞?

Sostengo apertamente le ragioni e la battaglia di buon senso del Comitato per la difesa della Ferrovia delle Arance. Smantellare o ricoprire definitivamente il sedime ferroviario senza uno studio comparativo e una valutazione analitica del potenziale economico e trasportistico sarebbe un errore strategico imperdonabile per Paternò e per l’intera Valle del Simeto. Nessuna scelta infrastrutturale così irreversibile può essere presa a scatola chiusa. Condivido pienamente la linea del Comitato: mobilità dolce e trasporto su ferro non si escludono a vicenda, possono e devono convivere. Dobbiamo attivare subito un tavolo tecnico istituzionale che coinvolga RFI, la Regione e i Comuni del comprensorio per analizzare la domanda reale di trasporto merci e passeggeri. Paternò deve rivendicare il proprio ruolo di nodo intermodale tra la Ferrovia delle Arance, la linea metropolitana della Circumetnea, le aree produttive e le direttrici turistiche, trasformando le stazioni storiche, come San Marco, in centri vivi di cultura e mobilità integrata. Le connessioni infrastrutturali sono il vero motore dello sviluppo.

𝐔𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐧𝐚𝐝𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐂𝐚𝐊𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚̀ 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐚. 𝐐𝐮𝐚𝐥 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐭𝐞𝐊𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚?

Il risanamento finanziario Ú la precondizione per qualsiasi progetto di sviluppo. Senza stabilità contabile non si erogano i servizi essenziali. Bisogna agire su due fronti: la razionalizzazione della spesa corrente, eliminando gli sprechi e recuperando efficienza operativa, e il contrasto all’evasione dei tributi locali attraverso una maggiore equità e l’incrocio delle banche dati. Un Comune finanziariamente sano può abbassare gradualmente la pressione fiscale ed erogare servizi di qualità.

𝐏𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚̀ 𝐡𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐯𝐚𝐜𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐚𝐥𝐚 𝐞 𝐜𝐚𝐊𝐊𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐚𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐠𝐫𝐮𝐊𝐢𝐜𝐚𝐥𝐚. 𝐂𝐚𝐊𝐞 𝐩𝐮𝐚̀ 𝐥’𝐚𝐊𝐊𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐜𝐚𝐊𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐚𝐬𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐚𝐧𝐝𝐚𝐊𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞?

L’agricoltura e l’agrumicoltura sono il cuore pulsante dell’economia paternese, ma soffrono le crisi di mercato e la mancanza di infrastrutture adeguate. Il Comune deve farsi promotore di un Distretto Agrumicolo ed Economico forte, favorendo l’aggregazione tra produttori, la certificazione della qualità della nostra Arancia Rossa e l’intercettazione dei fondi europei e regionali destinati all’innovazione della filiera. Dobbiamo rendere la viabilità rurale moderna e sicura per agevolare il trasporto delle merci.

𝐈𝐥 𝐝𝐞𝐠𝐫𝐚𝐝𝐚 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐊𝐚𝐧𝐮𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐞, 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐥𝐥𝐮𝐊𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐬𝐚𝐧𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐥𝐚𝐊𝐞𝐧𝐭𝐞𝐥𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐫𝐞𝐪𝐮𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢. 𝐂𝐡𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐩𝐚𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐜𝐚𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀?

Il decoro urbano Ú il primo biglietto da visita di una comunità e incide direttamente sulla qualità della vita e sulla sicurezza percepita. Propongo una pianificazione pluriennale degli interventi di manutenzione ordinaria, abbandonando la logica dell’emergenza. Occorre introdurre contratti di servizio rigidi per la gestione del verde pubblico e dei servizi d’igiene urbana, potenziando i controlli sul territorio tramite sistemi di videosorveglianza e sanzioni severe per chi abbandona i rifiuti.

𝐀 𝐩𝐫𝐚𝐩𝐚𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐢𝐠𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐚 𝐞 𝐚𝐊𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐚𝐥𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐊𝐚𝐥𝐭𝐢𝐊𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐢 𝐫𝐢𝐊𝐚𝐧𝐠𝐚𝐧𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐩𝐢𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐟𝐢𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐊𝐚𝐥𝐭𝐢 𝐂𝐚𝐊𝐮𝐧𝐢 𝐬𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢. 𝐂𝐚𝐊𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐫𝐚𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐚 𝐏𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚̀?

Con rigore e innovazione. La raccolta differenziata va incrementata attraverso un’informazione capillare e l’introduzione progressiva della tariffazione puntuale (TARIP): chi differenzia di più e meglio deve pagare di meno. Dobbiamo potenziare le isole ecologiche, rendere efficiente il centro comunale di raccolta e stringere accordi per l’avvio della filiera del riciclo che trasformi i rifiuti da costo a risorsa economica per l’Ente.

𝐈𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚̀, 𝐜𝐚𝐧 𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐥𝐥𝐢𝐧𝐚 𝐒𝐭𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐍𝐚𝐫𝐊𝐚𝐧𝐧𝐚, 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐊𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐞𝐬𝐭𝐢𝐊𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐚𝐭𝐭𝐚𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐚. 𝐐𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐚𝐠𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐩𝐚𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐚𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞?

La Collina Storica e il Castello Normanno devono diventare il perno di un Polo Culturale e Turistico d’eccellenza. Serve un piano integrato che comprenda la riqualificazione degli accessi, la creazione di percorsi pedonali attrezzati, l’illuminazione artistica e una programmazione di eventi culturali di rilancio sovra-comunale in collaborazione con le Associazioni del territorio. Dobbiamo attrarre flussi turistici inserendo Paternò nei circuiti regionali del turismo culturale ed enogastronomico.

𝐈𝐥 𝐊𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐊𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐥𝐚𝐜𝐚𝐥𝐢, 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐊𝐊𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐠𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐥𝐚𝐊𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢. 𝐂𝐚𝐊𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐬𝐬𝐮𝐭𝐚 𝐞𝐜𝐚𝐧𝐚𝐊𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚?

Attraverso lo snellimento delle procedure autorizzative tramite uno Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) efficiente e interamente digitale. Dobbiamo creare condizioni favorevoli per chi apre una nuova attività o investe a Paternò, prevedendo agevolazioni sui tributi locali per i primi anni d’avvio. Il Comune deve essere un alleato di chi produce lavoro e ricchezza, non un ostacolo burocratico.

𝐋𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐚𝐧𝐚 𝐞𝐬𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐊𝐚𝐫𝐢𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐚𝐊𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐚𝐬𝐞 𝐜𝐚𝐊𝐊𝐢𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞. 𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐊𝐢𝐬𝐮𝐫𝐞 𝐜𝐚𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐚𝐩𝐚𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚?

Per me la legalità Ú il prerequisito di ogni azione amministrativa. Sul piano operativo serve il potenziamento del corpo di Polizia Locale, il ripristino della videosorveglianza capillare nei punti nevralgici della città e una stretta sinergia con la Prefettura e le Forze dell’Ordine per il controllo del territorio. La presenza dello Stato deve essere visibile e costante in ogni quartiere.

𝐈 𝐠𝐢𝐚𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐞 𝐢𝐥 𝐊𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐚𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐫𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐚, 𝐊𝐚 𝐊𝐚𝐥𝐭𝐢 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐠𝐚𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐏𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚̀. 𝐐𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐠𝐢𝐚𝐯𝐚𝐧𝐢𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚?

I giovani devono trovare motivi per restare. Dobbiamo creare uno Spazio Coworking ed Inizio Impresa comunale per supportare giovani professionisti e start-up, valorizzare l’associazionismo giovanile e instaurare un dialogo costante con le scuole superiori del territorio per l’orientamento lavorativo e formativo. La cultura, lo sport e le strutture ricreative devono tornare al centro dell’agenda cittadina.

𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐟𝐫𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐭𝐞𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐊𝐊𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚: 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐊𝐞 𝐭𝐫𝐞 𝐊𝐢𝐬𝐮𝐫𝐞 𝐜𝐚𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐬𝐚𝐭𝐭𝐚𝐩𝐚𝐫𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚𝐊𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀?

I primi tre pilastri operativi sono chiarissimi. Il primo Ú il Piano Straordinario di Manutenzione e Decoro Urbano: un calendario pubblico e monitorabile quartiere per quartiere su buche, illuminazione e pulizia delle strade. Il secondo Ú lo Sportello Unico Digitale che per comodità chiameremo ‘Impresa In Un Clic’, per azzerare i tempi della burocrazia e tagliare i tributi comunali per i primi tre anni ai giovani che aprono una nuova attività a Paternò. Il terzo Ú l’istituzione dell’Ufficio Europa e Progettazione Strategica, con personale dedicato esclusivamente ad intercettare fondi europei e regionali senza perdere un solo euro per le infrastrutture e il sociale, se Ú il caso anche con il coinvolgimento di professionisti esterni. Paternò deve ripartire da azioni misurabili, impegni precisi e risposte immediate ai cittadini.