Le parole di Giorgio Assenza non sono soltanto uno sfogo politico. Sono il segnale di una crisi che ormai emerge apertamente dentro il centrodestra siciliano. Dopo tre votazioni negative consecutive all’Assemblea Regionale Siciliana, il capogruppo di Fratelli d’Italia ha scelto di rompere il silenzio e parlare di “sfaldatura” della maggioranza, accusando apertamente gli alleati di approfittare delle difficoltà interne del partito di maggioranza relativa.
Una presa di posizione che pesa, soprattutto perché arriva da uno degli uomini più vicini agli equilibri dell’Aula. Non un oppositore, non un battitore libero, ma il rappresentante del partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Sicilia.
Il dato politico è evidente, la maggioranza che sostiene il presidente della Regione Renato Schifani appare sempre più fragile, attraversata da tensioni interne, personalismi e regolamenti di conti che ormai si consumano direttamente in Aula. Le tre sconfitte parlamentari consecutive non sono un incidente tecnico. Sono il sintomo di una coalizione che fatica a mantenere compattezza politica e disciplina parlamentare.
Le dichiarazioni di Assenza fotografano un centrodestra siciliano che sembra aver perso la spinta iniziale della legislatura. E soprattutto mostrano un nervosismo crescente dentro Fratelli d’Italia, partito che in Sicilia continua a rivendicare centralità ma che, nei fatti, denuncia di essere isolato perfino dagli stessi alleati.
Dietro lo sfogo c’è probabilmente anche un messaggio più profondo, il timore che una parte della maggioranza stia già entrando in una fase di posizionamento politico in vista delle future partite elettorali e degli equilibri di potere regionali. Quando Assenza parla di alleati che “approfittano della debolezza interna”, il riferimento sembra andare oltre le singole votazioni. È la fotografia di una coalizione dove la fiducia reciproca appare logorata.
Nel frattempo, all’esterno del Palazzo, cresce la percezione di una politica regionale sempre più concentrata sulle dinamiche interne e meno sulle emergenze reali della Sicilia, sanità in crisi, fondi europei spesi lentamente, infrastrutture ferme e tensioni economiche nei territori. In questo scenario, le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia rischiano di trasformarsi in qualcosa di più di una polemica parlamentare. potrebbero essere l’inizio di una resa dei conti politica dentro la maggioranza di governo.
Perché quando un capogruppo della forza principale denuncia pubblicamente la “sfaldatura” della coalizione, significa che la crisi non è più confinata nei corridoi dell’Ars. È già diventata politica.