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ROMA, IL GRANDE VERTICE SICILIANO: MINARDO, SBARDELLA, GERMANÀ E MANCUSO, LA COALIZIONE GUARDA AL DOMANI

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La politica siciliana sbarca a Roma: il centrodestra fa il punto tra manovrina, vecchi nodi e futuro

La Sicilia politica oggi si trasferisce nella Capitale. A Roma si riuniscono i vertici regionali del centrodestra per un confronto che arriva in una fase particolarmente delicata per la maggioranza che sostiene il governo Schifani.

Al tavolo siedono Nino Minardo per Forza Italia, Luca Sbardella per Fratelli d’Italia, Nino Germanà per la Lega e Fabio Mancuso per l’Mpa, insieme agli esponenti delle altre forze della coalizione. Alla riunione partecipano anche Roberto Di Mauro per l’Mpa, Decio Terrana per l’Udc, Massimo Dell’Utri per Noi Moderati e Carmelo Pace per la Democrazia Cristiana. Il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino intervengono invece in collegamento, illustrando il quadro della variazione di bilancio.

  • Ma quello di oggi non è soltanto un vertice tecnico sulla manovrina. Sul tavolo c’è anche il futuro della coalizione

La riunione arriva dopo mesi nei quali il centrodestra siciliano ha mostrato divergenze su diversi dossier e dopo le amministrative, che già a giugno avevano spinto i responsabili regionali dei partiti a riconoscere pubblicamente la necessità di rafforzare il coordinamento politico.

In quella occasione, gli stessi protagonisti – Minardo, Sbardella, Germanà e Mancuso – avevano sottolineato il problema delle divisioni nelle competizioni locali e la necessità di trasformare l’unità del centrodestra in una maggiore capacità di programmazione comune.

  • A Roma, dunque, presente e passato finiscono inevitabilmente sullo stesso tavolo.

Da una parte ci sono le questioni immediate: la variazione di bilancio, le priorità da finanziare e il rapporto tra governo regionale e maggioranza parlamentare. Dall’altra rimangono i dossier politici lasciati aperti nei mesi precedenti, comprese le divergenze interne alla coalizione e il capitolo delle nomine negli enti e nel sottogoverno.

Proprio sulle nomine, tuttavia, il vertice ha scelto di rinviare il confronto: secondo quanto riferito al termine della riunione, il tema sarà affrontato dopo l’approvazione delle variazioni di bilancio.

  • Sanità, agricoltura, infrastrutture e giovani

Sul piano programmatico, la maggioranza ha individuato alcune priorità comuni: sanità, agricoltura, infrastrutture, giovani e innovazione delle imprese, compreso il ricorso all’intelligenza artificiale.

L’obiettivo dichiarato è utilizzare i prossimi passaggi finanziari non soltanto per affrontare le esigenze immediate, ma anche come una prima base programmatica in vista della prossima legislatura.

Ed è proprio questo il punto politicamente più interessante.

Il centrodestra siciliano non sta discutendo soltanto di come chiudere una variazione di bilancio. Sta iniziando a misurarsi con la fase politica che verrà dopo.

  • Roma come laboratorio politico siciliano

La scelta della Capitale come sede del confronto non è passata inosservata. Il vertice era stato convocato da Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia, e già nei giorni precedenti era stato indicato come un appuntamento destinato ad affrontare contemporaneamente manovrina, nomine e situazione politica della coalizione.

Una riunione che arriva quindi mentre a Palermo l’Ars è impegnata sull’iter delle variazioni e mentre, sullo sfondo, cresce l’attenzione verso il prossimo ciclo politico regionale.

  • La fotografia di oggi è quella di una coalizione che prova a ricomporre le proprie diverse sensibilità senza cancellare le tensioni emerse negli ultimi mesi.

Minardo, Sbardella, Germanà e Mancuso rappresentano quattro partiti e quattro sensibilità differenti del centrodestra siciliano. Il loro confronto, insieme a quello degli altri alleati, dovrà tradursi in una linea comune sui prossimi provvedimenti.

E la vera partita, inevitabilmente, non riguarda soltanto il presente. Riguarda anche come il centrodestra siciliano arriverà al prossimo appuntamento elettorale regionale e soprattutto con quale grado di compattezza, quali priorità programmatiche e quale equilibrio interno. Anche per le comunali prossime.

Roma, oggi, diventa così il luogo nel quale la politica siciliana prova a mettere ordine nel presente mentre comincia già a discutere del proprio futuro.