Carmelo Marchese torna sul caso San Giovanni La Punta e lo fa con dieci domande che, più che un’intervista, assomigliano a un processo istruttorio con tanto di requisitoria incorporata. Nel mirino finisce Massimo Fiumara, oggi tra i riferimenti di Controcorrente e braccio destro di Ismaele La Vardera. Domande legittime, per carità. Anche se qualcuno potrebbe osservare che, quando le domande sono già corredate di risposta implicita, il rischio è quello di trasformare il confronto in una gara di tiro al bersaglio. Resta però un dato interessante, se la politica locale è davvero il teatro della legalità tradita raccontato da Fiumara, oppure il palcoscenico delle incoerenze evidenziate da Marchese, una delle due narrazioni dovrà inevitabilmente fare i conti con la realtà. E possibilmente senza l’aiuto del web.
Ecco le 10 domande di Carmelo Marchese a Massimo Fiumara:
«Lei nel giugno 2025 ha scagliato un durissimo attacco politico-amministrativo contro il sindaco Marco Nunzio Rubino, la Democrazia Cristiana e il consigliere (poi assessore) Vittorio Lo Sauro. Lei Fiumara si dipinge come un paladino della legalità isolato da un sistema di “potericoletto locale” Ma lo è davvero?
Lei si dipinge come un “martire della legalità” ma vorrei che sgombrasse il campo dalle insinuazioni di chi vide in quell’attaccamento le contraddizioni tipiche di chi accetta compromessi politici per poi stupirsi delle dinamiche di partito.
Ecco 10 domande alle quali avv. Fiumara la prego di rispondere:
Sulla coerenza e la lungimiranza politica
1. *L’errore di valutazione durato 7 anni:* Lei scrive di aver dato un sostegno “incondizionato e gratuito” al sindaco Rubino per sette anni, ritenendolo “la miglior guida per il paese”, prima di scoprire la sua vera natura in soli due mesi di assessorato Come può un professionista della sua esperienza e un attento osservatore della politica locale aver impiegato ben sette anni per accorgersi di dinamiche che oggi definisce “di ricatto e sopraffazione”?C’è stata ingenuità o convenienza?
2. *I passaggi di casacca del Sindaco:* Lei critica duramente il sindaco per i suoi repentini cambi di schieramento politico (da Sammartino-Lega a Cateno De Luca, fino alla DC di Cuffaro) Eppure, quando ha accettato la nomina il 1° ottobre 2024 il sindaco aveva già compiuto gran parte di queste giravolte. Perché queste acrobazie politiche non le facevano problema allora e sono diventate intollerabili solo dopo il suo isolamento in giunta?
Sulla gestione delle dimissioni e lo “stratagemma” di WhatsApp
3. *Le dimissioni via WhatsApp:* Lei contesta il fatto che il Sindaco abbia fatto protocollare una “fotocopia delle sue dimissioni inviate via WhatsApp” Da uomo di legge, non ritiene che inviare formalmente delle dimissioni (seppur definite “private”) a un sindaco, offra su un piatto d’argento lo strumento giuridico e politico per l’allontanamento? Se voleva davvero restare a lottare per i funzionari, perché ha firmato e inviato quell’atto, seppur con la riserva (politicamente debole) di ritirarle ?
4. *Il bluff del ritiro:* Lei dichiara che le dimissioni erano un “estremo tentativo” per imporre una scelta al Sindaco (“o con me… o senza di me”) . Visto com’è andata a finire, con il Sindaco che le ha protocollate e l’ha poi persino revocata non pensa che la sua sia stata un’errata prova di forza politica, un vero e proprio “bluff” che il Sindaco ha scoperto senza troppi complimenti?
Sulle contraddizioni amministrativo-giuridiche
5. *Il paradosso del “Dimissionato e Revocato”:* Lei solleva una polemica formale chiedendosi come si possa “revocare un assessore già dimissionato” Tuttavia, se lei stesso considerava quelle dimissioni non ancora efficaci o “condizionate” (tanto da attendere che cessassero le pressioni per ritirarle), l’amministrazione non aveva forse il pieno diritto – se non il dovere di continuità amministrativa – di procedere a una revoca politica per sbloccare l’impasse?
6. *La restituzione dello stipendio:* Lei dichiara di aver chiesto per tre volte l’IBAN per restituire lo stipendio di dicembre 2024, periodo in cui non le è stato permesso di lavorare Ma se la revoca ufficiale è arrivata il 24 dicembre dal punto di vista puramente formale lei è rimasto in carica per quasi tutto il mese. Questa insistenza sulla restituzione non rischia di apparire più come una mossa propagandistica e di visibilità social che come un reale problema contabile per l’ente?
Sui rapporti con gli uffici e la “Rotatoria della discordia”
7. *La paternità della rotatoria Via Bellini-Aldo Moro:* Nel post lamenta che il Sindaco si sia intestato i meriti della rotatoria realizzata in pochi giorni “per sua volontà”, pur essendo stata fatta “maluccio e in modo diverso” da come l’avevate immaginata Se l’opera è stata eseguita male ed era diversa dai suoi piani, perché ci tiene così tanto a rivendicarne pubblicamente la paternità intellettuale e l’iniziativa?
8. *Il voltafaccia dei burocrati:* Lei scrive che persino gli uffici e i dirigenti che lei aveva cercato di tutelare hanno avuto “mutamenti di idee tanto repentini, quanto inquietanti”, isolandola. Se persino i tecnici e i sette capi settore (che pure avevano denunciato pressioni in consiglio) le hanno voltato le spalle o non l’hanno seguita nella sua battaglia, non le sorge il dubbio che la sua azione amministrativa fosse percepita come eccessivamente rigida o priva di quella necessaria mediazione che persino la tutela della legalità richiede in un ente pubblico?
### Sull’efficacia dell’azione di opposizione
9. *Il silenzio durato mesi:* Il suo assessorato è terminato a dicembre 2024 (image_4.png), ma questo durissimo sfogo pubblico con i retroscena sulle minacce ai dirigenti e gli attacchi della DC arriva solo a giugno 2025, in coincidenza con l’azzeramento della giunta e la nomina di Vittorio Lo Sauro. Se i fatti erano così gravi e “eticamente vergognosi” già a dicembre, perché ha aspettato sei mesi prima di lanciare questo appello pubblico alla cittadinanza? Non teme che questo tempismo faccia sembrare il post una reazione risentita alle nuove nomine (il “monocolore DC”) piuttosto che una disinteressata battaglia di legalità?
10. *L’appello finale ai consiglieri:* Lei chiede oggi ai consiglieri comunali “lo stesso sussulto di dignità” richiesto mesi fa. Ma se la coalizione del sindaco Rubino si è addirittura compattata attorno alla DC e ha proceduto a un nuovo assetto di giunta ignorando i suoi allarmi, non deve costatare il totale fallimento della sua strategia di persuasione morale e politica all’interno del Consiglio?».
Alla prossima.