A Ragalna il problema non è la siccità. È l’abbondanza di promesse evaporate prima ancora di cadere al suolo. L’immagine è perfetta: un uomo attraversa il deserto gridando “Acqua! Acqua!”, mentre all’orizzonte compare un’oasi che sembra vicina, ma resta irraggiungibile. Un po’ come i progetti annunciati, le opere attese e la visione amministrativa: si vedono, si raccontano, si inaugurano perfino… ma poi spariscono nel miraggio. Nel frattempo il territorio aspetta, i cittadini pure e il tempo passa. Perché amministrare non significa raccontare favole nel deserto, ma trovare l’acqua prima che la comunità muoia di sete. E se l’unica strategia è sperare nella prossima pioggia di slogan, allora il rischio è che la vera desertificazione non sia quella del paesaggio, ma quella delle idee. Una terra senz’acqua può rinascere, basta cercarla in un territorio che ne è ricco-. Una politica senza visione, molto più difficilmente.

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