
Passione, programmazione e formazione. A Paternò e nel territorio etneo una realtà del calcio giovanile è cresciuta fino a coinvolgere circa 300 giovani atleti, trasformando il pallone in uno strumento di crescita sportiva, educativa e sociale.
Non è soltanto una squadra di calcio. È una comunità di ragazzi, famiglie, tecnici e dirigenti che ogni giorno si ritrovano sul campo con un obiettivo comune: crescere.
È questa la storia di Academy Etna Soccer 2023, società impegnata nel settore giovanile che negli ultimi anni ha costruito una presenza significativa nel territorio etneo. Una realtà che oggi coinvolge circa 300 giovani atleti, un numero che racconta meglio di qualsiasi slogan la dimensione raggiunta dal progetto.
La società è presente nei circuiti ufficiali del calcio giovanile siciliano e opera tra Paternò, Ragalna e altri centri del territorio. I documenti della LND Sicilia confermano la partecipazione dell’Academy alle competizioni giovanili provinciali, mentre nel 2026 la società è stata inserita anche tra quelle autorizzate per attività estive di avviamento e perfezionamento tecnico a Ragalna.
Non solo risultati: prima vengono i ragazzi
Il vero patrimonio dell’Academy non sono soltanto classifiche, vittorie e campionati. Sono i ragazzi. Dietro ogni allenamento c’è infatti un percorso che prova a mettere insieme tecnica, disciplina, rispetto delle regole e capacità di stare insieme. È la filosofia che accompagna il progetto della società e che negli anni ha contribuito alla sua crescita.
Un’impostazione come raccontata dal presidente Tony Pesce, dal direttore sportivo Mario Scaccianoce, dal consulente direzionale Vito Palumbo e dal responsabile dei rapporti con le famiglie Michele Milazzo, il Vicepresidemte Luca Befumo che abbiamo raggiunto telefonicamente e che hanno sottolineato il ruolo della programmazione e della formazione, spiegando come l’obiettivo non sia soltanto individuare talenti, ma accompagnare i giovani nella loro crescita personale. E questa è forse la sfida più importante per una società giovanile, ricordare che prima di costruire un calciatore bisogna contribuire a costruire l’uomo.
Un settore giovanile che sa anche vincere
La crescita educativa non esclude, naturalmente, l’ambizione sportiva. Anzi. Nella stagione 2025-2026 l’Under 15 dell’Academy Etna Soccer ha disputato un campionato di vertice, ha chiuso la stagione regolare al primo posto con 52 punti, frutto di 17 vittorie, un pareggio e nessuna sconfitta, con 96 gol realizzati e appena 11 subiti.
Numeri importanti, che dimostrano come alla base del progetto ci sia anche una precisa attenzione alla preparazione agonistica. La squadra ha poi affrontato la fase finale del torneo, arrivando fino alla semifinale. Ma il dato più interessante resta un altro, dietro quella squadra ci sono decine di ragazzi che stanno vivendo il calcio come esperienza di gruppo, sacrificio e responsabilità.
300 ragazzi sono anche una responsabilità
Trecento giovani atleti significano trecento storie differenti. Ci sono quelli che sognano di diventare professionisti, quelli che giocano semplicemente perché amano il calcio, quelli più talentuosi e quelli che hanno bisogno di più tempo per crescere.
Per una società sportiva giovanile significa assumersi una responsabilità che va oltre il campo. Significa collaborare con le famiglie, insegnare il rispetto dell’avversario, accettare una sconfitta senza viverla come una tragedia, imparare a vincere senza sentirsi superiori. E soprattutto significa creare un luogo nel quale un ragazzo possa sentirsi parte di qualcosa.
Il futuro passa dai giovani
L’Academy Etna Soccer rappresenta, in questo senso, una delle realtà che testimoniano quanto il calcio giovanile possa diventare una vera infrastruttura sociale del territorio. Campi, allenamenti, tornei e partite sono soltanto la parte visibile. Dietro c’è un lavoro quotidiano fatto di tecnici, dirigenti, famiglie e ragazzi.
L’obiettivo dichiarato dalla società è ambizioso, continuare a migliorarsi e, magari, vedere un giorno qualche giovane cresciuto nell’Academy arrivare nel calcio professionistico.
Ma c’è un traguardo ancora più importante. Se quei 300 ragazzi usciranno dall’Academy con una maggiore consapevolezza del valore dell’impegno, del rispetto e del lavoro di squadra, allora la società avrà già raggiunto una vittoria che nessuna classifica potrà mai registrare. Perché il calcio giovanile, quello vero, non si misura soltanto in gol segnati. Si misura soprattutto nei ragazzi che diventano adulti.