
da Palermo Giovanni Coriolano*.
Qualche giorno fa abbiamo pubblicato questo articolo, per significare che è proprio la sanità il vero bubbone che non solo alimenta la malapolitica, dal cuffarismo al suo erede:
CEFPAS/SANITÀ, IL GRANDE GIOCO DELLE POLIZZE: QUANDO LA SANITÀ PUBBLICA RISCHIA DI DIVENTARE TERRENO DI CONQUISTA
Ora a prescindere dalle notizie che abbiamo scritto sul fatto che dalle intercettazioni in possesso degli inquirenti è chiaro che le scosse telluriche a piazza Zino non si fermano, anzi. Infatti proprio in questi giorni un dirigente della sanità, da noi interpellato, tra le cose che ci ha riferito ha caffermato che l’assessorato “è seduto una nuova bomba innescata”. Malgrado questa consapevolezza i feudatari del clientelismo non si fermano.
Dal CEFPAS al 118 abbiamo sempre messo nero su bianco una considerazione che, a ben vedere, va ben oltre la cronaca politica del momento, il vero bubbone della Regione Siciliana continua a chiamarsi sanità.
Non soltanto perché la sanità rappresenta uno dei capitoli più importanti della spesa pubblica. Non soltanto perché da ospedali, aziende sanitarie e strutture territoriali passa una parte enorme della vita quotidiana dei cittadini. Ma perché, da decenni, proprio intorno alla sanità si sono costruiti consenso, relazioni, carriere, fedeltà politiche e sistemi di potere.
Dal cuffarismo in avanti, con tutte le differenze e le trasformazioni che hanno attraversato la politica siciliana, la sanità è rimasta uno dei terreni più delicati nei quali si incontrano politica, amministrazione e interessi. E oggi quella vecchia domanda torna prepotentemente, è davvero cambiato il sistema oppure sono semplicemente cambiati gli interpreti? Si, gli interpreti sono cambiati.
LE SCOSSE NON SONO FINITE
A piazza Zino, intanto, le scosse telluriche sembrano tutt’altro che attenuate. Le notizie relative alle indagini, alle intercettazioni e agli elementi che gli inquirenti stanno valutando, continuano ad alimentare interrogativi. Non spetta certamente a noi trasformare conversazioni intercettate in sentenze, né anticipare conclusioni che appartengono esclusivamente alla magistratura, ma i documenti certamente li analizziamo.
Una cosa però è possibile dirla, quando un sistema politico-amministrativo finisce sotto una lente investigativa, la politica, ma anche i burocrati, dovrebbero fermarsi un momento, guardarsi allo specchio e chiedersi cosa c’è di sbagliato. Dovrebbe essere il momento della cautela, della trasparenza, della distanza da qualsiasi meccanismo opaco. Invece, il rischio è che accada l’esatto contrario.
SANITÀ, LA NUOVA FRONTIERA DEGLI AFFARI DOPO IL CEFPAS SI CHIAMA GESTIONE DEI SINISTRI LOSS ADJUSTING
Se nella sanità siciliana esiste un vecchio copione che continua a essere recitato, oggi sembra esserci anche una nuova frontiera sulla quale si sono già accesi i riflettori, non solo i nostri. Si chiama assicurazioni, senza una intermediazione trasparente e senza i servizi correlati. Il tema non è affatto nuovo. Le polizze, la gestione del rischio, la responsabilità sanitaria e la copertura dei danni sono da anni una componente strutturale dell’organizzazione sanitaria. Questo sistema lo denunciò già Rosario Crocetta da Presidente della Regione, che perfino revocò una gara su questo tema.
Oggi l’erede di quel cuffarismo ha un nome preciso “Re de Clientelismo” con annessa la sua “Dama Oscura della Sanità” (i nomi li sveleremo in seguito). In tutto questo viene fuori prepotentemente quello di un manager calabrese, legato ad una multinazionale che svolge all’occorrenza con diverse società il ruolo di agenzia, di servizi di Loss Adjusting e di broker assicurativo , questo sistema viene poi calato in Sicilia con il proprio uomo palermitano. Questo c’è scritto sulla velina anonima recapitataci.
Questo tema interessa parecchio i soliti noti di cui sopra, in quanto il volume di interessi diretti e indotti che ruota attorno a questo comparto. E quando in un settore pubblico circolano interessi importanti, il problema non è soltanto quanto si spende. Il problema è capire come si decide di spendere, chi decide, con quali criteri, quali interessi economici entrano in gioco e quale trasparenza vengono esercitati e soprattutto quali servizi sono messi a disposizione delle aziende. E Schifani? Omissis.
IL NUOVO BUSINESS PASSA DALLA GESTIONE SINISTRI, DAL COSIDDETTO LOSS ADJUSTING
La sanità moderna produce inevitabilmente una quantità enorme di sinistri e di rischi da assicurare. Responsabilità professionale, strutture ospedaliere, apparecchiature, immobili, contenziosi, danni a pazienti e operatori, ogni voce può trasformarsi in una polizza, in un contratto, in un premio assicurativo. E dietro ogni contratto di grandi dimensioni c’è, inevitabilmente, un mercato. È qui che la politica dovrebbe pretendere il massimo della trasparenza. Perché se le nomine possono generare consenso, gli appalti possono generare affari e le relazioni possono generare potere, le grandi partite assicurative possono muovere risorse finanziarie enormi e ci vuole trasparenza, servizi e professionalità!
Non è un’accusa. È una semplice considerazione economica. Ed è proprio per questo che merita attenzione, tanto quanto gli inquirenti hanno fatto, a seguito delle denunce giornalistiche, con il CEFPAS.
IL TEMA È VECCHIO. I SOLDI, PERÒ, SONO UN ATTRATTORE IRRESISTIBILE
Non bisogna inventare alcun “nuovo scandalo” per comprendere la delicatezza della questione. Il rapporto tra sanità, assicurazioni e responsabilità civile è un tema discusso da anni. La novità, semmai, è il nuovo tema “Loss Adjusting”, che introduce in apparenza un modo moderno, ma che introduce una complessità dei sistemi attraverso i quali le strutture sanitarie gestiscono il rischio. Cosa c’è dietro l’angolo? La possibilità di indirizzare arbitrariamente (?) verso quale compagnia rivolgersi che a sua volta affiderà (dopo le gare per non destare sospetti) ad un’agenzia che stranamente fa parte dello stesso gruppo della multinazionale, con sede a Milano, che svolge i servizi di Loss Adjusting, contratti milionari SENZA OFFRIRE ALCUN SERVIZIO. Il confine tra una normale esigenza amministrativa e un sistema che può diventare terreno fertile per interessi particolari deve essere sempre chiarissimo. E noi lo abbiamo molto chiaro.
Per rispondere alla domanda in modo semplice bisognerebbe analizzare chi gestisce oggi il grande mercato delle assicurazioni della sanità siciliana (sarà “Dama Oscura della Sanità per interposizione fittizia?”). Sarà un caso che i capofila incaricati delle gare sono solo quelli d’area leghista? Sarà sicuramente un caso. Ma a pensar male molto spesso ci si indovina. LA BOMBA È QUESTA!
Può lo stesso gruppo fare il Loss Adjusting, suggerire di fare le polizze e poi essere l’agenzia che gestisce le polizze? Il broker assicurativo è un servizio professionale, indispensabile nella maggior parte della PA , perché in Sicilia qualcuno ha ritenuto “esauriti i compiti del broker” ed annullato la gara per la selezione del broker? Per fare spazio alla multinazionale che non vuole il libero confronto di una gara pubblica e preferisce nascondersi tra Loss Adjusting e agenzia? La dama oscura ha fatto un accordo in Sicilia o ha eseguito l’accordo nazionale fatto a Roma dal suo capo ed il manager calabrese? Ecco il documento che prova che a fronte di una gara già in preparazione, il RUP nominato, improvvisamente viene revocata, ecco il link:
“Servizio di consulenza ed assistenza assicurativa in favore degli Enti del SSR” – Revoca procedimento di gara di cui al D.D.G. n. 386 del 09/04/2026 e dell’afferente incarico di Responsabile Unico del Progetto (RUP).
Sono domande legittime che avranno risposta solo dopo i risultati delle indagini? CEFPAS docet? Speriamo di no. Ma tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Noi continueremo a attenzionare il tema che per nostra sensazione finirà come o peggio il CEFPAS. Memento homo! Alle puntate seguenti.