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PATERNÒ: QUALE SINDACO? MOLTI INTERVENTI CHE SUGGERISCONO NUOVI NOMI. L’ANALISI NOME PER NOME

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Ventotto nomi sotto la lente: popolarità, affidabilità pubblica, presenza sui media nel 2025-2026 e concretezza politica. Non un sondaggio elettorale, ma una fotografia ragionata della possibile corsa di fine 2027. La domanda, a Paternò, comincia a diventare inevitabile, chi sarà il prossimo sindaco? Ecco i nuovi nomi che ci suggeriscono.

«Le elezioni sono ancora lontane, previste alla fine del 2027, ma la partita politica è già cominciata. Lo scioglimento del Comune ha chiuso una stagione e ne ha aperta un’altra. La Commissione straordinaria sta gestendo l’ente, mentre fuori dal Palazzo si stanno formando nuovi equilibri, vecchie candidature vengono rimesse in discussione e cominciano ad affacciarsi figure civiche, professionali e associative.

Per questo abbiamo deciso di aggiornare la nostra precedente analisi e di allargare ulteriormente il campo. Questa volta sono 28 i nomi esaminati. Non significa che siano 28 candidati sindaco. Sarebbe una forzatura. Alcuni sono già usciti allo scoperto, altri sono fortemente papabili, altri ancora rappresentano soltanto profili che potrebbero diventare competitivi se decidessero di trasformare la loro presenza pubblica in una candidatura. La metodologia resta quella già utilizzata: popolarità + affidabilità pubblica + presenza sui media 2025/2026 + concretezza politica.

Non abbiamo attribuito voti elettorali. L’indice da 0 a 100 è una valutazione comparativa della competitività potenziale al 2027, costruita sulle evidenze pubbliche disponibili. E una precisazione è doverosa, sono stati esclusi i nomi già indicati come incandidabili nel quadro che stiamo utilizzando per questa analisi.


  • LA CLASSIFICA
Pos. Nome Indice
🥇 1 Alfio Virgolini 93
🥈 2 Maria Barbara Benfatto 90
🥉 3 Francesco Rinina 88
4 Maria Grazia Pannitteri 86
5 Giancarlo Ciatto 86
6 Giovanni Parisi 84
7 Andrea Di Bella 84
8 Tommaso Rao 83
9 Graziella Riccioli 83
10 Agata Marzola 82
11 Mauro Scaccianoce 82
12 Alessandro Grasso 81
13 Giuseppe Panassidi 81
14 Martina Ardizzone 80
15 Andrea Nunzio Russo 78
16 Michele Russo 77
17 Ferdinando Lo Presti 77
18 Silvio Mirenna 77
19 Vito Palumbo 77
20 Paolo Di Caro 76
21 Mirko Oliveri 75
22 Salvo Panebianco 73
23 Marco Tripoli 73
24 Gianfranco Romano 71
25 Gaetano Laudani 71
26 Salvo Tomasello 69
27 Andrea Gagliardo 68
28 Alfredo Nicotra 60

  • 1. ALFIO VIRGOLINI — 93

Il candidato che parte con il vantaggio più importante: quello delle urne

Virgolini rimane davanti a tutti perché possiede qualcosa che gli altri, oggi, non possono ancora dimostrare: un consenso elettorale già misurato.

Nel 2022 fu candidato sindaco e raccolse circa il 39% dei voti. Nel 2025-2026 ha mantenuto una presenza politica costante e, soprattutto, nel giugno 2026 ha lasciato emergere una disponibilità molto concreta rispetto a una nuova corsa a sindaco. (QT Sicilia). Il suo nome è quindi stabilmente dentro il dibattito. Perché è primo: popolarità, esperienza elettorale, struttura politica e continuità. Il problema: nel 2027 dovrà riuscire a rappresentare la discontinuità rispetto alla stagione amministrativa precedente, non soltanto l’opposizione a quella stagione.


  • 2. MARIA BARBARA BENFATTO — 90

La possibile sorpresa della partita

Benfatto è probabilmente il profilo che più di tutti ha modificato la propria posizione politica nel biennio 2025-2026. Ha una base elettorale precedente, ma soprattutto ha acquisito una maggiore autonomia politica rispetto alla collocazione originaria. La sua forza potrebbe essere proprio questa: conoscere il mondo politico paternese senza apparire necessariamente prigioniera dei suoi vecchi equilibri. È una combinazione particolarmente interessante dopo lo scioglimento. Perché è seconda: alta riconoscibilità, esperienza, autonomia crescente e grande margine di crescita.


  • 3. FRANCESCO RININA — 88

Il candidato della struttura. Rinina è il nome che più chiaramente può contare su una macchina politica organizzata.

La sua attività come riferimento locale di Forza Italia e la crescente esposizione nel 2025-2026 lo hanno portato dentro il ragionamento sulla futura candidatura del centrodestra. Nel giugno 2026, ad esempio, è stato presente insieme ad altri esponenti politici territoriali durante l’avvio di importanti lavori infrastrutturali. (Il Fatto Siciliano) Perché è terzo: non ha ancora la notorietà elettorale di Virgolini, ma possiede un’organizzazione che può diventare decisiva.


  • 4. MARIA GRAZIA PANNITTERI — 86

L’esperienza elettorale del centrosinistra

Pannitteri ha già fatto la cosa più difficile: correre per Palazzo di città. Nel 2022 arrivò al 16,18%, con oltre quattromila voti. Nel 2026 non è rimasta ai margini: come responsabile regionale del dipartimento Giustizia e Legalità del PD è intervenuta più volte sulle questioni cittadine. Ancora nell’agosto 2026 ha chiesto chiarimenti alla Commissione straordinaria sull’asilo nido comunale. (Corriere Etneo). Perché è quarta: esperienza, riconoscibilità e continuità.


  • 5. GIANCARLO CIATTO — 86

Il profilo della discontinuità.

Ciatto rappresenta un’altra possibile strada. Nel gennaio 2026, dopo lo scioglimento, ha assunto una posizione molto netta sulla necessità di costruire un’alternativa politica per Paternò, intervenendo sul quadro emerso dal decreto di scioglimento. (L’Informazione). È un profilo che potrebbe parlare soprattutto a quella parte dell’elettorato che nel 2027 vorrà voltare pagina. Perché è quinto: credibilità politica, posizionamento chiaro e capacità di intercettare la domanda di discontinuità.


  • 6. GIOVANNI PARISI — 84

Il tecnico che potrebbe diventare politico.

Questo è uno dei nomi più interessanti dell’intera lista. La sua nomina alla guida di AMA lo ha portato immediatamente sotto i riflettori. Nel giugno 2026 ha presentato pubblicamente il percorso di risanamento dell’azienda, affrontando problemi finanziari, organizzativi e infrastrutturali. (L’Informazione). Ancora più significativa è stata la sua esposizione sul tema di Gerbini e delle infrastrutture. Qui nasce l’ipotesi di un profilo tecnico capace di trasformare competenza amministrativa in progetto politico. (QT Sicilia). Perché non è nei primi cinque: non c’è ancora una candidatura politica. Ma se decidesse di correre, sarebbe uno dei nomi da prendere molto sul serio.


  • 7. ANDREA DI BELLA — 84

La comunicazione politica come arma

Di Bella è un caso particolare. Ha una riconoscibilità costruita negli anni attraverso politica, comunicazione e attività editoriale. Nel giugno 2026 è tornato a intervenire sul rapporto tra cittadini e politica, denunciando la crisi di fiducia e la trasformazione del confronto politico in tifoseria. (QT Sicilia). Il suo vantaggio è evidente, sa comunicare.

E in una campagna elettorale moderna non è un elemento secondario. Il limite è altrettanto evidente: una cosa è raccontare la politica, un’altra è costruire una coalizione e chiedere agli elettori di votarti. Se trasformasse la propria esposizione in un progetto politico, sarebbe uno dei profili capaci di salire rapidamente.


  • 8. TOMMASO RAO — 83

Il giovane che ha già trovato un pubblico

Rao rappresenta la componente generazionale della possibile nuova politica paternese. Il suo punto di forza è la capacità di muoversi tra professione, comunicazione e territorio. Nel 2026 la sua presenza su Radio Paternò ha avuto una forte risposta sulle piattaforme social, segnale interessante perché mostra che esiste un pubblico disposto ad ascoltarlo. Perché ottavo: ancora poca esperienza elettorale, ma grande potenziale comunicativo. Se il 2027 diventasse una campagna centrata su giovani, professionisti e società civile, il suo nome potrebbe crescere molto.


  • 9. GRAZIELLA RICCIOLI — 83

La candidata che ha già acceso il motore

Riccioli ha un vantaggio rispetto a molti nomi più conosciuti: si è già presentata come candidata sindaco. Nel giugno 2026 QTSicilia ha pubblicato una sua intervista presentandola esplicitamente come candidata alla carica di sindaco. (QT Sicilia). Questo significa che può iniziare prima degli altri a costruire una rete. Il limite: deve trasformare la candidatura in consenso. Ma il tempo gioca a suo favore.


  • 10. AGATA MARZOLA — 82

Esperienza, rete e una possibile candidatura femminile

Marzola è un profilo molto più strutturato di quanto potrebbe sembrare osservando soltanto le ultime uscite. Nell’agosto 2025 aveva già parlato pubblicamente della necessità di un progetto politico serio, inclusivo e con una forte presenza femminile. (QT Sicilia). Nel 2026 è tornata nel dibattito su politica, rappresentanza e contributi pubblici. (QT Sicilia). Perché decima: ha esperienza e rete, ma manca ancora il passaggio fondamentale dell’investitura o dell’annuncio di candidatura.


  • 11. MAURO SCACCIANOCE — 82

Il civico di peso

Se la domanda del 2027 sarà “Serve un sindaco che sappia amministrare prima ancora che fare politica?” Scaccianoce potrebbe diventare un nome molto interessante. È presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania e nel 2026 è stato protagonista del confronto sul PUG di Paternò. (QT Sicilia). Ha quindi autorevolezza professionale e credibilità tecnica. Quello che manca è la volontà politica.


  • 12. ALESSANDRO GRASSO — 81

Il candidato che ha scelto di uscire allo scoperto

Grasso ha un vantaggio enorme rispetto ai semplici “papabili”: la candidatura è stata ufficializzata nel 2026. Questo gli permette di partire prima nella costruzione del consenso. Il problema è la dimensione della base elettorale. Per ora deve dimostrare di poter passare dalla candidatura alla massa critica.


  • 13. GIUSEPPE PANASSIDI — 81

Il civico che sta diventando politico

Panassidi è una delle new entry più interessanti della nostra precedente analisi. Nel maggio 2025 pubblicava una riflessione molto dura sul declino politico, amministrativo ed economico di Paternò, chiedendo competenza e rispetto. (QT Sicilia). Nel 2026 il suo profilo si è ulteriormente rafforzato attraverso Polisnap, UPA e L’Aria Nuova APS e attraverso interventi su questioni concrete come ferrovia, urbanistica e futuro del territorio. (Il Fatto Siciliano).  È inoltre intervenuto pubblicamente anche sulle tensioni interne al cosiddetto Campo Largo. (QT Sicilia). Perché tredicesimo: ha costruito un’identità politica riconoscibile, ma deve ancora dimostrare una forza elettorale.


  • 14. MARTINA ARDIZZONE — 80

Una riconoscibilità regionale che deve tornare a diventare locale

Ardizzone ha un curriculum politico importante per la sua età. È stata deputata regionale nella XVIII legislatura, eletta nel collegio di Catania, e ha ricoperto diversi incarichi parlamentari prima della decadenza nel 2024. (ars.sicilia.it). Questo le garantisce esperienza e riconoscibilità. Ma nel quadro attuale il problema è la concretezza della candidatura paternese.


  • 15. ANDREA NUNZIO RUSSO — 78

Il civico che sta cercando una strada politica

Russo è uno dei nomi che merita attenzione proprio perché malgrado gli sforzi la sua storia recente non mostra un percorso di crescita. Nel 2025 ha iniziato a entrare più direttamente nel dibattito politico e nel novembre dello stesso anno il suo studio è stato sede di un incontro di realtà civiche impegnate nella costruzione di una nuova fase per Paternò. Nel 2026 il suo nome è comparso nuovamente nel confronto politico cittadino. Perché quindicesimo: buona credibilità professionale e profilo civico, ma ancora poca consistenza elettorale. Il 2027 potrebbe essere l’anno della trasformazione da figura emergente a candidato vero.


  • 16. MICHELE RUSSO — 77

L’esperienza consiliare

Russo possiede una caratteristica che non va sottovalutata: conosce il funzionamento dell’istituzione comunale. È stato protagonista dell’opposizione consiliare e nel 2026 continua a comparire nelle cronache politiche cittadine. Nel voto sul bilancio consolidato, ad esempio, è stato l’unico consigliere a votare contro. (La Sicilia). Punto forte: esperienza politica. Punto debole: deve trasformare il consenso politico personale in una leadership più ampia.


  • 17. FERDINANDO LO PRESTI — 77

Il giovane della politica organizzata

Lo Presti appartiene a quella nuova generazione di professionisti che nel 2025 ha iniziato a costruire un proprio spazio politico nell’area vicina a Galvagno. Il profilo professionale è solido. Ma la notorietà elettorale personale è in fase di costruzione. È un nome da monitorare, più che un candidato già pronto.


  • 18. SILVIO MIRENNA — 77

Giovane, politico, ma ancora da verificare nelle urne

Mirenna è un altro dei profili emersi nella nuova generazione politica. Nel 2025 è comparso nel gruppo politico insieme a Marzola e Lo Presti e nel 2026 ha continuato a intervenire nel dibattito cittadino. QTSicilia lo ha citato anche nel confronto sull’Albergo Sicilia. (QT Sicilia). Il vantaggio: appartiene a una generazione che può costruire consenso nei prossimi quindici mesi. Il limite: manca ancora una vera investitura elettorale.


  • 19. VITO PALUMBO — 77

Lo sport e l’associazionismo possono diventare politica?

Palumbo è probabilmente il caso più interessante della fascia civica. Nel 2025 era presidente del Kiwanis Club Paternò e nel 2026 ha continuato a muoversi tra sport, giovani, associazionismo e cultura. Nel giugno 2026 il Kiwanis paternese ha accolto il presidente internazionale del club proprio sotto la sua guida. (MCTV). A luglio è tornato sui media come dirigente sportivo e protagonista del dibattito sulla Consulta dello Sport. (MCTV). Perché 19°: possiede una rete sociale importante, ma non ancora una vera struttura politica. Se diventasse candidato civico, potrebbe essere molto più competitivo di quanto suggerisca la posizione attuale.


  • 20. PAOLO DI CARO — 76

Un nome della politica paternese che non va cancellato

Di Caro possiede una storia politica e civica locale e una riconoscibilità costruita negli anni. Il problema è il presente. Nel biennio 2025-26 la sua esposizione è stata inferiore rispetto ai protagonisti della nuova stagione. Rimane quindi un nome da tenere nella fotografia, ma non ancora in prima fila.


  • 21. MIRKO OLIVERI — 75

Il profilo civico

Oliveri si colloca soprattutto nell’area della partecipazione civica. Nel dicembre 2025 è intervenuto, insieme a Salvo Lombardo, nel dibattito sulla crisi politica di Paternò attraverso la “Sicilia del Fare”. Oggi frontman del comitato popolare per la Difesa della Ferrovia delle Arance.  Il suo profilo può crescere se il 2027 vedrà un forte movimento civico. Per ora, però, la candidatura può diventare un’ipotesi reale.


  • 22. SALVO PANEBIANCO — 73

Una rete politica, ma poca accelerazione recente

Panebianco ha una riconoscibilità costruita nel tempo nell’ambiente politico e istituzionale. Il problema è che nel 2025-26 non emerge una crescita sufficiente della sua esposizione personale tale da collocarlo vicino ai nomi della prima fascia. Resta comunque nella partita potenziale.


  • 23. MARCO TRIPOLI — 73

La notorietà c’è. Il problema è la stagione politica da cui proviene.

Tripoli è uno dei nomi più conosciuti della precedente esperienza amministrativa, anche perché ha ricoperto la presidenza del Consiglio comunale. Proprio questo può essere contemporaneamente un vantaggio e un limite. Conosce la macchina amministrativa, ma nel 2027 gli elettori potrebbero chiedere una discontinuità molto più netta. La sua posizione, quindi, dipenderà moltissimo da come verrà interpretato il passato.


  • 24. GIANFRANCO ROMANO — 71

Il nome della continuità politica

Romano possiede una storia politica locale e una rete costruita negli anni. Ma oggi non presenta la stessa intensità mediatica dei protagonisti della nuova fase. Possibile outsider, ma non ancora candidato di prima fascia.


  • 25. GAETANO LAUDANI — 71

Un curriculum forte, ma non una candidatura politica

Laudani è un caso emblematico. Sul piano professionale e istituzionale ha un profilo molto forte, legato alla pubblica amministrazione e al territorio. Nel 2026 è stato coinvolto anche in iniziative riguardanti Paternò. Ma qui dobbiamo essere rigorosi: autorevolezza professionale non significa candidatura. Per questo il suo indice di affidabilità è alto, mentre quello di concretezza politica rimane basso.


  • 26. SALVO TOMASELLO — 69

Conoscenza del Palazzo, ma poca spinta verso il futuro

Tomasello è un nome noto nell’ambiente politico-amministrativo paternese. Il problema è che la sua presenza non mostra, al momento, quella crescita necessaria per pensare a una candidatura autonoma competitiva nel 2027. Resta quindi nella fascia degli outsider.


  • 27. ANDREA GAGLIARDO — 68

Il professionista che deve ancora diventare politico

Gagliardo dispone di un profilo professionale interessante e di una presenza pubblica, anche digitale. Ma la politica è un’altra cosa. Per entrare davvero nella corsa dovrebbe trasformare autorevolezza professionale e comunicazione in una rete politica e territoriale. Per ora è un profilo potenziale, non una candidatura concreta.


  • 28. ALFREDO NICOTRA — 60

Il nome più difficile da valutare

Nicotra chiude la graduatoria non perché sia necessariamente meno capace degli altri, ma perché nelle fonti pubbliche 2025-2026 esaminate non emergono elementi sufficienti per attribuirgli lo stesso livello di esposizione e concretezza degli altri nomi. In una classifica seria è preferibile dire, “non abbiamo abbastanza dati”, piuttosto che gonfiare artificialmente un punteggio.


  • 🔥 MA LA CLASSIFICA RACCONTA UNA STORIA MOLTO PIÙ INTERESSANTE DEI NUMERI

Se togliamo per un momento i punteggi e guardiamo alla dinamica politica, Paternò sembra muoversi verso tre possibili modelli di candidatura.

  • 1. IL CANDIDATO POLITICO

Virgolini
Benfatto
Rinina
Pannitteri
Ciatto

Sono i profili che hanno già una struttura politica riconoscibile.

  • 2. IL CANDIDATO CIVICO-PROFESSIONALE

Parisi
Scaccianoce
Di Bella
Rao
Panassidi
Andrea Nunzio Russo
Palumbo

Qui c’è la vera novità. Sono persone che possono cercare consenso non soltanto attraverso un partito, ma attraverso professione, comunicazione, associazionismo, competenze e rete sociale.

  • 3. LA NUOVA POLITICA

Marzola
Grasso
Lo Presti
Mirenna
Oliveri
Riccioli

Sono profili che hanno bisogno di tempo per consolidarsi. E il tempo, fino a fine 2027, non manca.


  • 🚨 IL DATO PIÙ IMPORTANTE: CHI PUÒ SALIRE?

Se la classifica fotografasse oggi la notorietà, Virgolini avrebbe un vantaggio evidente.

Ma se fotografasse la capacità di crescere da settembre 2026 a fine 2027, la partita diventerebbe molto più aperta.

🚀 I CINQUE CHE TERREI SOTTO OSSERVAZIONE

1. Maria Barbara Benfatto

Ha già notorietà e può ancora crescere.

2. Francesco Rinina

Ha struttura politica e tempo per aumentare la notorietà personale.

3. Giovanni Parisi

Se trasformasse la credibilità tecnica in candidatura, cambierebbe lo scenario.

4. Andrea Di Bella

Possiede già una macchina comunicativa e una conoscenza politica della città.

5. Giuseppe Panassidi

Sta trasformando il civismo in un posizionamento politico sempre più riconoscibile.

E subito dietro metterei Tommaso Rao, Giancarlo Ciatto, Andrea Nunzio Russo e Vito Palumbo.


  • 🧨 LA DOMANDA CHE RESTA SUL TAVOLO

Dopo lo scioglimento del Comune, Paternò non dovrà soltanto scegliere un sindaco. Dovrà scegliere quale tipo di sindaco. Uno con esperienza politica? Un professionista? Un civico? Un giovane? Una figura capace di ricomporre centrodestra e moderati? Un candidato della sinistra e del Campo Largo? Oppure un outsider completamente estraneo alle vecchie dinamiche?

Il decreto di scioglimento e la successiva relazione resa pubblica nell’agosto 2026 hanno reso la parola “discontinuità” molto più pesante nel dibattito cittadino. La relazione parla esplicitamente di collegamenti e condizionamenti che avrebbero interessato l’amministrazione precedente. (La Sicilia Catania). Ed è proprio questo che potrebbe rendere il 2027 molto diverso dal 2022.


  • LA NOSTRA FOTOGRAFIA AL 3 SETTEMBRE 2026

Se dovessimo sintetizzare tutto in una sola riga:

  • VIRGOLINI PARTE DAVANTI, BENFATTO E RININA INSEGUONO, PANNITTERI E CIATTO RESTANO IN GIOCO. MA PARISI, DI BELLA, RAO, PANASSIDI E RUSSO SONO I NOMI CHE POTREBBERO CAMBIARE LA PARTITA.

E c’è un’ultima considerazione. La classifica non va letta come una previsione del risultato elettorale. È una griglia di partenza. Da qui alla fine del 2027 possono succedere molte cose: candidature ufficiali, coalizioni, primarie, liste civiche, accordi trasversali, rotture, nuovi nomi e soprattutto il giudizio dei cittadini sulla gestione commissariale. Per questo, più che chiedersi oggi “chi vincerà?”, sarebbe molto più interessante cominciare a chiedersi:

“Chi, nei prossimi dodici mesi, riuscirà a trasformare la propria popolarità in una vera organizzazione elettorale?”

È probabilmente questa la domanda che deciderà la partita.


  • Fonti e metodo

Per questa versione aggiornata sono state incrociate fonti istituzionali, stampa locale e regionale, siti professionali e gli interventi pubblici disponibili nel periodo 2025-2026. Tra le fonti principali:

  • QTSicilia, per interviste e posizionamenti di Virgolini, Benfatto, Ciatto, Panassidi, Di Bella, Riccioli, Marzola, Scaccianoce e altri protagonisti. (QT Sicilia)
  • La Sicilia, per cronaca politica e amministrativa e per la relazione sullo scioglimento. (La Sicilia Catania)
  • Etna News 24, per la cronaca politica e amministrativa 2025-26 e in particolare Pannitteri e Parisi. (Etnanews24)
  • L’Informazione, per Ciatto e Parisi. (L’Informazione)
  • Il Fatto Siciliano, per Panassidi, Palumbo e la presenza politica territoriale. (Il Fatto Siciliano)
  • AMA Paternò, per l’attività istituzionale e gestionale di Giovanni Parisi nel 2026. (amaspa.net)
  • ARS Sicilia, per il profilo istituzionale di Martina Ardizzone. (ars.sicilia.it)
  • Kiwanis Italia e MCTV, per il profilo associativo e sportivo di Vito Palumbo. (Kiwanis Distretto Italia San Marino)
  • Comune di Paternò, per il quadro istituzionale e le attività della fase commissariale. (Comune di Paternò)

Nota metodologica: l’indice 0-100 è una valutazione editoriale comparativa, non una percentuale di intenzione di voto e non un sondaggio demoscopico. Dove le evidenze pubbliche 2025-2026 sono scarse, il punteggio è stato volutamente contenuto. Alcuni profili sono quindi inseriti per potenziale politico, non perché abbiano dichiarato una candidatura.»