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GALVAGNO, LA VARDERA E IL LUME DELLA RAGIONE, QUANDO TI FANNO I COMPLIMENTI E CAPISCI CHE È UN PROBLEMA

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Galvagno sceglie anzitutto di chiarire la polemica con La Vardera. Inizia quasi scusandosi per l’utilizzo di un video, definendolo “amatoriale”, che serve a trasmettere spontaneità e autenticità. Il messaggio implicito è “non sto facendo propaganda, sto semplicemente chiarendo un equivoco”.

Il secondo passaggio è altrettanto significativo. Il presidente dell’ARS spiega che, dopo l’intervista rilasciata al quotidiano La Sicilia, diversi giornalisti gli hanno chiesto di replicare alle osservazioni di Ismaele La Vardera. In questo modo Galvagno evita di apparire come colui che cerca lo scontro, la replica, nella sua narrazione, non nasce da una volontà polemica ma da una richiesta di chiarimenti.

Il cuore politico del messaggio arriva subito dopo. Galvagno definisce La Vardera “un gran comunicatore”. È un complimento che, nella politica contemporanea, può avere una doppia lettura. Da un lato riconosce le capacità mediatiche dell’avversario, dall’altro sembra delimitare il campo proprio alla comunicazione, quasi a distinguere tra efficacia narrativa e concreta possibilità di governo.

La frase più interessante è quella sul “lume della ragione”. Qui Galvagno compie un’operazione sottile, non attacca frontalmente La Vardera, non ne mette in discussione la buona fede, non lo considera un avversario irrilevante. Al contrario, gli attribuisce razionalità e intelligenza, ma proprio per questo prevede che alla fine rinuncerà alla corsa per la Presidenza della Regione. Tradotto dal linguaggio politico: “se farà bene i conti, capirà che non ci sono le condizioni per arrivare fino in fondo”.

L’ironia della situazione sta proprio qui. Galvagno sembra dire a La Vardera, “Sei bravo, sei capace, comunichi benissimo. Talmente bene che prima o poi riuscirai a convincere persino te stesso a non candidarti”.

Dal punto di vista politico il messaggio è tutt’altro che banale. Dietro il tono cortese emerge l’idea che la candidatura di La Vardera venga percepita come una sfida più mediatica che realmente competitiva. Una stoccata elegante, pronunciata senza alzare la voce e senza utilizzare gli strumenti tradizionali dello scontro politico.

La conclusione che si può trarre è che Galvagno abbia scelto la via della squalifica morbida, nessuna aggressione, nessun insulto, nessuna polemica diretta. Solo una previsione presentata come esercizio di ragionevolezza. Una formula che, in politica, spesso fa più rumore di una polemica aperta.

E così, mentre la politica siciliana continua a produrre candidati, movimenti, contro-movimenti e annunci preventivi di future rivoluzioni, il presidente dell’ARS sembra aver consegnato a La Vardera una delle frasi più sottilmente antipatiche degli ultimi giorni: “È un grande comunicatore”. Seguita da quel non detto che aleggia sul video, “forse persino troppo per credere davvero alla propria candidatura”.

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