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PARCO DELL’ETNA: DA PATRIMONIO UNESCO A MUSEO DEGLI ORRORI

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di Fabrizio Giannino ***


In una recente intervista il Presidente dellEnte Regionale Parco dellEtna, Massimiliano Giammusso, ha rilasciato a La Sicilia, la sua opinione, a circa sei mesi dallinsediamento, sullo stato dellarte dellEnte, che abbiamo letto con attenzione e che oggi, dopo averne metabolizzato i contenuti, vorremmo commentare.

Anche e soprattutto perché noi di Ente Parco dellEtna ci siamo molto, molto, molto occupati, abbiamo scritto e raccontato con dovizia di particolari una serie di circostanze che ritenevamo e riteniamo dirimenti per la corretta prosecuzione delle attività della pregevole istituzione. Al punto da avere più volte affermato che più che un parco ci è sembrato un pacco.

Affermazioni forti, certamente, delle vere e proprie provocazioni, lanciate per smuovere gli animi e sollecitare un cambio di passo, innanzitutto da parte dellAssessore Regionale del Territorio ed Ambiente, Giusy Savarino, che purtroppo non cè stato, ahimé!

La nomina di Battaglia a Direttore dellEnte Parco è stato una autentica debacle. Un fallimento senza se e senza ma, che ha portato un immotivato immobilismo sfociato nel blocco dellazione amministrativa, il coinvolgimento dellEnte in una serie di responsabilità sul piano civile e patrimoniale, che sembrerebbero prossime a sfociare in un danno erariale. Le dimissioni in massa dei componenti del CTS, in palese protesta contro posizioni insostenibili ed inconsistenti del Direttore Reggente, che poi è stato “dimissionato” pure lui, per irresponsabilità. Solo questo?

Scorrendo larticolo dell’intervista ci siamo però resi conto, ove ce ne fosse il bisogno, che la debacle del Direttore Battaglia fa il paio con le posizioni del Presidente Giammusso, indubbiamente diplomatiche ma assolutamente vane, che mortificano e sviliscono il ruolo di Legale Rappresentante dellEnte Parco dellEtna. In nessuna parte dellarticolo abbiamo trovato una vera proposta di rilancio dellEnte, non una presa di posizione netta, nemmeno una minima visione programmatica.

Che il personale sia poco numeroso, indubbiamente è vero, ma al parco è noto che il clima organizzativo non esista, che le divisioni tra uffici fanno perdere il lume della ragione, utenza e fornitori bistrattati, amministratori locali che denunciano ogni giorno inadeguatezza ed immobilismo al punto da voler promuovere una class action. Questo oggi lo stato dell’arte. 

Tanto è vero che numerose sono le azioni intraprese contro lEnte e altrettante le denunce al vaglio dellAutorità Giudiziaria, che ha aperto vari fascicoli a seguito di alcune denunce particolareggiate, per non dire delle visite della Polizia al Parco per informazioni e sequestri. Tutto ciò rende bene l’idea di cosa stiamo parlando. Mentre il presidente si sforza di nascondere la sporcizia sotto il tappeto, tanto da far sembrare che Giammusso viva come Alice in “the wonderland”..

Come non sono mancati momenti di tensione quando alcuni sindaci hanno denunciato lassenza fisica per mesi di Battaglia dal Parco.

Avevamo immaginato, con la presenza di un navigato amministratore pubblico, come Giammusso, al Parco arrivasse una vera rivoluzione, fatta di innovazioni e diversi asset organizzativi, che avrebbero rivoluzionato il modus operandi dellEnte. Invece ciò che già era poco tollerabile è diventato oggi intollerabile. Quel minimo di attività che veniva portata avanti si è interrotta, ogni programmazione si è fermata, ogni prospettiva di rilancio immaginata sempre più lontana.

Lunica cosa che abbiamo potuto rilevare è che siamo in presenza di un amministratore che aspetta le illuminazioni esogene, le determinazioni dellAssessorato, i suggerimenti della Prefettura, e gli indirizzi della Protezione Civile, senza alcuna “speculazione intellettiva” propria, senza uno sforzo per il cambiamento necessario. Eppure nel recente passato, pur non essendo stati teneri con la precedente gestione, avevamo avuto modo di leggere, e scrivere, di una intensa attività pianificatoria del precedente Commissario, che sembrava presagire con una diversa e più ampia visione per lente, con la pubblicazione di un volume, tra l’altro, di pregevole studio in tal senso. Ma poi inspiegabilmente tutto sembrerebbe essere stato sepolto nei cassetti  palermitani più reconditi. Tanto peggio tanto meglio?

Il problema vero è che quando si scelgono amministratori e direttori di un ente autorevole come il Parco dellEtna lo si dovrebbe fare scegliendo tra personalità di indiscussa professionalità e capacità, facendo si che accanto allappartenenza politica ci sia soprattutto competenza, carattere, determinazione ed indipendenza.

Invece, come al solito, è lappartenenza a prevale (spesso la sudditanza) e il conferimento di questi incarichi si traducono in un premio per chi si è candidato ed è stato trombato o per chi, per capacità elettorali, o capacità particolari, merita un contentino. Ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Un fallimento generalizzato di buona parte degli enti regionali e delle società partecipate che sono diventare tuttaltro rispetto alle finalità della loro costituzione, il CEFPAS, il SEUS 118, lIZS, la FOSS, il CAS, solo per citarne alcuni, di cui abbiamo avuto modo di occuparci , prevalentemente per scandali, ruberie, abusi, immobilismo, insuccessi.

Abbiamo appreso infine che è stato nominato il nuovo Direttore Reggente nella persona di Dario Montana, fratello del più noto Beppe Montana, assassinato dalla Mafia nel 1985 nel palermitano. Dirigente Regionale in atto in servizio presso lIspettorato Forestale di Catania. Confidiamo che la scelta dellassessore, questa volta, sia stata più lungimirante, e che non abbia prevalso altra logica se non quella dellinteresse dellente. E soprattutto confidiamo che chi ha vissuto sulla propria pelle talune tragedie ne sappia trarre insegnamento e farsi portatore di valori sani, interessi legittimi, legalità e forte spinta al cambiamento. Tutto quello che purtroppo è mancato allEnte Parco dellEtna.

Noi come al solito, sentinelle per vocazione, vigileremo e scriveremo. Non ci resta che augurare buon lavoro a Montana, a cui certamente lAssessore non ha fatto un bel regalo nel consegnargli un ente devastato e sotto inchiesta da rifondare assolutamente.