Connect with us

In primo piano

PATERNÒ: La delibera della Commissione Straordinaria più che un atto pubblico rilevante è solo un atto di onanismo

Pubblicato

il

La presa di posizione del sindaco di Motta Sant’Anastasia, con l’intervista rilasciata a Federica Zammataro per il Fatto Siciliano cambia sensibilmente il quadro della vicenda. Finora la contestazione alla trasformazione dell’ex sedime ferroviario in Greenway poteva essere liquidata come una mobilitazione prevalentemente civica importante, una mobilitazione di massa. Con l’intervento ufficiale di Antonio Bellia entra invece in campo un’amministrazione comunale direttamente interessata dal tracciato. Quindi la delibera n. 103 dell’11 agosto 2026 licenziata dalla commissione straordinaria di Paternò, più che un atto pubblico rilevante è solo un atto di onanistico, che non trova riscontro nella realtà fattuale. Ma in quali mano è finita Paternò?

Il punto politicamente più rilevante, a mio avviso, è questo, Bellia non contesta la pista ciclabile in sé, contesta che per realizzarla si debba rendere definitivamente impossibile il ritorno del treno. È una distinzione molto forte perché sposta il confronto da “ferrovia contro pista ciclabile” a “pista ciclabile oppure infrastruttura ferroviaria + mobilità dolce”.

E c’è un altro elemento importante: il sindaco parla esplicitamente di interlocuzione con il Ministero delle Infrastrutture, chiedendo il recupero della linea e della fermata di Motta. Quindi la delibera n. 103 dell’11 agosto 2026 non chiude affatto la discussione, al contrario, apre di fatto un confronto istituzionale di livello superiore, romano.

La questione decisiva diventa allora, chi ha stabilito che quei 52 chilometri debbano avere necessariamente un solo futuro? Nessuno.

Perché se esiste un progetto di Greenway, ma contemporaneamente un sindaco del territorio chiede al Governo di verificare la possibilità di recuperare l’infrastruttura ferroviaria, prima di procedere verso una determinazione ragionevole pretendere uno studio di fattibilità serio, aggiornato e indipendente, che metta sul tavolo  le varie ipotesi di integrazione.

E soprattutto, se altri sindaci del comprensorio, così come ci hanno dichiarato, dovessero assumere una posizione analoga a quella di Motta, la vicenda assumerebbe una dimensione politica completamente diversa e quella delibera assumerebbe connotazioni grottesche, non sarebbe più soltanto la protesta contro una delibera, ma l’apertura di un vero confronto tra territori e istituzioni sul futuro della Valle del Simeto.

In questo senso, Bellia potrebbe essere il primo sindaco ad aver rotto il silenzio istituzionale sulla Ferrovia delle Arance. Ma altri primi cittadini seguiranno, la domanda non sarà più se esista un dissenso, ma perché si sia deciso di progettare la cancellazione della ferrovia delle arance prima di aver verificato fino in fondo la possibilità di un recupero.

C’è però un punto da mantenere molto preciso nell’informazione, al momento, sulla base del materiale che abbiamo in possesso, è documentata ufficialmente la posizione del sindaco di Motta Sant’Anastasia, non ancora quella de “i sindaci del comprensorio”, i quali prendono le distanze. telefonicamente, dalla decisione folle di Paternò e che presto si esprimeranno pubblicamente”.