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LA VALLE DEL SIMETO SI RIBELLA: «GIÙ LE MANI, IL TERRITORIO È ANCHE NOSTRO»

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DA ADRANO, PATERNO’, MOTTA, ALL’OASI DEL SIMETO, IL FRONTE SI ALLARGA.

«LA VALLE È ANCHE NOSTRA»


Adesso la Valle alza la voce. E lo fa forte. Quella che sembrava una partita tutta interna a Paternò e ai Comuni attraversati dalla linea ferrata, sulla sorte della Ferrovia delle Arance, sta rapidamente assumendo i contorni di una vera questione territoriale.

Perché quella ferrovia non è soltanto un vecchio tracciato da riconvertire, è il filo che lega comunità, campagne, paesaggi e memoria lungo la Valle del Simeto.

L’ipotesi contenuta nella delibera del Comune di Paternò di smantellare la ferrovia per trasformarne il tracciato in una greenway ha acceso il confronto e sta provocando reazioni politiche e civiche ben oltre i confini paternesi.

Dai Comuni della Valle, e non soltanto da quelli attraversati fisicamente dal tracciato ferroviario, arriva un messaggio sempre più netto: «La Valle del Simeto è anche nostra».

Diverse forze politiche dei Comuni della Valle del Simeto, oltre a quelle che hanno già espresso la propria posizione, starebbero preparando iniziative e determinazioni pubbliche per chiarire la propria idea. Perché quella ferrovia, sostengono, non è una faccenda privata di Paternò e Centuripe, è parte di un territorio molto più ampio, che arriva fino all’Oasi del Simeto, e di una storia che appartiene a un’intera comunità territoriale.

  • IL FRONTE SI ALLARGA

Da Catania e dall’area dell’Oasi del Simeto, passando per Belpasso, arrivano segnali di interesse verso il Patto dei Sindaci della Valle del Simeto. A Misterbianco, inoltre, starebbe prendendo forma l’ipotesi di una raccolta popolare di firme per contestare lo smantellamento della linea. Se confermata, sarebbe un altro segnale importante, la protesta potrebbe uscire dai palazzi e arrivare nelle piazze, nelle associazioni e tra i cittadini.

E non finisce qui. Altri Comuni potrebbero presto avvicinarsi al Patto dei Sindaci, allargando ulteriormente il perimetro di una mobilitazione che, giorno dopo giorno, assume dimensioni territoriali  sempre più importanti, sempre più vaste.

  • LA PARTITA NON È PIÙ SOLO A PATERNO’ E CENTURIPE

La questione, insomma, cambia scala. Non sembra più giocarsi soltanto nelle stanze del Palazzo di Paternò e Centuripe. La Valle sta rivendicando il diritto di essere protagonista delle decisioni che riguardano il proprio futuro.

E nelle ultime ore circola anche un’altra indiscrezione, l’ipotesi di un possibile provvedimento legislativo regionale sulla vicenda. Al momento non ci sono conferme ufficiali e la questione sarebbe avvolta nella massima riservatezza. Se ne potrebbe sapere qualcosa di più nei prossimi giorni. Una cosa, però, è già evidente, la Valle del Simeto non appartiene a un solo Comune.

È un territorio fatto di comunità, paesaggi, agricoltura, acqua, infrastrutture e memoria. E quando si decide del suo futuro, nessuno può pensare di farlo ignorando la voce istituzionale di chi quella Valle la vive, la attraversa e la custodisce. La Ferrovia delle Arance torna così al centro della scena, semmai ne fosse uscita.

E se qualcuno pensava di poter chiudere questa storia con una delibera, potrebbe essersi accorto che il viaggio è appena cominciato. Perché stavolta il treno della protesta e della proposta non viaggia più da solo. Alla stazione stanno arrivando altri vagoni, altri Comuni, altre comunità. E il convoglio della Valle del Simeto è appena partito.