Perché nel testo si dice praticamente tutto, chi dovrebbe andarsene, chi dovrebbe restare, chi sarebbe preoccupato, chi starebbe pensando di smarcarsi, chi dovrebbe avere un “sussulto di dignità” e persino quale sarebbe la presunta strategia del sindaco. Manca soltanto la planimetria della maggioranza con le frecce rosse per indicare le vie di fuga.
- LA GRANDE PAURA DI UNA SFIDA CHE “NON ESISTE”
Il passaggio più divertente è forse questo, Mancuso starebbe lanciando una sfida che l’opposizione non intende raccogliere. Benissimo. Ma allora perché rispondere? Se la sfida è una finta, ignoratela. Se il sindaco è politicamente isolato, lasciatelo isolato. Se la maggioranza è sul punto di disintegrarsi, non disturbate il processo. Se i suoi sostenitori stanno davvero preparando le valigie, non serve nemmeno chiamare il taxi.
Aspettate. Invece no. Si interviene, si spiega, si interpreta, si ammonisce, si invita la maggioranza a ribellarsi. A questo punto viene il dubbio che il vero problema non sia la presunta debolezza di Mancuso, ma il fatto che qualcuno abbia paura che quella debolezza sarà dimostrata nelle urne vincendo le elezioni.
- IL TALENTO SPECIALE DELLA POLITICA: VINCERE LE ELEZIONI PRIMA CHE SI VOTI
C’è poi una curiosa pretesa contenuta nel comunicato: Mancuso dovrebbe fare un passo indietro. Perché? Perché ci sono vicende giudiziarie da affrontare. Giusto, le vicende giudiziarie si affrontano nelle sedi competenti. Ma trasformare una vicenda giudiziaria in una sorta di procedura politica di autosospensione preventiva è un’altra cosa.
E qui la satira viene quasi da sola. Immaginiamo il nuovo regolamento elettorale adranita: Articolo 1: se l’opposizione ritiene che tu debba dimetterti, dimettiti. Articolo 2: se l’opposizione ritiene che tu non debba ricandidarti, non ricandidarti. Articolo 3: per conoscere il risultato delle elezioni non è necessario votare: basta leggere il comunicato dell’opposizione. Pratico, economico e soprattutto velocissimo.
- IL DETTAGLIO CHE DISTURBA: GLI ELETTORI
C’è però un piccolo inconveniente in questa originale architettura politica. Esistono gli elettori. E gli elettori hanno il brutto vizio di non rispettare sempre le previsioni dei comunicati stampa. Mancuso è stato eletto sindaco al ballottaggio del 2021 con 7.705 voti contro 7.563 di Pellegriti oggi suo alleato. Una vittoria stretta, certamente. Ma non un’elezione per sorteggio. Gli adraniti votarono. E saranno ancora gli adraniti, quando arriverà il momento, a decidere. Non Controcorrente. Non Cantieri Popolari. Non Facebook. Ma gli elettori. Ed è precisamente questo il punto che dovrebbe riportare tutti con i piedi per terra.
- IL “SEQUESTRO POLITICO” E LA POLTRONA CHE PARLA
Poi arriva l’espressione più teatrale: “sequestro politico”. Una formula che, bisogna ammetterlo, ha un certo fascino. Sembra il titolo di una fiction: “Adrano: il sequestro della poltrona – seconda stagione”.
Ma al di là delle battute, sarebbe utile lasciare alla magistratura ciò che appartiene alla magistratura e alla politica ciò che appartiene alla politica. Se ci sono impedimenti giuridici, e non ce ne sono, saranno le istituzioni competenti a stabilirli. Se non ci sono, sarà la politica a confrontarsi. E se qualcuno ritiene che Mancuso abbia fallito, ha a disposizione lo strumento più democratico che esista, convincere gli elettori a scegliere un’altra strada.
- IL GRANDE MISTERO: SE MANCUSO È COSÌ DEBOLE, PERCHÉ FA COSÌ PAURA?
Ed eccoci al punto. I comunicati raccontano un Mancuso apparentemente solo, assediato, politicamente in difficoltà e abbandonato dai suoi. Ma contemporaneamente lo descrive come qualcuno capace di mettere in fibrillazione l’intera opposizione, di condizionare la maggioranza, di bloccare possibili fughe e di dettare l’agenda politica della città. Una contraddizione involontariamente esilarante. Se è davvero così debole, perché tutti corrono a spiegare quanto sia debole?
Forse perché in politica esiste una differenza fondamentale tra raccontare la debolezza dell’avversario e dimostrarla. La prima costa un comunicato. La seconda costa consenso.
- ADESSO ARRIVA LA PARTE DIFFICILE
L’opposizione ha tutto il diritto di criticare Mancuso. Ha il diritto di contestarlo. Ha il diritto di chiedere spiegazioni. Ha il diritto di costruire una coalizione alternativa. Ma poi arriva la parte difficile. Bisogna trovare un candidato. Bisogna trovare una squadra. Bisogna trovare un programma comune. Bisogna mettere d’accordo anime diverse. Bisogna parlare di Adrano. E soprattutto bisogna convincere gli adraniti. Ed è qui che finiscono i comunicati e comincia la politica. Perché dire “Mancuso deve dimettersi” è facile. Dire “noi siamo pronti a governare Adrano e vi spieghiamo come” è decisamente più impegnativo.
Alla fine, quindi, forse il guanto di sfida non è affatto una cortina di fumo. È semplicemente una domanda politica. Chi vuole governare Adrano? Mancuso dice di esserci. L’opposizione dice che non dovrebbe esserci. Perfetto. Ora però basta con il riscaldamento. Meno profezie sulla maggioranza. Più idee chiare. Meno psicologia da social. Più politica. Perché se davvero Mancuso è così vulnerabile come viene raccontato, c’è una soluzione semplicissima, non serve eliminarlo dal campo. Basta batterlo sul campo.
E per farlo, purtroppo per i professionisti del comunicato, non basta premere “pubblica”. Serve prendere i voti. E quelli, a differenza dei commenti sui social, non si possono mettere in una bozza.