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AMA Spa, tra bilanci positivi e silenzi strategici

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A pochi giorni dalla pausa estiva, AMA Spa convoca la stampa per fare il punto sui primi cinque mesi della gestione dell’amministratore unico Giovanni Parisi. Un’iniziativa lodevole che, va detto senza ipocrisie, rappresenta una novità assoluta nella storia dell’azienda e che merita di essere riconosciuta come un segnale di apertura verso la città e verso il diritto dei cittadini ad essere informati.

Fare il punto sul lavoro svolto non è mai un esercizio inutile. Anzi. Soprattutto quando si guida una società che gestisce un servizio essenziale e che negli anni è stata spesso al centro del dibattito pubblico e considerato un bubbone tra i più controversi del comune di Paternò.

Tuttavia, proprio perché si è scelto il terreno del confronto con la stampa, sarebbe stato auspicabile che alle domande più delicate che abbiamo posto, sul fallito finanziamento React-Eu,di 21 milioni in joint venture con Sicep di Acireale, per il quale l’AMA dovrà rimborsare oltre un milione di euro, tranne un miracolo e sulla dichiarazione fatta da un consigliere, in pieno consiglio comunale, sui bilanci “taroccati” dell’azienda,  corrispondessero risposte altrettanto chiare. Invece, su questi temi scomodi, abbiamo assistito a una raffinata esibizione di slalom tra formule prudenti, circonlocuzioni e quel politichese che spesso dice molto senza dire nulla.

Ecco il video:

E così quella che poteva essere una conferenza interamente dedicata allo stato dell’arte è sembrata, ad alcuni osservatori, anche un’occasione per mettere in vetrina il lavoro svolto. Legittimo, per carità. Ma quando si sceglie la strada della comunicazione pubblica, bisogna mettere in conto che non arrivino soltanto applausi. Le nostre domande, infatti, non cercavano polemiche ma chiarimenti che sono arrivati parzialmente, ovvero non sono arrivati con puntuale completezza.

Particolarmente significativo, poi, è apparso il passaggio relativo all’ATI Idrico Catania e al futuro assorbimento di AMA Spa. Un argomento che dovrebbe rappresentare uno dei temi centrali per il destino dell’azienda e per i suoi lavoratori. Eppure, proprio su questo fronte, abbiamo registrato un evidente irrigidimento dei toni e una certa dose di nervosismo. Un nervosismo, registrato in privato, che lascia trasparire come i rapporti tra i diversi soggetti coinvolti non siano probabilmente così sereni come si crede. Del resto, quando le risposte diventano più complicate delle domande, il sospetto che esistano questioni ancora aperte viene quasi naturale.

Naturalmente non spetta a noi formulare sentenze, a questo ci penseranno gli organi competenti ordinari e contabili. Ma il compito del giornalismo è prendere atto dei segnali, interpretarli, e porre interrogativi quando questi emergono con evidenza.

Per questo motivo pubblichiamo l’intervista rilasciataci a margine della conferenza stampa, affinché siano i lettori a valutare toni, contenuti e risposte. Perché al di là delle conferenze, degli slogan e dei comunicati, restano i fatti. E soprattutto restano le domande che attendono ancora una risposta chiara. Noi continueremo a porle.